“Venezuela,una crisi che non fa notizia”.

Sebbene oltre il 10% della popolazione abbia già abbandonato il Paese in cerca di rifugio, il Venezuela non riceve la copertura mediatica che meriterebbe

Vorrei servirmi dello spazio di questo articolo per parlare di quella che è stata la mia esperienza con le Nazioni Unite (UNHCR) in Ecuador. I compiti a me affidati, le realtà con cui mi sono confrontato e le situazioni umane in cui mi sono imbattuto durante quel periodo, mi hanno permesso di toccare con mano la drammaticità delle crisi di Colombia e Venezuela. Due Stati confinanti con l’Ecuador e che su quest’ultimo riversano ogni anno migliaia di rifugiati. In questo piccolo Paese a cavallo dell’equatore infatti, sono più di 2.000 le richieste di asilo e protezione mensili, numeri che rendono l’Ecuador lo Stato con il maggior numero di rifugiati dell’intero continente latinoamericano. All’interno delle operazioni dell’Alto Commissariato ONU per i rifugiati, il mio incarico concerneva principalmente la valutazione delle richieste di protezione internazionale, valutazione che veniva espressa dopo approfonditi colloqui con i richiedenti stessi. Al termine dei sei mesi trascorsi lì, sono giunto alla conclusione che le difficoltà di ricostruzione per ciò che riguarda la Colombia e l’incubo Maduro, che sta letteralmente disintegrando il Venezuela, non vengono percepite da noi cittadini europei nella loro reale tragicità e complessità.
Sopratutto per ciò che concerne la Repubblica bolivariana, mi sono reso conto della grave discrepanza fra la reale situazione del Paese cosi come mi veniva raccontata dai rifugiati di ogni classe sociale e provenienti da tutte le parti dello Stato e la medesima situazione come viene invece spesso riportata dai principali mezzi d’informazione occidentali. Questi ultimi infatti, raccontano un Venezuela dove la violenza generalizzata esaspera un contesto già di per sé sfiancato dalle gravi mancanze politiche di un governo sostanzialmente dittatoriale come quello in carica. Come se le violenze dei “colectivos” fossero qualcosa di separato e distinto rispetto alle violenze perpetrate dai corpi di polizia e dalle autorità statali. Come se i mali che affliggono il Venezuela – scarsità di generi alimentari, grave mancanza di beni di prima necessità, fra cui le medicine, e un’inflazione galoppante – fossero “solamente” il frutto di sciagurati errori politici e non nascondessero invece una precisa volontà da parte di Maduro di piegare in questo modo la resistenza dei cittadini venezuelani che al suo governo continuano ad opporsi. Le testimonianze di quanti da lì sono fuggiti e che ho potuto ascoltare e conoscere nei miei mesi a Quito invece, raccontano di colectivos che compiono ogni genere di violenza con il beneplacito e il finanziamento delle istituzioni statali. I generi alimentari di prima necessità, le medicine e i trattamenti sanitari essenziali, non sono del tutto irreperibili o assenti ma vengono dispensati a quanti possono concretamente dimostrare la loro affiliazione al governo in carica. Lo stesso Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati Filippo Grandi nel febbraio di quest’anno ha pubblicamente dichiarato che la crisi venezuelana è in tutto e per tutto equiparabile a quella siriana in quanto a gravità. Resta da capire come mai la copertura mediatica che alla prima viene riservata sia cosi frammentata e di scarsissima risonanza rispetto alla sua controparte mediorientale.

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Lorenzo Daniele

30 anni, stagista presso l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. Dopo la Laurea in Giurisprudenza all'Università La Sapienza di Roma ho collaborato con alcune ONG a Buenos Aires che mi hanno permesso di vedere con i miei occhi la profonda disuguaglianza sociale che colpisce moltissimi paesi dell'America Latina. Un Master in Relazioni Internazionali alla SIOI di Roma e uno in Cooperazione Internazionale all'ISPI di Milano mi hanno inoltre dato l'opportunità di approfondire le più importanti tematiche della geopolitica attuale e delle relazioni internazionali in generale. Appassionato di America Latina e di Medio Oriente!

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