Vatileaks 2, libri di Nuzzi e Fittipaldi in uscita oggi

Vatileaks 2-scandalo-Vaticano
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05/11/2015 ore 13,55

Vaticano. Soldi, immobili, sprechi, furberie, conti fuori controllo e mancanza di trasparenza nei bilanci e non mancano “affari sporchi e privilegi” nell’ingarbugliata situazione amministrativa e organizzativa della Curia Romana. E’ quanto emerge dai due libri, oggi in uscita nelle librerie, «Avarizia» di Emiliano Fittipaldi – Feltrinelli – e «Via Crucis» di Gianluigi Nuzzi – Chiarelettere -, che raccolgono i documenti riservati ( provenienti principalmente dalla Cosea) della Santa Sede e che hanno portato nei giorni scorsi, nell’ambito della nuova inchiesta Vatileaks 2all’arresto di monsignor Lucio Ángel Vallejo Balda e una ex collaboratrice laica Francesca Immacolata Chaouqui.

Nuovo Cda Banbino Gesù finito nello scandalo Vatileaks 2

Lo Stato Pontificio pur di sminuire, attraverso il suo portavoce Federico Lombardi, sottolinea che si tratta di informazioni già superate dalle riforme del papa volte al miglioramento della situazione amministrativa del Vaticano e della Santa Sede. Rinnovato il Cda della Fondazione Bambin Gesù, nata per raccogliere le offerte per i bimbi malati finito nella bufera di Vatileaks 2 perché avrebbe destinato suoi fondi (200mila euro) per ristrutturare l’appartamento dell’ex segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone. Nuovi consiglieri, nuovo statuto e nuova mission. I nuovi consiglieri sono sette, compresa la già nominata presidente Mariella Enoc: Pietro Brunetti, Ferruccio De Bortoli, Maria Bianca Farina, Caterina Sansone, Anna Maria Tarantola e Antonio Zanardi Landi.

Alcuni stralci dei due libri «Avarizia» e «Via Crucis»

Ior

Sembra che il Vaticano no sia stato generoso con i poveri. “Lo Ior gestisce anche quattro fondi di caritàè scritto in un capitolo del libro “Avarizia” del giornalista dell’Espresso Emiliano Fittipardi -. Incrociando le tabelle i preti non sembrano essersi svenati per i meschini e i disgraziati: nel 2013 e nel 2014 il fondo a disposizione della Commissione cardinalizia guidata dal cardinal Santos Abril y Castelló non ha scucito un soldo bucato, nonostante un saldo in attivo di 425 mila euro“.

“Il Fondo per opere missionarie ha in pancia 139 mila euro, somma costituita soprattutto da donazioni interne, ma negli ultimi due anni ha ‘elargito per opere missionarie’ solo 17 mila euro“. “Anche il fondo nato per finanziare le ‘Sante Messe’, seppur più cospicuo (ha un saldo arrivato a 2,7 milioni di euro) ha preferito tenere i denari in saccoccia: nel 2014 sono stati girati ai sacerdoti di tutto il mondo la minuscola cifra di 35 mila euro”.

Spese pazze

“A gennaio del 2015 – si legge nel libro – qualcuno ha inviato al Papa tutte le voci di spesa della neonata segreteria per l’Economia, che Bergoglio aveva affidato qualche mese prima a George Pell, il cardinale chiamato dall’Australia per raddrizzare usi e abitudini nefaste della curia che ha spadroneggiato durante l’era di Benedetto XVI”. In quell’elenco ci sarebbero, secondo l’autore, “centinaia di migliaia di euro per voli in business class, vestiti su misura, mobili di pregio, perfino per un sottolavello da 4600 euro“. “Un elenco di spese pazze che ha raggiunto per appena sei mesi di attività del nuovo dicastero un totale di oltre mezzo milione di euro”.

Va osservato che George Pell, l’uomo che il papa ha scelto per rimettere a posto le finanze, in Australia è finito in un’inchiesta del governo sulla pedofilia.

Gli immobili

Il Vaticano ha in proprietà 5 mila case a Roma. Un patrimonio immobiliare immenso del Vaticano a Roma ma anche in Gran Bretagna, Francia e Svizzera.

“L’Apsa – scrive l’autore in “Avarizia” – è proprietaria a Roma di migliaia di appartamenti (in tutto il Vaticano nella Capitale ne conta circa 5000, ma non sanno nemmeno loro quanti ne posseggono in totale: in un altro studio della prefettura degli Affari economici si evidenzia tra le criticità dell’Apsa l’assenza di bilanci che mostrino il patrimonio immobiliare nella sua completezza) che valgono cifre importanti”. “Nel 2013 l’Apsa ha segnato in bilancio tre voci distinte: le proprietà in Inghilterra per 25,6 milioni, quelle in Svizzera per 27,7, mentre case, negozi, palazzi e appartamenti in Italia e in Francia per appena 342 milioni. Ma in Vaticano sanno bene – conclude – che si tratta di una cifra sottostimata: il documento interno della Cosea fa chiarezza sul punto, specificando che il portafoglio contabile Apsa deve essere moltiplicato per ben sei volte“.

Nuzzi in “Via Crucis” scrive che gli immobili dell’Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica) valgono 2,7 miliardi ma sono a bilancio per una somma sette volte più bassa e se su «5.050 unità tra appartamenti, uffici, negozi e terreni» solo a Roma, per oltre la metà non c’è la metratura quindi non si può «valutare la congruità della pigione». Nuzzi, poi, nel suo libro racconta del caos sui soldi raccolti dai postulatori delle cause di beatificazione e canonizzazione, che possono costare fino a 750 mila euro; sulle «perdite dovute a differenze d’inventario» con «un buco da 700 mila euro al supermercato, mezzo milione nei depositi di abbigliamento, 300 mila euro in farmacia…»; sui conti correnti allo Ior, disinvoltamente utilizzati secondo lo stesso Ernst von Freyberg, presidente fino al 9 luglio 2014, anche «per operazioni illegittime, riciclaggio in tutti i sensi»… Un caos totale tanto che tra i correntisti figurano ancora papa Luciani (saldo 110.864 euro) e addirittura Paolo VI (125.310 euro su un conto, 296.151 dollari su un altro) che è morto da 37 anni.

La Benzina

Nel 2012 il Vaticano “ha venduto 27 milioni di benzina: di questa cifra il 18% è stato venduto a clienti ‘sconosciuti’“, è scritto ancora in ‘Avarizia’.

“Il carburante – si legge nel libro- rappresenta per il dipartimento la fonte di guadagno e di margini più importanti, scrivono gli analisti di Ernst&Young. Le pompe di benzina sono due, e il prezzo per i consumatori è 20 per cento più basso rispetto a quello italiano.” Fittipaldi sottolinea inoltre che ci sono 550 tessere, vale a dire soggetti che hanno la possibilità di fare benzina in Vaticano, “che hanno superato il limite annuale di acquisti, pari a 1.800 litri”. Ed inoltre, “hanno fatto la fila alla pompa ben 27 mila persone, molte più di quelle autorizzate”.

Si legge nel libro : “evidenziano che vendendo benzina, sigarette e vestiti a costi ribassati rispetto all’Italia il Vaticano guadagna ogni anno 60 milioni (i clienti dei negozi dovrebbero essere circa 5mila, ossia residenti e dipendenti della Santa Sede, ma a Roma sono state distribuite ben 41mila tessere a vip, raccomandati e amici degli amici), leggendo le carte è evidente che i denari in Vaticano si trovano dappertutto. E, quando ce ne sono tanti, è facile che non manchino nemmeno gli sprechi. Un cruccio, per Francesco, che vorrebbe limitarli il più possibile, bloccando rigagnoli infruttuosi per deviarli su attività evangeliche”.

Una nuova inchiesta. Indagato Nattino

Il Vaticano, in collaborazione con le autorità italiane e svizzere, ha indagato Giampiero Nattino per operazioni di compravendita titoli e transazioni. Il nome di Nattino era emerso in un’inchiesta relativo ad “eventuale riciclaggio di denaro, insider trading e manipolazione del mercato” in cui sarebbe stata utilizzata l’Apsa.

Il sospetto è che un “portfolio” di oltre 2 milioni di euro che sarebbe stato relativo a Gianpietro Nattino, presidente di Banca Finnat Euramerica SpA, sarebbe stato trasferito in Svizzera poco prima che in Vaticano fossero introdotte le nuove leggi contro il riciclaggio.

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