Usa. Trump pronto a perdonare Joe Arpaio, lo sceriffo più temibile d’America

Arpaio, sceriffo che ha arrestato oltre 30.000 immigrati clandestini, è un razzista o un eroe secondo l’America?

Lunedì scorso il Presidente Usa Donald Trump ha detto che potrebbe emettere un perdono (il primo della sua presidenza) per Joe Arpaio, l’ex sceriffo di Maricopa County, Arizona.
Trump, parlando dal suo golf resort a Bedminster, in New Jersey, ha detto: “Sto seriamente considerando un perdono per lo Sceriffo Arpaio poiché ha fatto molto nella lotta contro l’immigrazione clandestina. E ‘un grande patriota americano e io odio vedere cosa è successo a lui”.
Arpaio, 85 anni, forte sostenitore di Trump, è stato recentemente accusato di oltraggio criminale per aver sfidato l’ordine di un giudice nel 2011 fermando le sue pattuglie di traffico per 17 mesi.
La sentenza è prevista il 5 ottobre e lo Sceriffo rischia fino a sei mesi di carcere se condannato.

Chi è Joe Arpaio?

Joe Arpaio, è nato a Springfield, Massachusetts, il 14 giugno 1932. All’età di 18 anni si arruolò nella United States Army. Arpaio ha servito nell’esercito degli Stati Uniti dal 1950 al 1954, nell’ambito del Medical Division durante la guerra di Corea. Dopo il servizio militare, Arpaio ha lavorato per 3 anni come un ufficiale di polizia di Washington DC, prima di servire come poliziotto a Las Vegas per 6 mesi. Inoltre ha anche lavorato con la Drug Enforcement Administration. Nel 1993 è stato eletto sceriffo di Maricopa County, carica che ha ricoperto consecutivamente per sei mandati fino alla sconfitta nelle elezioni 2016.
Arpaio è diventato famoso per il suo approccio nel combattere l’immigrazione clandestina. Nel 2009 lo sceriffo ha sostenuto che aveva arrestato 30.000 clandestini dal 2005.
Nel 2010, è diventato un forte oppositore alla legge anti-immigrazione SB1070, che è stata in gran parte annullata dalla Corte Suprema.
Arpaio è anche noto per la sua indagine sulla vicenda del certificato di nascita dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama.
Nel 2011, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha scoperto che l’ufficio di Arpaio aveva commesso una serie di violazioni contro i latinos, tra cui discriminazione razziale.
Inoltre è stato accusato di vari tipi di reati tra cui: abuso di potere, uso improprio di fondi, utilizzo di spazio improprio, l’applicazione illegale di leggi sull’immigrazione e violazioni di legge elettorale.
Nel mese di novembre 2016 ha perso la rielezione a sceriffo contro il democratico Paul Penzone.
Arpaio, uno dei primi sostenitori di Trump, ha detto la settimana scorsa che avrebbe accettato un perdono per la sua condanna penale da parte del presidente, e avrebbe fatto “tutto ciò che il presidente vuole che io faccia”.

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I due hanno posizioni simili in materia di immigrazione clandestina. Arpaio, infatti, durante la Convention nazionale repubblicana di Cleveland aveva parlato a nome di Trump affermando che l’allora candidato presidenziale sarebbe stato duro sull’immigrazione.

Vedremo cosa deciderà di fare il Presidente nei prossimi giorni. L’America è divisa su un possibile perdono. Se ci sono persone che guardano lo Sceriffo come un razzista e un estremista, vi sono altre che lo guardano come un eroe americano e una condanna andrebbe a macchiare tutte le azioni che ha fatto e che lo hanno portato a essere lo sceriffo più temibile d’America.
Molti attendevano l’annuncio qualche sera fa, durante un comizio elettorale di Trump a Phoenix. Nello stato, l’Arizona, dove in campagna elettorale aveva annunciato la stretta sull’immigrazione, Trump ha promesso che il muro al confine con il Messico si farà a tutti i costi e ha fatto capire che grazierà lo sceriffo dicendo: “Alla fine se la caverà”.
Non ci resta che attendere a giorni l’annuncio del Presidente.

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