Usa. Trump dà il via libera alle sanzioni contro la Russia

Crimea, Ucraina e interferenze nelle elezioni presidenziali 2016 sono la “ratio” delle sanzioni contro la Russia a firma bipartisan di Camera e Senato USA. Bruxelles preoccupata

Washington. Nella giornata di ieri la Casa Bianca ha comunicato che il presidente degli Usa Donald Trump è deciso a firmare la proposta di nuove sanzioni alla Russia dopo che, la scorsa settimana, i leader del Senato e della Camera hanno raggiunto un accordo su un progetto di legge.
Attraverso la portavoce Sarah Huckabee Sanders, l’amministrazione comunica questo accordo: «L’amministrazione è d’accordo con l’essere duri verso la Russia, in particolar modo nell’adozione di sanzioni. Il testo originario era scritto male, ma siamo stati capaci di lavorare con Camera e Senato per apportare i cambiamenti necessari».
Il nuovo progetto, che prevede sanzioni anche a Corea del Nord e Iran, presenta un limite: se Trump volesse fare delle modifiche alle politiche contro la Russia, dovrebbe prima informare il Congresso che in 30 giorni deve decidere se permetterle.
La legislazione richiederebbe al presidente di presentare al Congresso una relazione sulle proposte che possano “alterare significativamente” la politica degli Stati Uniti nei confronti della Russia, tra cui alleviare le sanzioni o il ritorno di diplomatici russi nelle loro proprietà nel Maryland e a New York.
Durante il programma tv ‘This Week’ di ABC la Sanders ha aggiunto: “Continueremo a lavorare con la Camera e il Senato per imporre queste dure sanzioni alla Russia, sino a quando si risolverà la situazione in Ucraina, cosa che per ora non è accaduta.


Un funzionario della Casa Bianca ha detto che il Presidente Trump ha deciso di prendere questa decisione dopo che la normativa si è evoluta attraverso l’apporto di modifiche, tra cui l’aggiunta di sanzioni contro la Corea del Nord.
Di un altro parere è Anthony Scaramucci, nuovo direttore della comunicazione di Trump, che al programma tv “State of the Union” della CNN ha detto: “Il presidente Trump non ha ancora deciso se firmerà il disegno di legge. La mia ipotesi è che ha intenzione di prendere questa decisione a breve”.
Con questo disegno di legge, repubblicani e democratici stanno cercando di punire la Russia per l’annessione della Crimea, avvenuta nel 2014, e per le interferenze nelle elezioni presidenziali 2016.
Martedì la Camera dovrebbe votare il disegno di legge.
Il disegno di legge delle sanzioni, noto come Iran’s Destabilizing Activities Act, è stato approvato dal Senato un mese fa (con voto 97-2), e poi modificato dalla Camera dei Rappresentanti dopo che i repubblicani avevano proposto sanzioni contro la Corea del Nord.
I legislatori hanno detto che il disegno di legge ha avuto un ampio sostegno bipartisan.
“Penso che esso passerà di nuovo al Senato e con una maggioranza schiacciante a prova di veto”, ha detto John Thune, membro della leadership repubblicana.
Il senatore democratico Ben Cardin, anche membro della Commissione Esteri del Senato, ha detto in un comunicato: “Credo che le modifiche proposte al disegno di legge abbiano contribuito a chiarire l’intento dei membri del Congresso, così come la solidarietà espressa con i nostri più stretti alleati nel contrastare l’aggressione russa e ritenendo il Cremlino responsabile delle loro attività di destabilizzazione”.

Bruxelles intanto pronta a reagire
L’obiettivo primario di Bruxelles è quello di volere ‘una rassicurazione pubblica o scritta’ da parte dell’amministrazione Trump in modo che non applichino nuove sanzioni che vadano a cambiare gli obiettivi e gli interessi dell’UE. Le mosse riservano profonde preoccupazioni da parte delle società energetiche europee, coinvolte in progetti in Russia. Per esempio coloro che sono impegnate nel progetto Nord Stream 2 (costruzione gasdotti tra Germania e Russia), che è fortemente sostenuto dalla Germania, ma è controverso all’interno dell’UE, dove ha suscitato la forte opposizione della Polonia e di molti altri paesi dell’Europa centrale e orientale interessati poiché aumenterà la dipendenza energetica dalla Russia. Inoltre le misure potrebbero avere un impatto tra quelle aziende europee che fanno affari legittimi con soggetti russi nei settori ferroviario, della navigazione o minerario.

Non è chiaro se la risposta pianificata da Bruxelles influenzerà il pensiero della Casa Bianca sul disegno di legge.

Settimana decisiva per l’inchiesta Russiagate
Il comunicato sulle sanzioni arriva alla vigilia della “settimana chiave” del Russiagate in cui Donald Trump Jr, figlio del presidente, Jared Kushner, suo genero, e il suo ex presidente di campagna, Paul J. Manafort, testimonieranno alle commissioni del Senato e della Camera.

Oggi inizia Kushner, 36enne, marito di Ivanka Trump. Secondo il Washington Post, la sua testimonianza non sarà sotto giuramento. L’audizione si concentrerà sull’incontro di Kushner con un dirigente di una grande banca russa, con l’Ambasciatore russo a Washington e una avvocatessa russa che avrebbe proposto a Trump informazioni da usare per danneggiare Hillary Clinton. “Vogliamo sapere molte cose” ha detto, intervenendo a “Face the Nation” sulla Cbs, il deputato Adam Schiff, uno dei membri della commissione della Camera e il democratico di più alto grado nel Comitato d’inchiesta, “Sarà senza dubbio la prima di una serie di audizioni”, ha concluso.

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