Usa. Toyota e Mazda investono. Guerra tra Stati per accaparrarsi posti di lavoro

Donald Trump tenta, grazie alla crescita dell’industria manifatturiera, di dare le prime risposte all’America profonda

Washington. Le aziende automobilistiche giapponesi Toyota e Mazda, dopo oltre due anni di discussioni, rafforzano la loro partnership con un’alleanza industriale e azionaria.
Ecco i punti dell’accordo:
1) istituire una joint venture per la produzione di veicoli negli Stati Uniti;
2) sviluppare congiuntamente tecnologie per veicoli elettrici;
3) sviluppare congiuntamente sistemi di connettività all’interno delle auto;
4) collaborare su tecnologie avanzate di sicurezza;
5) espandere prodotti complementari.
Tra i vari punti della loro alleanza commerciale, Toyota e Mazda hanno deciso di aprire un impianto di produzione per lo sviluppo di veicoli negli Stati Uniti. L’impianto avrà una capacità produttiva annua stimata di circa 300.000 unità. In attesa di una approvazione e autorizzazione da parte delle agenzie governative, le aziende inizieranno ad esaminare il piano nel dettaglio con l’obiettivo di gestire il nuovo impianto dal 2021. Lo stabilimento richiederà un investimento complessivo di circa 1,6 miliardi di dollari, e creerà almeno 4.000 posti di lavoro.
Inoltre, è previsto uno scambio di capitale per cui Mazda acquisirà lo 0,25% del capitale Toyota e quest’ultima investirà in Mazda acquisendone il 5,05%.
All’interno del nuovo impianto, Mazda prevede di produrre modelli cross-over che presenterà al mercato nordamericano, e Toyota prevede di produrre la Corolla Compact Car.
Finora, le società non hanno annunciato dove potranno costruire l’impianto, creando potenzialmente una guerra di offerte tra gli Stati desiderosi di avere dei posti di lavoro.
In pochi giorni hanno presentato una richiesta per aprire lo stabilimento: Alabama, Kentucky, Indiana, Mississippi, North Carolina, South Carolina e Texas. Nella scelta peseranno molto le politiche di promozione territoriale che i diversi stati e le varie amministrazioni locali metteranno in campo per accaparrarselo.
Immediata la risposta alla notizia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump: “Un grande investimento nel settore manifatturiero americano!”.

Embed from Getty Images

Già nel mese di gennaio, Trump aveva minacciato grandi tasse se Toyota avesse costruito un nuovo stabilimento in Messico. A questo proposito Toyota, nella sua dichiarazione ha detto: “Non ci sarà alcun impatto sostanziale sugli investimenti e l’occupazione di Toyota a Guanajuato, in Messico”. Oltre alla costruzione congiunta di automobili, Toyota e Mazda hanno inoltre siglato un accordo per lo sviluppo di tecnologie per veicoli elettrici e le auto con connessione ad internet.
Toyota, che ha già 10 stabilimenti in 8 stati americani, insiste sul fatto che la politica non abbia avuto alcun ruolo in questa trattativa. “La ragione principale per la realizzazione di investimenti negli Stati Uniti è la buona convenienza negli affari”, ha detto un portavoce di Toyota. “Come ha detto di recente il nostro presidente Akio Toyoda, stiamo pensando di aumentare la produzione negli Stati Uniti, indipendentemente dalla situazione politica nel Paese.”
Trump aveva di recente minacciato di alzare le tariffe sulle importazioni di acciaio e alluminio, provocando preoccupazioni in tutta l’industria automobilistica. La mossa del presidente sarebbe quella di incentivare le aziende a rimanere nel proprio territorio e non “emigrare” all’estero.
Nelle ultime settimane, il Congresso ha abbandonato i piani per una tassa sulle importazioni alle frontiere che avrebbe notevolmente aumentato il costo dei veicoli importati. Ma i repubblicani stanno ancora spingendo per far approvare la riforma fiscale, e questa incertezza avrebbe potuto causare l’improvviso cambio di rotta di Toyota e Mazda, proponendo così di aprire un impianto negli Stati Uniti.
Pochi giorni fa l’intenzione di Foxconn di aprire uno stabilimento in Wisconsin, oggi la notizia dell’accordo tra Toyota e Mazda per aprire uno stabilimento negli Usa…
Sullo sfondo i negoziati commerciali e le pressioni di Trump per riportare negli Usa una parte della produzione automobilistica persa alla concorrenza straniera e l’economia americana in crescita.
L’America chiede risposte e il Presidente Trump sembra al momento accontentarla. Anche se i sondaggi lo accreditano con una popolarità al 38%, la base è con lui. Il 92% di coloro che lo avevano sostenuto lo scorso 8 novembre, sarebbe disposto a rivotarlo. E questo è soltanto l’inizio…

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *