Usa. In Missouri il Presidente Trump ha parlato della riforma fiscale

Ridurre le tasse agli americani e alle aziende (dal 35% al 15%), porterà il PIL Usa a crescere – come auspica Trump – a più del 3% annuo e ad aumentare il potere d’acquisto?

Mercoledì scorso, 30 agosto, il Presidente Usa Donald Trump ha tenuto un discorso a Springfield, nel Missouri, in cui ha sottolineato la necessità di una riforma fiscale e ha invitato i membri del Congresso ad approvare una legge tagliando le tasse aziendali e personali.
Il discorso, redatto dall’aiutante della Casa Bianca Stephen Miller, è stato incentrato sui temi nazionalisti che hanno caratterizzato la campagna elettorale di Trump. Il presidente ha fatto più volte riferimento alla posizione del discorso: Springfield, luogo di nascita della mitica Route 66, che Trump ha usato per rievocare ricordi di prosperità del 20° secolo. Ha parlato di un rallentamento della crescita economica, in particolare il calo nel settore manifatturiero, e ha puntato il dito contro “rivali economici” come il Messico e la Cina.

Trump ha poi delineato i quattro principi della riforma fiscale:
– Un semplice codice fiscale che è facile da capire;
– Un codice fiscale competitivo;
– Sgravi fiscali per la classe media americana;
– Modifiche al sistema fiscale che solleciterebbe le imprese a rimpatriare i profitti che sono all’Estero.

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Il Presidente ha inoltre detto che, abbassando le imposte sulle società, il Paese potrebbe spingere verso l’alto i salari dei lavoratori e riportare indietro i miliardi di dollari parcheggiati all’estero.
L’inquilino della Casa Bianca ha ribadito di volere abbassare l’aliquota versata dalle aziende dal 35% al 15%. “Torneremo al Made in Usa”, ha aggiunto. Abbassando le imposte sul reddito individuale, il Paese potrebbe aumentare il potere d’acquisto della classe media americana. Trump ha dichiarato che, a suo parere, non v’è “nessuna ragione” per dubitare che il PIL degli Stati Uniti può crescere più del 3% annuo.
“Sto invitando tutti i membri del Congresso, democratici, repubblicani e indipendenti, a sostenere la riforma fiscale”, ha detto, “Devono farlo. È arrivato il momento. Non voglio essere deluso. Credo e spero che il Congresso torni a realizzare risultati.” Egli ha fatto riferimento alla serie di tentativi falliti per abrogare e sostituire l’Obamacare. Allo stesso tempo, ha criticato i democratici per il loro ostruzionismo e ha detto al pubblico che la Senatrice democratica del Missouri Claire McCaskill dovrebbe votare a favore della sua proposta o potrebbe perdere il posto.
Negli ultimi mesi Gary Cohn , capo del consiglio economico nazionale della Casa Bianca, e Steven Mnuchin, segretario al Tesoro, hanno lavorato al massimo per porre le basi di ciò che sperano diventerà la più grande riforma al codice fiscale dalla Tax Reform di Ronald Reagan nel 1986. L’amministrazione Trump si prepara ad una feroce lotta che ci sarà nei prossimi mesi nelle commissioni del Congresso. Il cosiddetto Big Six formato da Cohn, Mnuchin e quattro esperti politici repubblicani, ha redatto una proposta che stabilisce la loro visione sulla riforma. Ma questa lascia molte domande senza risposta e dovrà essere risolta nella Commissione finanze della Camera e del Senato.
Mercoledì scorso, Chuck Schumer, leader democratico di minoranza al Senato, ha detto che Trump “stava provando a mascherare la sua proposta per aiutare i ricchi”.
Il presidente ha chiuso il suo discorso dicendo: “Cosa potrebbe essere più bipartisan che permettere alle famiglie di mantenere ciò che guadagnano?”
Nelle prossime settimane vedremo il dibattito sulla riforma fiscale infuocarsi. Il Presidente conta l’approvazione della legge entro fine anno. In passato molti Presidenti hanno provato a ridurre le tasse, ma pochi ci sono riusciti. Sicuramente se questa riforma dovesse essere approvata, l’Amministrazione Trump né risentirà molto positivamente. Infatti nel 2003, furono proprio i tagli alle tasse a spingere Bush per la rielezione. Al momento sono però molti gli ostacoli che ha davanti il Presidente. Dipenderà tutto dal Congresso: infatti siccome non sono ancora molto chiari i punti nei dettagli della riforma, non sappiamo cosa decideranno di fare i membri della Camera e del Senato. In questo momento della sua amministrazione, Trump non potrà sbagliare.

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