USA-COREA DEL NORD. L’incontro tra Trump e Kim Jong-un: si farà?

Il 12 giugno nell’isola città-stato a sud della Malesia, Singapore, si terrà – quasi certamente – l’avvenimento politico internazionale più rilevante del 2018: l’incontro tra Trump e Kim

Da mesi si parla di quel che sarà “l’evento dell’anno per la diplomazia mondiale” o, più correttamente, un inedito meeting tra Stati Uniti e Corea del Nord. Peccato che, nonostante la data sia stata fissata al 12 di giugno e il luogo stabilito a Singapore, i due protagonisti dell’incontro – il presidente americano Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un – non riescono evidentemente a rassicurare il panorama internazionale sulla loro effettiva partecipazione. Ormai, nel corso soprattutto degli ultimi mesi, i suddetti ci hanno abituato ai più disparati ribaltamenti e colpi di scena, e ciò non dovrebbe manco stupire più di tanto, se si pensa alle personalità dei due leader accomunate – se vogliamo – dal loro spiccato istrionismo al limite dell’eccentrico.
Lo scorso primo giugno, però, pare sia avvenuta la svolta definitiva con l’arrivo alla Casa Bianca del vicepresidente del Comitato centrale del Partito dei lavoratori nordcoreani, Kim Yong-chol, che ha personalmente recapitato nelle mani di Trump una lettera scritta – probabilmente di suo pugno – proprio da Kim Jong-un. Infatti, in un certo senso, un incontro storico si è già compiuto, dal momento che per la prima volta in 18 anni alla Casa Bianca viene accolto un funzionario nordcoreano di tale rilevanza, specificatamente il braccio destro di Kim Jong-un.

Ma è bene fare – cronologicamente – qualche passo indietro per arrivare all’anno scorso, quando il duo Trump-Kim raggiunse vette tutt’altro che diplomatiche a suon di dichiarazioni e controdichiarazioni al vetriolo, giungendo a far parlare ai più di un imminente scoppio di quella che sarebbe divenuta ben presto una Terza guerra mondiale. Quest’ultima, fortunatamente per tutti, non ha avuto modo di realizzarsi e la svolta arrivò grazie ai XXIII Giochi olimpici invernali che si svolsero nella contea di Pyeongchang, in Corea del Sud. Invero, il primo gennaio di quest’anno, Kim Jong-un aprì all’evenienza di mandare una sua delegazione all’evento sportivo per antonomasia. Una possibilità che divenne realtà quando a Seul arrivò la sorella del dittatore, Kim Yo-jong, diventando così la prima componente della famiglia a visitare il Sud sin dai tempi della Guerra di Corea (1950-1953).

Successivamente, le relazioni diplomatiche tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti, ma anche con il resto del mondo, subirono un incremento alquanto inedito. E, se a marzo Trump stupì il mondo accettando un inusuale invito (comunicato oralmente dal responsabile per la sicurezza nazionale della Corea del Sud, Chung Eui-yong, ndr.) a incontrare Kim, il momento fondante dove si edificarono le basi dell’incontro a Singapore arrivò il 18 aprile, quando il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, si recò a Pyongyang ad incontrare Kim.
Basi che crollarono velocemente lo scorso 24 maggio, quando Trump annunciò – probabilmente anticipando lo stesso Kim – la cancellazione del summit per via di un improvviso aumento delle tensioni, dovute alle dichiarazioni della viceministra degli esteri nordcoreana, Choe Son Hui che tacciò di ignoranza e stupidità le parole del vicepresidente americano, Mike Pence, reo di aver citato il “modello Libia” come implementabile alla Corea del Nord. E siamo così tornati alla lettera consegnata personalmente da Kim Yong-chol a Trump. Inoltre, notizie di queste ore, la portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, ha twittato che l’incontro si svolgerà al Capella Hotel sull’isola Sentosa. In breve, dopo la data e il luogo, ora è nota anche la location.

Insomma, se da una parte pare proprio che si compirà questo passo storico, dal momento che nessun presidente americano in carica ha mai incontrato un leader nordcoreano, dall’altra si è certi che sarà il primo passo di un lungo cammino per fermare definitivamente il programma nucleare di Pyongyang. Quest’ultimo, a riguardo, è bene ricordare che dal 2006 ha effettuato una serie di test nucleari in barba alle condanne e sanzioni internazionali. Molti analisti, difatti, pongono l’attenzione sul fatto che sarà ben poco probabile che Kim agevoli qualsivoglia processo di declunearizzazione, partendo dal presupposto che la propria sicurezza nazionale rimane comunque una priorità, bisogna solo capire quanto, indipendentemente dalla stessa economia.

Intanto, mentre il mondo attende con trepidazione il summit, il bar ‘Gastropub Escobar’ di Singapore ha ideato i cocktail “Trump & Kim” per celebrare l’evento e, intelligentemente, entrambe le bevande disporranno della stessa gradazione alcolica. Un equilibrio che speriamo sia di buono auspicio e non rimanga nei bicchieri di quel bar.

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