USA 2016, repubblicani in tv: Rubio emerge, Trump e Carson in ombra, Bush delude

 29/10/2015  ore 12,18

Trump e Carson, chiamati a giustificare e confermare la loro leadership nei sondaggi, non hanno brillato

Usa 2016. Rubio ha convinto, mentre Carson e Trump non sono riusciti ad emergere, Jeb Bush ha deluso. E’ quanto avvenuto al terzo dibattito TV incentrato su temi economici, fra i dieci candidati aspiranti alla nomination del Partito repubblicano per la corsa alla presidenza negli USA, organizzato all’Università del Colorado, a Boulder, e in diretta sulla rete Cnbc.

Sia l’ex chirurgo Carson, nonostante i sondaggi siano dalla sua parte, sia il re del mattone Trump, di fronte alle domande agguerrite dei giornalisti sui principali temi di economia e sui programmi per tagliare le tasse, sempre cari ai repubblicani, hanno mostrato di essere poco preparati e vaghi. Addirittura Carson non conosceva neanche la percentuale che propone per la sua Flat tax. Mentre Trump, sempre vulcanico, è apparso più pacato senza trattenere qualche attimo di nervosismo che si è registrato quando il moderatore lo ha incalzato chiedendogli se molte delle sue proposte – dal muro per gli immigrati al confine con il Messico alla sua ricetta sulle tasse – non sembrino prese da più un libro dei fumetti che da un programma elettorale.

Rubio emerge, Bush in declino

Rubio, l’ex “delfino” di Jeb, giovane leone, irruento, ma credibile e determinato, ha brillato davanti alla telecamere, pur non avendo raggiunto lo stesso risultato nei sondaggi americani.

Jeb Bush, invece, durante il dibattito non ha saputo sfoderare, in tema di ricette economiche, le sue competenze acquisite governando la Florida, ed è apparso poco motivato e per niente efficace. Il dibattito ha confermato la sua discesa, che sembra quasi inesorabile. Il suo personaggio si è offuscato, tanto che il Partito Repubblicano, i principali finanziatori e grandi donatori della campagna elettorale repubblicana, si stanno chiedendo se abbandonare Jeb Bush, e puntare su un altro cavallo: Marco Rubio.

Jeb Bush ha attaccato anche Marco Rubio sulle assenze al Senato legate agli impegni della campagna elettorale. «Non lo dicevi – replica Rubio – quando McCain faceva lo stesso nel 2008. La verità è che ora mi aggredisci perché siamo candidati per lo stesso posto. Qualcuno ti ha detto che attaccarmi ti gioverà politicamente, ma non è così». E’ bastato per zittire il suo padre spirituale: Jeb.

Del dibattito poi, considerato che la Cnbc è una rete finanziaria, non è stato fatto nessun riferimento a politica estera, terrorismo, Siria, Russia, e così via.

Attacchi a Hillary

Tutti i candidati, poi, hanno attaccato il loro avversario più temuto l’ex first lady e Segretario di Stato: Hillary Clinton, che sembra faccia davvero paura.

Carly Fiorina dice “Io sono il peggiore incubo di Hillary“, definendo ”ipocrite” le politiche avanzate da Clinton sulle donne. “E’ una bugiarda che viene protetta dai media”, attacca Marco Rubio.

Pronta la replica in diretta su Twitter di Hillary che li segue da casa, la quale rimarca nel post la pochezza dei suoi avversari.

Ora c’è da chiedersi se dopo il terzo dibattito TV si possa parlare di una possibile inversione di tendenza, e se l’attenzione degli elettori per le presidenziali USA 2016 si possa concentrare sul giovane senatore della Florida, politico di professione: Marco Rubio

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