Ucraina, uccisi tre ribelli a Mariupol

Ucraina-filorussi-conflitto
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Ancora violazioni del cessate il fuoco di Minsk 2. Putin alza lo stato di allerta per la Flotta del Nord. Poroshenko stringe accordi per importare armi. Usa elogiano Kiev.

Ancora tensioni tra Ucraina, Russia e diplomazia internazionale. Oggi sono stati uccisi tre separatisti filorussi nell’ est dell’Ucraina, nei pressi della città di Mariupol, nonostante il cessate il fuoco stabilito dagli accordi di Minsk 2, e il ritiro delle armi pesanti dalla linea del fronte nel Donbass, in una zona cuscinetto tra i 50 e i 140 chilometri, effettuato (o almeno annunciato) lo scorso 6 marzo da entrambi gli schieramenti. I ribelli accusano Kiev di violare la tregua, denunciando nelle ultime 24 ore 33 attacchi, nei quali sono stati utilizzati anche razzi pesanti Grad, concentrati sull’aeroporto di Donetsk, e sul villaggio di Shyrokyne.

Mariupol, per via della sua posizione strategica nell’est dell’Ucraina, potrebbe essere oggetto di una prossima e possibile offensiva dei filorussi.

A proposito del ritiro delle armi pesanti, la Nato aveva, già dallo scorso 6 marzo, espresso preoccupazioni sulla possibilità che le armi rimosse potessero essere posizionate in altre zone per un utilizzo in altri combattimenti.

Truppe russe in azione dallo scorso luglio

Da un rapporto diffuso dal Royal United Service Institute emergerebbe che le truppe russe hanno varcato il confine ucraino già in luglio 2014, dopo che le forze separatiste avevano ottenuto una serie di vittorie, raggiungendo il numero massimo in dicembre , con 10mila soldati presenti. E nel febbraio scorso, secondo un altro studio del giornalismo investigativo Bellingat, l’artiglieria russa avrebbe bombardato le postazioni dell’esercito ucraino sparando dall’interno del territorio russo.

Inoltre Putin ha innalzato lo stato di allerta per la Flotta del Nord, di alcune unità del distretto militare occidentale e delle forze aeree, per verificare il livello di preparazione a possibili scenari di guerra.

Poroshenko ha stretto accordi per importazioni armi

La Russia probabilmente non ha mai cessato di fornire le armi ai ribelli filorussi. E se la tregua, come deciso dal summit di Minsk 2, sta reggendo, questo periodo, secondo gli analisti, serve a entrambe le parti a potenziare le armi. Lo stesso Presidente ucraino Petro Poroshenko, ha stretto accordi con 11 Paesi dell’Unione Europea per l’importazioni di armi, anche letali. “Perché – ha dichiarato Poroshenko – in caso di una nuova aggressione contro l’Ucraina posso affermare con certezza che riceveremo immediatamente sia armi letali che una nuova ondata di sanzioni contro l’aggressore”

Tusk Presidente Consiglio Ue: scettico sulla volontà dei russi

Donald Tusk in un intervista alla Stampa e Secolo XIX parla del suo scetticismo sulla buona volontà dei russi e esprime la convinzione che poiché “Minsk contiene parti insidiose, non si sa se parla di autonomia o decentralizzazione, né quali sono i confini da rispettare, occorre mantenere la pressione attraverso le sanzioni sino al pieno rispetto delle intese

USA denunciano: trovati 500 cadaveri di civili a Debaltsevo

L’ambasciatrice americana Samantha Power davanti al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, il 6 marzo scorso, ha rivelato che sono stati scoperti i cadaveri di 500 civili in locali sotterranei di abitazioni a Debaltsevo. Si tratta di persone che sono finite in trappola mentre cercavano di rifugiarsi dalle bombe dei separatisti. Questi morti si aggiungono ai seimila certificati ad aprile del 2014 nell’est dell’Ucraina secondo un rapporto dell’Onu.

La Casa Bianca elogia il Parlamento di Kiev

Il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden, dopo aver concordato con il presidente ucraino Porosohenko, nel corso di una telefonata, sulla necessità che le sanzioni contro la Russia sono legate al completo rispetto da parte dei filorussi e del Cremlino dell’accordo di Minsk 2, ha elogiato il Parlamento ucraino per il provvedimento che riguarda le due autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e Lungask. L’emendamento stabilisce che i territori orientali del paese, controllati dai filorussi, otterranno l’autonomia soltanto dopo elezioni regolari tenute sotto il controllo e secondo le leggi di Kiev. Una scelta che ha suscitato dure condanne dalle autoproclamate autorità delle regioni separatiste che ritengono siano da interpretare come violazioni agli accordi di Minsk 2.

La Casa Bianca invita la comunità internazionale a tenersi pronta ad inasprire le sanzioni contro la Russia.

 

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