Tunisi, attentato a bus delle guardie presidenziali: esplode bomba, 12 morti

 Tunisi attentato autobus con guardie presidenziali
Tunisi, attentato autobus con guardie presidenziali

25/11/205  ore 13,47

La Tunisia, primo paese a dare il via alla primavera araba, ripiomba nel terrore dopo le stragi del Museo Bardo e del resort di Sousse

Tunisia. Ieri, nella centrale Avenue Mohamed V di Tunisi una forte esplosione causata da una bomba o da un kamikaze ha distrutto un autobus che trasportava un gruppo di guardie presidenziali, provocando molte vittime, almeno 12, e 17 feriti.

Il ministero dell’Interno tunisino Najem Gharsalli, giunto sul posto ha parlato subito di un “atto di terrorismo”.

Ripristinato lo stato di emergenza per 30 giorni e il coprifuoco a partire dalle 21 alle 5 del mattino dal presidente Beji Caid Essebsi, che apparso in serata alla tv ha detto “Siamo in guerra con il terrorismo, ci attrezzeremo”.

Il cordoglio di Hollande

“A Tunisi come a Parigi è la stessa lotta per la democrazia contro l’oscurantismo”. Lo ha detto il presidente francese, Francois Hollande, in una nota diffusa a Parigi dopo l’attentato in Tunisia. “La Francia è più che mai al fianco della Tunisia, delle sue autorità e delle sue forze di sicurezza, in questi momenti dolorosi”, aggiunge il presidente francese“Condanno con la più grande fermezza questo vile attentato che colpisce Tunisi ancora una volta. I miei pensieri vanno alle vittime, ai loro cari e a tutti i tunisini a cui voglio rivolgere la mia totale solidarieta’”, conclude Hollande.

L’annus horribilis della Tunisia

Il 2015 è un anno triste per la Tunisia. A questo attentato se ne aggiungono altri due rivendicati dall’ISIS: al museo nazionale del Bardo, nella capitale, con 24 persone uccise, e 45 feriti, e al resort turistico a Sousse, con 39 persone massacrate e 38 feriti.

 

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