Tragedia a La Mecca, 717 i morti secondo le autorità di Riad

Tragedia a La Mecca, 717 morti

Calca mortale nella città santa dell’Islam

717 morti, oltre 805 feriti è il bilancio della tragedia che si è consumata oggi a Mina, alle porte de La Mecca, in Arabia Saudita, durante l’Hajj, il pellegrinaggio annuale (il più grande raduno nel mondo) in cui i pellegrini si accalcano per il rituale chiamato della “lapidazione di Satana”, dove lanciano le pietre contro un muro.

La causa della strage sembra sia stata, secondo le televisioni arabe, una calca “impazzita” provocata quando stamattina, dopo le 7, centinaia persone che si allontanavano dal luogo in cui si lapida il diavolo si sono scontrate con l’enorme flusso di pellegrini che vi volevano accedere. La maggior parte delle vittime è deceduta per soffocamento.

Circa 4000 i soccorritori impegnati nelle operazioni per portare aiuto ai feriti.

La città santa dell’Islam, nonostante gli enormi sforzi economici del governo di Riad, è continuamente teatro di resse mortali e di incidenti. L’ultimo in ordine di tempo risale all’ 11 settembre scorso quando è crollata una gru sulla grande moschea della Mecca, provocando la morte di 107 persone, e il ferimento di 238.

In questo momento, secondo Riad ai riti alla Mecca partecipano tre milioni di persone.

Tale folla oceanica ogni anno si riversa a La Mecca per compiere l’Hajj, il pellegrinaggio che ogni musulmano in buona salute deve compiere almeno una volta nella vita.

Alla lapidazione del diavolo che è il momento più pericoloso dell’Haji, seguono la circumambulazione intorno alla sacra Kaaba, l’edificio a forma di cubo costruito al centro della moschea, e la festa del sacrificio, in cui vengono sgozzati gli agnelli, milioni nella sola Arabia Saudita.

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