Tosi si candida in Veneto. Scossone nella lega di Salvini

Tosi, contro la volontà di Salvini, e del Consiglio federale della Lega nord, annuncia la sua candidatura alle regionali del Veneto contro Zaia e Moretti.

Flavio Tosi scende in campo per la poltrona di governatore del Veneto.

Era nell’aria, dopo la sua decadenza da militante e da segretario della Liga Veneta e il muro contro muro creatosi con Salvini e Maroni. Le sue intenzioni le ha rese pubbliche ieri alla convention della sua fondazione “Ricostruiamo il paese”, in fiera a Verona. Ha parlato del loro essere uomini liberi, di un programma elettorale che non esiste ancora motivato da un epilogo inaspettato, ma comunque un programma che sarà improntato sul fare e non sul dire. Ha menziona il premier Matteo Renzi dicendo che neanche lui avrebbe avuto il coraggio di fare quello che ha fatto Matteo Salvini con la sua minoranza interna. La lega nord non è più quella di Miglio e Umberto Bossi.  Di fronte a 600 persone, molte delle quali in piedi, tra fedelissimi, i tosiani convinti, ex leghisti, e persone a cui non sta piacendo il nuovo corso della Lega, Tosi ha posto l’accento sui suoi 25 anni trascorsi nella Lega nord diventata una famiglia con tutti i rapporti, legami e affetti, duri da chiudere. Una lega che , in quanto a gerarchi e regole non è più quella di Miglio o di Umberto Bossi – l’allusione, anche se non esplicita, è diretta alla persona e al suo essere politico di Matteo Salvini -. Una Lega dalla quale si ereditano comunque molti valori e in particolare quello del federalismo che, insieme ai valori fondanti dei veneti, come amicizia, famiglia, solidarietà, lavoro, si può ripartire per una nuova avventura politica che possa coinvolgere i veneti e non solo. Ovviamente targata Flavio Tosi.

Tosi parla con tutta l’area del centro destra

A chi cerca di limitare gli orizzonti politici di Tosi inventandosi alleanze per le regionali con Corrado Passera, il sindaco di Verona risponde di essere aperto a tutta l’area del centro destra che vuol dire Forza Italia (i “fittiani” ?) e Ncd. Il suo obiettivo è creare un programma politico di governo vero e alternativo a quello di Renzi. Mentre Matteo Salvini sarebbe teso – secondo Tosi – a creare un contenitore di diverse anime, sul quale esercitare controlli dittatoriali, che non porterebbe a vincere. Anzi agevolerebbe Renzi a consolidare la sua leadership in Italia. Dunque un Tosi vulcanico che apre nuovi scenari non solo in Veneto ma in tutta Italia. Scenari che i leghisti non gradiscono, pur continuando a far trapelare propri sondaggi che darebbero l’attuale governatore del Veneto Zaia vincente sulla Moretti in lista Pd, anche senza il sostegno di Tosi.

Il colpo di reni di Tosi, che mentre arringa il suo popolo, deve costruirsi una propria identità politica, sta avendo effetti anche in Parlamento. Infatti ci sono 4-5 parlamentari fedeli che sarebbero pronti a uscire dai gruppi della Lega nord alla camera e al Senato. Anche loro, se non rinunceranno alla fondazione “Ricostruiamo il paese”, saranno espulsi.

Alessandra Moretti, candidata del centrosinistra alla presidenza del Veneto, prende molto sul serio la candidatura di Tosi e commenta così: “Ho grande rispetto di Flavio Tosi, sindaco di una grande città, che a Verona è riuscito a mobilitare una grande platea. Lo considero un avversario temibile al pari di Zaia. La sfida adesso si fa vera, ancora più importante. Non sarà più un testa a testa con Zaia, ma una sfida a tre”

L’incognita per Tosi restano le alleanze. Con o senza Berlusconi ( “fittiani”) ?

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