Somalia. Nuovo attacco di Al Shabaab a sud del Paese

Al Shabaab, affiliata allo Stato Islamico, ha tentato di conquistare Beled Hawo, città poi riconquistata dall’esercito kenyota

La città di Beled Hawo e la relativa base militare, al confine fra Kenya ed Etiopia, sono state attaccate la mattina dell’11 Settembre dai miliziani di Al Shabaab. Il bilancio dei morti è contradditorio: l’esercito somalo dichiara circa dieci perdite, Al Shabaab dichiara di aver ucciso 24 soldati.
Il portavoce di Al Shabaab, Abdiasis Abu Musab, ha dichiarato: “Un mujahid si è fatto esplodere a bordo di una autobomba, aprendo una breccia che ha permesso ai nostri uomini di entrare nella base”. Al momento dell’attacco, il maggiore dell’esercito somalo Mohamed Abulahi, in un’intervista con l’agenzia di stampa Reuters, ha affermato: “Al Shabaab ha conquistato la base militare, la stazione di polizia e buona parte della città”. Dopo la ritirata dei soldati Somali oltre il confine col Kenya, la città è stata riconquistata grazie all’intervento dell’esercito kenyota, che ha bombardato la città costringendo i miliziani a ritirarsi.
La città di Beled Hawo è la più grande di tutta la provincia di Gedo, situata nel sud-ovest del Paese.

Le modalità dell’attacco su Beled Hawo entrano in contrasto con quelle dei recenti attacchi di Al Shabaab. Il gruppo infatti, nel 2012 aveva dichiarato di voler rinunciare alle operazioni su larga scala, in favore di più piccole attività terroristiche e di guerriglia (solo un giorno prima dell’attacco su Beled Hawo, un kamikaze si era fatto esplodere nel centro di una cittadina nella provincia di Beirweynein, causando 4 morti). Questo cambio di strategia era stato guidato dalla volontà dei jihadisti di dimostrare la loro forza dopo le numerosi sconfitte di quel periodo. Nello stesso anno il gruppo aveva inziato la sua collaborazione con Al Qaeda e con altri gruppi locali come Boko Haram e Hizbul Islam. Nel 2015 Al Shabaab concluse la sua alleanza con Al Qaeda in favore dell’ingresso nel gruppo Stato Islamico.
Al Shabaab è attivo nel corno d’Africa dal 2006 e ad oggi ha fra i 7000 e i 9000 combattenti.
La Somalia è in guerra dal 1991, quando un gruppo di signori della guerra locali hanno deposto il dittatore Siad Barre per poi iniziare a combattere fra loro, portando il paese nel caos.

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