Barack Obama e l’America che risorge. Il sogno americano continua con bisessuali e transgender.

Barack Obama e il sogno americano
Barack Obama e il sogno americano

Ieri a Washington Barack Obama nel suo tradizionale discorso annuale sullo Stato dell’Unione ha sancito la fine della crisi economica : “”Stasera voltiamo pagina. L’America è risorta. L’ombra della crisi è superata, e lo Stato dell’Unione è forte“.

Sui redditi ha sostenuto a spada tratta le famiglie povere e il ceto medio “Le middle class economic ”, assumendo nei loro confronti un impegno preciso basato su: sgravi fiscali, investimenti nelle infrastrutture e nell’istruzione (ha proposto due anni di università gratuita per nove milioni di studenti), aumento delle opportunità per tutti, in una scia di “meritocrazia”. Per i cittadini più ricchi, le imprese e le grandi banche, invece, ha promesso di aumentare le tasse. Tali riforme rischiano di metterlo in aperto conflitto con i repubblicani. Ma d’altronde non ha, come dice ironicamente sul suo conto, molto da perdere: ” Non devo fare più campagne elettorali. Ne ho vinte già due”.

BISESSUALI E TRANSGENDER ‘SDOGANATI’: Dopo aver introdotto per la prima volta la parola “gay” nel precedente discorso sullo Stato dell’Unione del 2010, quest’anno ha sdoganato, spingendosi ad oltranza – primo presidente a pronunciare – i termini ‘bisessuale’ e ‘transgender’ per le quali si è premurato di condannare ogni forma di persecuzione, reato esteso alle donne, alle minoranze religiose, lesbiche e gay. Non sono mancati accenni al razzismo non ancora del tutto sconfitto in America e alla questione femminile, rimarcando in modo inaccettabile il fatto che le donne a parità di lavoro, guadagnino ancora meno degli uomini.

CUBA. Obama ha esortato il Congresso a iniziare a lavorare per mettere fine alla parola embargo.

SICUREZZA INFORMATICA. Occorrono, perché l’America e la sua economia siano meno vulnerabili, nuove leggi per contrastare gli attacchi degli hacker.

GUANTANAMO. E’ giunto il momento di chiudere il carcere di Guantanamo che non rappresenta più l’America.

IRAN. Il Presidente ha promesso di mettere veti su tutte le nuove ed eventuali sanzioni volute dal congresso contro l’Iran, perché non farebbero altro che vanificare tutti i progressi dei colloqui sul nucleare raggiunti grazie alla diplomazia. E l’Iran potrebbe riavviare il suo programma nucleare. Altri veti li ha annunciati sul gasdotto Keystone e sulle norme con cui la destra vuole bloccare la sua riforma sull’immigrazione.

Un Obama raggiante, che dopo mesi di buio, appare determinato più che mai a rilanciare la sua agenda politica interna e internazionale. E’ sul fronte terrorismo assicura una lotta senza quartiere che porterà, a suo dire, alla sconfitta degli jihadisti dell’ ISIS.

Nel complesso, il  Presidente afro-americano sembra voglia dire al mondo che l’America è in grado di continuare quella corsa per esportare la sua democrazia e mantenere intatta l’egemonia mondiale. Anche se sa benissimo che ancora per poco. Poi toccherà lasciare spazio alla CINA che da tempo scalpita per la conquista del mondo.

Hillary Clinton, probabile candidata alle prossime elezioni fa un plauso al discorso di Obama. Mentre secondo i repubblicani le politiche di Obama porterebbero l’America al fallimento.

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