Silicon Valley: Hillary Clinton alla conferenza Watermark

 

 Hillary Clinton, ieri 24 febbraio, prima donna aspirante alla presidenza degli Stati Uniti, è intervenuta alla Conferenza inaugurale Watermark per le donne nella Silicon Valley, California. Nel suo primo discorso statunitense dell’anno, pagato profumatamente (di solito prende tra i 250mila e 300mila dollari a discorso) l’ex segretario di Stato, senatore e first lady, prima donna a poter concretamente aspirare alla presidenza degli Stati Uniti, di fronte a 5000 donne manager, che hanno pagato un biglietto d’ingresso di 250 dollari, ha parlato dell’ empowerment delle donne, della loro mancanza nella Silicon Valley, e delle sfide di giovani donne e ragazze interessate a entrare nei campi della scienza e della tecnologia. Invitando i dirigenti della tecnologia a fare di più per aiutare tutte le donne nella leadership, affinché il percorso non diventi tutto drammatico. La sua esortazione è stata tesa affinché sia rotto quel meccanismo che tradizionalmente blocca il cammino delle donne verso i vertici nell’economia e nella politica. E a fianco all’aumento della rappresentanza femminile, ha rimarcato il messaggio della parità di salario tra uomini e donne, senza tralasciare il dramma degli stipendi della classe media americana, mentre quelli dei manager continuano a registrare continui aumenti.

Per questo, secondo Hillary Clinton, va ristabilita la crescita economica innalzando i salari alla maggioranza degli americani e ricostruita la fiducia nel sistema politico in modo che l’America possa agire da grande paese. Per completezza di impatto, nella sua oratoria, ha fatto accenno anche alla questione dell’Isis in Medio Oriente, elogiando gli sforzi dell’amministrazione Obama messi in atto per fronteggiare gli estremisti islamici.

I passaggi sulla crescita economica, rappresentanza femminile, parità di salario, e questione terrorismo internazionale, sono stati letti da tutti i media americani come una sorta di programma elettorale della democratica Hillary Clinton per la sua tanto attesa seconda corsa per la Casa Bianca 2016. Anche se, l’ex segretario di Stato, pur mantenendo fino ad ora un profilo basso, e nonostante non abbia dato conferma del sua ambita corsa – a chi gli ha chiesto del 2016, ha risposto che prima di prendere una decisione deve controllare un paio di cose della sua lista -, sta iniziando a cambiare atteggiamento e strategia.

Hillary Clinton ha infatti in programma di intensificare le sue apparizioni in pubblico a marzo tra cui una serata di gala per la Lista Emily che sostiene i candidati democratici femminili i quali sostengono il diritto all’aborto, una cerimonia di premiazione a Washington per i giornalisti politici, e un incontro delle Nazioni Unite sui diritti delle donne.

Non è sfuggito a qualche americano la riflessione sul perché la signora Clinton abbia iniziato proprio nella Silicon Valley. In effetti il corteggiamento nei confronti delle aziende della Silicon Valley era iniziata già da quando ricopriva la carica di segretario di Stato, durante la quale creò una partnership con aziende tecnologiche come Google e Microsoft e non si è mai arrestato. Addirittura in vista della sua corsa alle presidenziali 2016, Hillary Clinton ha accelerato i rapporti, già dall’estate scorsa, in un pellegrinaggio pubblico, con tantissime aziende della Silicon Valley, tra cui colossi del calibro di Facebook, Twitter e Google, attraverso conferenze, incontri, tavole rotonde, cene private.

A Hillary Clinton interessano due cose della Sillicon Valley e delle sue aziende: le corpose e generose donazioni “democratiche”, indispensabili per finanziarsi la corsa per la Casa Bianca 2016, e tutto il potere e il potenziale delle nuove tecnologie che potrebbero infondere alla campagna elettorale una vitalità giovanile e un’agilità che è mancata nel suo ultimo tentativo di corsa presidenziale.

 

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