Shoah: giornata della memoria .… per non dimenticare

 

Shoah
Shoah

27 gennaio 1945. Il campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia, venne liberato dall’esercito dell’Armata rossa. Al di là di quel cancello, oltre la scritta “Arbeit macht frei” (Il lavoro rende liberi), apparve l’inferno, ed il mondo per la prima volta vide da vicino quel che era successo: tutti gli orrori del regime nazista.

Auschwitz, il più grande lager del regime nazionalsocialista, dove furono sterminate 1.100.000 persone: il 90% ebrei, è per eccellenza il luogo in cui la MEMORIA DEL GENERE UMANO CONSERVA LA SUA PAGINA PIÙ BUIA.

Ancora oggi è possibile vedere il forno crematorio, le baracche in cui gli ebrei venivano ammassati, un numero indefinito di paia di occhiali, di scarpe, di valige con nomi, date e indirizzi, …  e la baracca dei bambini “Blocco 6”, molti dei quali vennero sottoposti agli esperimenti del dottor Mengele.

Ad Auschwitz ci sono impronte, odori, sensazioni.

Resta un luogo mistico per raccontare l’Olocausto.

Tale genocidio, frutto di un progetto di eliminazione di massa senza precedenti, ad opera di uomini che non erano più uomini e che avevano perso la normalità, portò in Europa a sterminare 6 milioni di persone solo perché ebrei, tra cui 1,5 milioni di bambini. E la cosa più orrenda  fu che lo sterminio non aveva alcuna motivazione territoriale, di espansione, di strategia politica. Fu deciso sulla base del fatto che il popolo ebraico non meritava di vivere; una forma di razzismo radicale che voleva ripulire il mondo dagli ebrei.

Oggi a distanza di 70 anni , ricordarsi di quelle vittime serve a mantenere la memoria delle loro esistenze e del perché esse vennero troncate.

Quella memoria intesa come sorgente d’identità di ogni persona e di ogni popolo, che aiuta a costruire un futuro migliore e fa sì che la STORIA non ripeta mai più i suoi errori e i suoi orrori.

Nonostante la lezione che dovrebbe emergere dalla Shoah, oggi, purtroppo, gli ebrei continuano ad essere perseguitati secondo un disegno di un nuovo antisemitismo impregnato di terrorismo di matrice islamica che sta dilagando in tutta Europa. I fatti tragici di “Charlie Hebdo” ne sono una chiara testimonianza.

Per questo si rende necessaria una vera battaglia culturale contro il razzismo, contro l’antisemitismo, contro l’indifferenza  e, ovviamente, contro il terrorismo.

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