Serbia: mano cinese sull’acciaieria di Smederevo

Messi sul piatto 46 mln da parte del gruppo cinese Hbis, disposto ad investire altri 300 mln in Serbia. Gli USA lasciano spazio nei Balcani all’avanzata cinese

Il governo serbo, nel aprile del 2016, ha accettato l’offerta del gruppo siderurgico cinese Hbis (Habei iron & steel) per la privatizzazione dell’acciaieria di Smederevo, città industriale sul Danubio, che situa a 40 km a est da Belgrado. 

L’impianto fu acquistato nel 2003 come investimento di punta dell’US Steel per l’importante cifra di 23 milioni di euro, dando lavoro a 5400 operai. Successivamente con l’avvento della crisi economica e l’abbassamento della domanda, nel 2011 dopo 3 anni di rosso, il colosso americano registrò 100 milioni di perdite, che lo convinsero a virare altrove.
Quella situazione causò una forte confusione tra la popolazione gettandola nel panico, anche perchè l’acciaieria di Smederevo è il più grande e importante impianto industriale della Serbia e tra i più grandi dei Balcani. Con un impatto determinante sull’occupazione e sull’economia del paese ha rappresentato il 15% del PIL in valore di tutto l’export nazionale.

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Agli inizi del 2012 il governo di Belgrado, con la somma simbolica di un dollaro, nazionalizzò l’impianto danubiano mantenendo i suoi dipendenti ed evitò catastrofi economiche. Per i successivi quattro anni l’impianto di Smederevo rimase praticamente inattivo, ci furono interessamenti russi e ucraini, ma nulla di concreto.
Alla scadenza del bando pubblico per la presentazione dei documenti per l’acquisto dell’acciaieria, soltanto l’azienda pubblica cinese Hbis ha presentato tutta la documentazione, aggiudicandosi il complesso di 500 ettari. 
Il prezzo iniziale era di 45,7 milioni di euro formato in base alla metà del valore valutato di tutti i beni dell’acciaieria, mentre i cinesi se la aggiudicarono per 46 milioni di euro, cifra destinata unicamente all’acquisto dei beni dell’acciaieria, mentre per quanto riguarda i 47 milioni di debiti andranno a carico dello stato. 
Con questo acquisto l’azienda cinese si impegna a mantenere tutti i 5400 posti di lavoro con un programma di investimenti complessivi di 300 milioni. 

Questo è solo uno dei tanti investimenti che sta facendo la Cina nei Balcani. Infatti da anni la zona è di interesse strategico per i cinesi, che cercano un modo per farsi strada per arrivare in UE e nei suoi mercati, ma senza usare percorsi troppo lunghi come quello fino ad Amsterdam o passando per il Mar Nero che è sotto il controllo della Turchia. I Balcani sono un’opzione interessante che farebbe risparmiare ai cinesi sia tempo che denaro, ma per adesso è ancora un diamante grezzo.

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Marko Stefanovic

Ho 21 anni, Trieste. Frequento il corso di Scienze Politiche e Sociali all'università di Trieste. Attualmente sono impegnato all'interno della radio universitaria, dove ho il ruolo di Speaker. Le mie passioni sono lo sport, il giornalismo e viaggiare.

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