Serbia: capitale blindata per il Gay Pride

Belgrado blindata per il pride. Presenti sindaco, vari ambasciatori e la premier Ana Brnabic a sostenere i diritti Lgbt

Il 17 settembre è stata una giornata particolare per Belgrado che ha ospitato il suo quarto Gay Pride. Questa volta però, (stranamente) senza incidenti.
Che i diritti Lgbt nei paesi dell’Europa dell’Est siano notevolmente malvisti è cosa nota, e nelle scorse edizioni, proprio a Belgrado ci sono stati parecchi problemi causati da ultranazionalisti e hooligan serbi, a tal punto da far rischiare la sicurezza dei manifestanti. Non è il caso di quella svoltasi questa domenica, che grazie al centinaio di agenti antisommossa (in numero inferiore comunque rispetto agli anni scorsi), hanno reso sicure le strade di Belgrado, facendo proseguire in sicurezza i manifestanti.
Hanno partecipando anche se contrariamente alcuni esponenti dell’ultradestra e fondamentalisti religiosi alzando croci, icone e bandiere russe. Le principali provocazioni sono state: «Gay vergogna immorale» e «la Serbia ortodossa non è stata conquistata dalla guerra, ma dall’interno, dai predoni di Eu, Vaticano e Nato».

Tra gli attivisti, invece, quest’anno troviamo molti personaggi illustri tra cui diversi ambasciatori come quello italiano Giuseppe Manzo, il sindaco della capitale Sinisa Mali e l’attesissima neo-Premier Ana Brnabic.
La parata, che ha attraversato Belgrado con i suoi colori e la sua musica, si è conclusa in Piazza della Repubblica, cuore della capitale serba. La Premier Brnabic ha dichiarando: «Il mio messaggio ai cittadini serbi è che il governo assicurerà il rispetto dei diritti di ogni cittadino, della maggioranza e delle minoranze, di “tutte” le minoranze, non solo quella Lgbt.» ha dichiarato. «E vogliamo dare un segnale che la differenza è un valore che può contribuire al rafforzamento della nostra intera società».
Sulla questione è intervenuto anche il sindaco Mali lanciando proprio un messaggio alle minoranze in questione: «Belgrado ancora una volta ha dimostrato di essere una città in cui tutti hanno gli stessi diritti».  
Ulteriore sostenitrice del Pride è la famosa cantante Jelena Karleusa, che twittando sui social lancia un messaggio contro chi discrimina: «La gente forte si batte per sé stessa, ma quella ancora più forte si batte anche per gli altri. Diritti umani per tutti!». 
Sono tanti i cambiamenti ottenuti dalla prima edizione del Pride che ha visto una vera e proprio “ribellione” della cittadinanza serba, mentre oggi i manifestanti stanno aumentando e gli oppositori diminuendo insieme agli agenti antisommossa. Tutti segnali positivi per il futuro del Pride e dei diritti Lgbt, attribuibili sia ad una politica Europeista che ad interventi mirati per la sensibilizzazione della popolazione.

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Marko Stefanovic

Ho 21 anni, Trieste. Frequento il corso di Scienze Politiche e Sociali all'università di Trieste. Attualmente sono impegnato all'interno della radio universitaria, dove ho il ruolo di Speaker. Le mie passioni sono lo sport, il giornalismo e viaggiare.

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