USA: razzismo. Selma 50 anni dopo

 

Razzismo Selma 1965
Selma 1965 – razzismo

Manganelli e lacrimogeni usati dalla polizia a Selma nel 1965 – Selma ha cambiato la storia dei neri d’America – Obama ha fatto aumentare il razzismo negli USA

Il 7 marzo 1965 cambiò per sempre la storia dei neri d’America e del movimento per la difesa dei diritti civili. Quel giorno 500 dimostranti, guidati da Martin Luther King, premio Nobel per la Pace, diedero vita a una marcia da Selma a Montgomery, in Alabama, per chiedere il rispetto del diritto di voto degli afroamericani: in quella contea solo il 2% dei neri aventi diritto di voto, era registrato nelle liste elettorali.

Delma 1965La marcia fu bloccata brutalmente dalle forze dell’ordine sull’Edmund Pettus Bridge, un ponte sul fiume Alabama: quel giorno sarà ricordato per sempre come il “Bloody Sunday” statunitense (con la polizia che caricò violentemente con manganelli e lacrimogeni la folla enorme che protestava pacificamente per il diritto di voto agli afroamericani) che cambiò la storia dei neri d’America.

Un episodio che diede una grande forza al movimento per i diritti civili, e riuscì a ottenere due marce e cinque mesi dopo una legge, il Voting Rights Act, che proibiva la discriminazione razziale e rafforzava il diritto di voto difeso dal quindicesimo emendamento della Costituzione, e garantì la registrazione di massa nelle liste elettorali delle minoranze razziali, soprattutto nel Sud dove erano più accese le discriminazioni.

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama,ha assicurato per oggi la sua partecipazione a Selma, in Alabama, per commemorare i 50 anni di quella tragica marcia e il suo significato nella lotta per l’uguaglianza.

Selma, fin da quella fatidica marcia per cui è diventata famosa, ha continuato a lottare, e resta il simbolo delle lotte per i diritti civili negli Stati Uniti. Anche se nel tempo Selma è stata lasciata fuori dal progresso che ha aiutato a creare” come ha detto il senatore Hank Sanders, afroamericano, al Wall Street Journal. Infatti oggi, con i suoi 20.0000 abitanti, è una delle città più povere dell’Alabama, con una disoccupazione, a dicembre, del 10,2%, quasi il doppio di quella statale, e con il 42% della popolazione – per l’80% afroamericana – che vive sotto la soglia di povertà.

Ma Selma scandisce nella storia degli Stati Uniti una data precisa, un grande momento di transizione. Oggi si dice agli afroamericani se non votano, e non approfittano di questo diritto, che vivono nell’era pre-Selma.

Lo stesso Barack Obama che ha beneficiato del voto degli afroamericani che hanno votato in percentuale più dei bianchi nel 2012 (66,2% contro il 64,1%), pur condannando i pregiudizi razziali, dovrebbe fare molto di più per superare la questione razziale, in un momento in cui l’America è attraversata da tanti, forse troppi, episodi legati al razzismo, all’uso eccessivo della forza e ai metodi discriminatori della forze dell’ordine.

L’uccisione del diciottenne nero, disarmato, Michael Brown, per mano di un poliziotto a Ferguson, che tanta risonanza ha avuto sui media, poteva sembrare, a chi non vive quella realtà, quasi un caso isolato. Tutt’altro. Da un rapporto del Dipartimento della Giustizia risulta che i poliziotti di Ferguson, per lo più bianchi, prendono costantemente di mira i neri per le multe e usano in modo eccessivo la forza attaccando persone inermi con i cani e le pistole taser che colpiscono con scariche elettriche. La scia di eccesso di forza e di metodi discriminatori della polizia sembra non arrestarsi neanche alla vigilia di Selma. Ieri sera, infatti, un poliziotto ha sparato e ucciso un giovane nero, disarmato, a Madison, in Wisconsin, dopo una colluttazione.

Sembra strano, eppure da un sondaggio della CNN, Obama ha fatto aumentare il razzismo negli USA. Per 4 americani su 10 le relazioni tra le diverse etnie negli States sono infatti peggiorate da quando alla Casa Bianca c’è Barack, il primo presidente afroamericano della storia USA.

50 anni dopo

Dopo 50 anni da Selma, esistono discriminazioni ancora sul fronte del diritto di voto che su quello del sistema giudiziario

Il 51% degli Americani ritiene che il Voting Rights Act (varato poco dopo la marcia di Selma) è ancora necessario per garantire il diritto di voto dei neri. Mentre il 50% considera il sistema giudiziario a favore dei bianchi rispetto ai neri.

La strada sembra ancora lunga e tortuosa per eliminare definitivamente negli Usa il pregiudizio razziale nelle coscienze collettive. Anche se nuove frontiere, nel campo dei diritti civili, si affacciano all’orizzonte di un Barack Obama che ha sdoganato i termini ‘bisessuale’ e ‘transgender: la questione degli immigrati, quella degli omosessuali, e quella della legalizzazione delle nozze gay.

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