Russia, ucciso Boris Nemtsov, leader oppositore di Putin

Boris Nemtsov
Boris Nemtsov

Fiori e un ritratto di Boris Nemtsov, circondati da oltre duecento persone, sono stati visti stamattina nel centro di Mosca sul ponte Moskvoretsky che conduce alla Piazza Rossa dove, il leader di spicco dell’opposizione russa ed ex vicepremier liberale all’epoca della presidenza Ieltsin, è stato assassinato a sangue freddo, nelle prime ore del 28 febbraio, con quattro colpi di arma da fuoco esplosi da una pistola Makarov. Sei i bossoli trovati sulla scena del delitto.

Boris Nemtsov, 55 anni, fisico di formazione prestato alla politica, imposto come un riformatore, poi fondatore dell’Unione delle Forze di Destra – una formazione liberale – si era schierato fin dai primi anni 2000 in una tenace e aperta critica nei confronti di Vladimir Putin che accusava di autoritarismo.

La Russia, appresa la notizia della sua morte, è rimasta incredula e scioccata. Le personalità di spicco del mondo politico parlano dell’omicidio come di una vera “provocazione”. E’ quanto conferma lo stesso Vladimir Putin che legge nel brutale omicidio tutte le caratteristiche di un assassinio su commissione.

Nell’ultimo paio di ore prima della sparatoria mortale, Nemtsov aveva cenato in un ristorante all’interno del famoso grande magazzino GUM, sulla Piazza Rossa, in compagnia di una donna, di nome Anna Duritskaya, 23 anni, modella ucraina, secondo l’identificazione della polizia, donna che era con lui quando gli hanno sparato.

Il presidente Putin, che ha espresso vicinanza alla famiglia e agli amici di Boris Nemtsov, ha incaricato il capo del Comitato investigativo della Federazione Russa, il Ministero degli Interni e la squadra investigativa dell’FSB (servizi segreti) di creare un pool investigativo le cui indagini siano sotto il suo personale controllo.

Condanna internazionale. I leader della comunità mondiale condannano l’assassinio dell’oppositore liberale Boris Nemtsov e chiedono di assicurare gli assassini alla giustizia.

“Boris Nemtsov era un difensore coraggioso e instancabile della democrazia e un combattente feroce contro la corruzione”. Così ha detto in un comunicato il presidente francese, Francois Hollande.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel è “scioccata” per il barbaro assassinio e ne sottolinea le sue qualità di critico vocale del governo.

Il capo di Stato dell’Ucraina Poroshenko su Facebook nell’esprimere le condoglianze, ha detto “Era un ponte tra l’Ucraina e la Russia. Gli spari degli assassini lo hanno distrutto. Credo non per caso”. Contemporaneamente il presidente USA Barack Obama condanna il brutale assassinio del leader politico chiedendo al governo russo di condurre un’indagine veloce, imparziale e trasparente che assicuri alla giustizia gli assassini.

La condanna al brutale assassinio arriva anche dal premier David Cameron, dal premier finlandese Alexander Stubb, dal Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e da Palazzo Chigi.

Gli inquirenti nel frattempo stanno conducendo gli interrogatori dei testimoni, e non escludono alcuna ipotesi sull’assassinio di Nemtsov.

Dalle prime ricostruzioni l’assassinio sembra che sia stato ben pianificato. Gli organizzatori ed esecutori materiali conoscevano molto bene i movimenti di Nemtsov.

L’inchiesta sta esaminando diverse possibili motivazioni:

– L’omicidio potrebbe essere una provocazione per destabilizzare la situazione politica in Russia. E dunque Nemtsov potrebbe essere stato sacrificato per il raggiungimento di tale obiettivo politico.

– Potrebbero esserci collegamenti a minacce che Nemtsov avrebbe ricevuto per la sua posizione su Charlie Hebdo, dunque una pista che ricondurrebbe all’estremismo islamico

– Non si escludono possibili collegamenti con la guerra in Ucraina. Nel conflitto nel Donbass è noto che ci sono in entrambi gli schieramenti soldati o miliziani che non prendono ordini da nessuno.

In ogni caso Nemtsov muore nel momento più delicato tra Russia e Occidente, in piena “Guerra Fredda”.

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