Riforma dell’Islam, istruzione e dialogo interreligioso, veri antidoti al fondamentalismo

 Riforma dell' Islam

Riforma dell’ Islam

Il fondamentalismo islamico è la vera minaccia della nostra democrazia

Fondamentalismo che non va assolutamente confuso con le forme dell’islam autentico, moderato e civilizzato, che pervade il cuore e l’impegno di tanti musulmani.

L’esperienza degli ultimi vent’anni insegna che la guerra, con il suo strascico di morte, di distruzione, non risolve questo problema, anzi lo peggiora, perché favorisce la diffusione della “guerra santa“. La nuova battaglia del  XXI secolo non la vinceremo a meno di combatterne la cause alla radice dell’estremismo islamico.

Ogni religione deve essere ripensata secolo per secolo, secondo le circostanze di tempo e di luogo. Il cristianesimo lo ha fatto e lo sta facendo, con esiti buoni e meno buoni. Così dovrebbe avvenire anche per l’islam. Il problema con i fondamentalisti è questo: dicono che il Corano è disceso dal cielo su Muhammad che lo ha trasmesso, e che il Corano è eterno. Il problema  urgente è confrontare l’islam con la modernità, per discernere quali cose dell’islam devono essere riviste e quali cose della modernità vanno accettate o rifiutate. In altre parole il mondo islamico va democratizzato attraverso una riforma. Una possibile soluzione saggia per affrontare una questione tanto delicata quanto esplosiva per il miliardo e mezzo di islamici presenti in tutto il mondo. Anche se il discorso è apparentemente semplice, non trova riscontro nella realtà. Allora si continua la lotta fa gli stessi musulmani, fra coloro  che vogliono l’apertura al moderno, e fra coloro che combattono in modo totale il moderno, ispirandosi a Maometto che ha combattuto contro il paganesimo. Infatti l’islam integralista vede la modernità proprio come un neo-paganesimo. Gli integralisti sono convinti che vinceranno se combattono il neo-paganesimo che è rappresentato dall’occidente, dai cristiani visti come emissari dell’occidente, e dai musulmani liberali. Per  i fondamentalisti rimane solo l’islamismo nemico della modernità e della laicità. La loro convinzione  che nemico è chiunque dissenta. E non è nemico soltanto loro, ma anche di Dio.

Conciliare il pensiero classico dell’islam con il pensiero moderno è la vera risposta al fanatismo dei terroristi

Promuovere e sviluppare un autentico dialogo fra cristiani e musulmani, in particolare musulmani moderati e musulmani in occidente, che possa essere utile ad ambedue i popoli e alla comune ricerca di pacifica convivenza fondata sulla verità, la giustizia  e l’amore.

Solo poi attraverso una adeguata formazione che passi per la scuola, per un’istruzione pensata  e non recitata a memoria, e la libertà di ricerca storico-critica delle fonti islamiche, è possibile contestualizzare il Corano e Maometto al mondo moderno, come d’altronde avviene nella Chiesa attraverso i Concili e il succedersi dei 265 Papi che la guidano.

Noi cristiani abbiamo già sperimentato questo travaglio fra fede e modernità. Per questo possiamo aiutare i musulmani , spingendoli in questo lavoro, per aiutare l’islam a rispondere ai bisogni odierni dei loro paesi.

Se vogliamo riformare la dottrina islamica, se vogliamo creare un’immagine dell’ islam, dobbiamo anche riconoscere che in questo processo un posto di rilievo spetta ai media. A quelli dei paesi musulmani perché sono il veicolo di contatto con la realtà; a quelli occidentali che dovrebbero provare a scoprire le voci riformatrici dell’ islam e amplificarle nel dibattito mondiale.

Infine è interessante segnalare una fondazione http://tonyblairfaithfoundation.org/  che promuove il dialogo interculturale tra studenti di tutto il mondo di età compresa tra i 12 e i 17 anni, originari di 20 Paesi diversi, permettendo ai giovani di dialogare su un sito web sicuro, dove interagiscono dalle rispettive classi sotto la guida di insegnanti appositamente formati. Per mezzo di videoconferenze guidate, gli studenti di confessioni religiose diverse e opinioni diverse possono dialogare di questioni globali. Poco alla volta, abbattendo gli stereotipi religiosi e culturali, acquisiscono le competenze necessarie a capirsi e a scongiurare lo scontro. Molti i paesi coinvolti  come Pakistan, India, Usa, Giordania,  Egitto, Canada, Italia, Filippine e Indonesia. Gli  studenti poco alla volta riescano a familiarizzare con culture, confessioni religiose  e idee diverse.

Tutti i governi dovrebbero prendere sul serio la responsabilità  di istruire i giovani, di educarli  ad accettare e rispettare chiunque abbia  credo e cultura diversi.  Non c’è un problema più impellente di  questo.

Dipende da noi tutti mostrare  che abbiamo un’idea di fondo migliore di quella degli estremisti: imparare gli uni dagli  altri e convivere. E questa idea deve diventare  il nucleo fondamentale dell’istruzione  dei giovani di tutto il mondo.

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