Repubblica Ceca al voto. Il magnate populista Babis favorito

8 milioni e mezzo di cittadini chiamati alle urne per eleggere il Parlamento e scegliere il nuovo Governo. In testa ai sondaggi il movimento Ano 2011

Aperte ieri le urne in Repubblica Ceca per le elezioni parlamentari. Questa consultazione è la settima dal 1993, anno della dissoluzione della Cecoslovacchia. Otto milioni e mezzo di aventi diritto sono chiamati a scegliere, tra 7500 candidati, i 200 che li rappresenteranno in Parlamento per i prossimi quattro anni. Nel contempo decideranno quali dei 31 schieramenti parteciperanno alla formazione del nuovo governo. Secondo i sondaggi, a superare lo sbarramento del 5% sono otto partiti: una caratteristica comune che unisce questi schieramenti è quella di essere formazioni alternative, in opposizione al sistema, anti-establishment, anti-Ue. 
Favorito numero uno Andrej Babiš (chiamato anche il Berlusconi ceco o il Trump dell’Est), imprenditore con un patrimonio di 88 miliardi di corone (3,37 miliardi di euro) e secondo uomo più ricco del Paese, sceso in politica nel 2012 predicando una lotta feroce alla casta. L’anno successivo, alle elezioni 2013, ottenne più del 10% dei consensi e pretese per il suo partito un posto nella coalizione a guida socialdemocratica e per sé il ministero delle Finanze. A quel tempo Babiš si ispirava a Obama, mentre oggi ammira Trump e l’ungherese Orbán. Ieri, uscendo dal seggio, Babis ha affermato: “Ci vuole un governo che risolva i problemi del paese, non servono politici che pensano solo al loro bene”.
Il suo movimento, Ano 2011, non è stato fondato come un partito politico tradizionale, ma come un’azienda guidata da un’unica persona. Babiš, infatti, non nasconde di pagare personalmente alcuni leader del suo movimento e afferma che non esiste alternativa alla sua leadership.
Il programma elettorale di Ano somiglia in tutto e per tutto al programma di un partito politico standard, ma intanto il miliardario ha pubblicato un libro di cui sono state vendute centinaia di migliaia di copie: O čem sním, když náhodou spím (Cosa sogno quando ho tempo per dormire). Il libro dunque sembra essere molto più rilevante del programma del movimento.

Embed from Getty Images

Secondo i politologi, l’elemento più importante del libro è costituito dal fatto che Babiš pianifica di indebolire il sistema democratico del paese: sciogliere il senato, introdurre un sistema di maggioranza a turno unico ed eliminare le autorità regionali e municipali. “È un cocktail molto pericoloso. Se la maggior parte di queste proposte fosse approvata simultaneamente, la democrazia rappresentativa in questo paese rimarrebbe seriamente danneggiata”, ha detto Tomáš Lebeda, politologo dell’università Palacký a Olomouc.
Tuttavia questa è solo una parte del problema. Bisogna anche considerare il legame tra le attività imprenditoriali di Babiš e il suo programma di governo. La sua azienda Agrofert dà lavoro a decine di migliaia di cittadini cechi (e a migliaia di tedeschi, polacchi e slovacchi) e in pratica controlla gran parte dell’agricoltura, dell’industria alimentare, di quella chimica e perfino alcuni mezzi d’informazione della Repubblica Ceca. La concentrazione del potere politico, economico e dell’informazione nelle mani di un’unica persona non è mai stata così forte in Europa centrale.
Grazie al suo dominio sui mezzi d’informazione, alla debolezza del resto della politica democratica ceca e al supporto del presidente filorusso Miloš Zeman, Babiš è il più favorito per le elezioni.

A poche ore dalla chisura dei seggi i sondaggi parlano chiaro: dietro Ano 2011 dato al 27%, restano per ora i democratici sociali (Cssd) di Lubomir Zaoralek al 12,5%, i comunisti (Kscm) al 10,5%, gli estremisti del Partito Libertà e democrazia diretta (Spd) al 9,5%, i civici democratici (Ods) al 9% seguiti dai Pirati con il 8,5% e i popolari (Kdu-Csl) al 6,5% e Top 09 al 6%.
Da tutti questi sondaggi emerge un altro dato importantissimo: il movimento Svoboda a přímá demokracie sta lottando per il secondo o terzo posto nelle urne e potenzialmente potrebbe superare il 10 per cento dei voti. Il partito è apertamente xenofobo e ha molte caratteristiche che lo rendono un partito fascista. I suoi manifesti elettorali promettono la messa al bando dell’islam e l’uscita dall’Ue. E’ abbastanza evidente la somiglianza con la situazione ungherese, dove il movimento neofascista Jobbik rappresenta la maggiore opposizione a Orbán.
Infine un altro fenomeno anti-democratico presente sulla scena politica ceca è costituito dai comunisti. Le previsioni pre-elettorali li danno sopra al 10 per cento. Tra le loro proposte, figura l’uscita del Paese dalla Nato.
A questo punto rimangono a contrastare queste forze 4 partiti “democratici”: i socialdemocratici, attualmente al governo, i cristianodemocratici, Top 09 e il Partito democratico civico. Sebbene questi partiti comprendano la minaccia rappresentata da Babiš, non sono stati in grado formare un blocco unito contro di lui.
La campagna elettorale è stata incentrata sul tema dei migranti. Anche se su una popolazione di 10 milioni di persone, soltanto lo 0,23% è costituito da migranti, i partiti cechi trasversalmente hanno virato verso posizioni anti-rifugiati per paura di perdere consensi elettorali a favore del partito del magnate.
Anche se è stato cacciato dal Governo del premier Sobotka per alcuni sospetti di frode fiscale, e viene accusato da molti per un passato come agente della polizia comunista cecoslovacca, Babis continua a convincere oltre al 25% dei cechi. “Dateci il 50% che la facciamo finita con questo sistema di clientelismo e di corruzione!”, ha affermato Babis nell’ultimo dibattito tv. I 14.900 seggi elettorali resteranno aperti fino alle 14 di oggi. In serata verranno resi noti i risultati.
Se il voto confermasse i sondaggi sarebbe un altro colpo alla squadra socialdemocratica europea: i Paesi governati dalla sinistra passerebbero da 6 (Italia, Svezia, Malta, Slovacchia, Portogallo e Repubblica Ceca) a 5 su 27.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *