Renzi da Obama: gli USA un modello per l’UE

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Incontro tra Renzi e Obama alla Casa Bianca

Renzi alla Casa Bianca: basta austerità. Occorre un nuova stagione di  crescita e di investimenti che ricalchi il modello americano

Dopo lunghi quindici mesi di attesa arriva l’invito alla Casa Bianca per il premier Matteo Renzi. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che deve farsi perdonare il fatto di averlo snobbato, lo accoglie con calore nello Studio Ovale. Prima il saluto con un buongiorno, e poi omaggi alle doti di Matteo Renzi. Doti già emerse – secondo Obama – dal suo ruolo di sindaco di Firenze, dove aveva dimostrato di avere “energia e visione” per il futuro, e ora utilizzate per le riforme in Italia, l’organizzazione dell’Expo e per il suo ruolo in Europa.

“Ha la possibilità di fare molto, di cambiare lo status quo, di essere un leader in Italia e Europa”.

Il presidente americano ha poi lodato l’impegno dell’Italia sul fronte internazionale, incluso l’Afganistan per la presenza (nei prossimi mesi) di istruttori  tanto desiderata da Washington.

Molti gli argomenti tratteggiati nel lungo bilaterale USA e Italia.

La crisi economica, l’austerità, la crescita economica, e il rischio default della Grecia. Sulla Grecia Renzi si è detto preoccupato, e ha auspicato ad una soluzione che rispetti il governo greco. Obama dal suo canto ha ricordato che la Grecia deve fare riforme importanti, ridurre la burocrazia e introdurre la flessibilità.

I conflitti che infiammano alle porte dell’Europa, in primis il conflitto in Ucraina, che indirettamente  minaccia anche gli Stati Uniti, e sul quale i due leader si trovano concordi nel ritenere come unica via possibile il rispetto sia di Mosca che di Kiev degli accordi di Minsk 2.

La questione Mediterraneo dove si incrociano fenomeni che minano la stabilità e la sicurezza dell’Unione Europea come l’avanzata della Stato Islamico, e il caos libico. Su questo fronte Obama ha messo in chiaro che gli Stati Uniti continueranno a sostenere l’Italia e il suo ruolo guida nel Mediterraneo per garantire la stabilità della Libia e fronteggiare la minaccia dell’ISIS. Renzi ha rimarcato, ponendo la questione di giustizia e di dignità dell’uomo, che il punto chiave del Mediterraneo è bloccare il traffico di esseri umani. Mentre la pace in Libia potrà e dovrà essere raggiunta dalle stesse tribù locali, e il sostegno della diplomazia internazionale non potrà altro che favorire tale percorso.

Anche Renzi, che ha portato del vino a Obama – i più maligni si interrogano se sia proprio quello di “baffino” ossia Massimo D’Alema, quel vino finito nelle scorse settimane al centro dell’inchiesta sulle mazzette di Ischia – ha riconosciuto al presidente americano il suo ruolo nella politica internazionale.

Per quanto concerne la politica interna Renzi ha riconosciuto che gli Stati Uniti sono un modello da seguire per una nuova stagione di crescita economica. Ma l’austerità non basta e l’Europa deve scommettere sulla crescita che si può realizzare solo facendo le riforme.

In realtà gli Stati Uniti che negli ultimi anni hanno ridotto la disoccupazione e aumentato il Pil, si trovano di fronte ad un’ Europa in deflazione, che fa fatica ad aumentare la domanda, e che ha visto crescere negli ultimi anni la disoccupazione e diminuire il proprio Pil.

Il Presidente americano Barack Obama ha ricordato nella Studio Ovale l’ esperienza USA “Quando diventai presidente cercavamo di capire come uscire dalla crisi e credevamo nell’importanza degli investimenti per aumentare la domanda ed i consumi, fortificare le banche per non veder ripetersi le pratiche responsabili di Wall Street, un modo migliore per ridurre il deficit non solo tagliando la spesa ma facendo crescere l’economia. Ci sono state riforme strutturali e – ha aggiunto – siamo riusciti, credo, a stabilizzare l’economia, senza aver perso posti lavoro. L’abbiamo fatto riducendo deficit di due terzi perché l’economia è cresciuta velocemente”.

Matteo Renzi che porta a casa la promozione di Barack Obama, ha promesso che gli investitori che vogliono investire in Italia hanno un mercato più flessibile, e una pubblica amministrazione, un fisco  e un giustizia che nei prossimi mesi sarà completato.

Troppi slogan di Renzi e niente di nuovo sotto il sole ? Può darsi !

Non dimentichiamo che il processo di americanizzazione in Italia è in atto da diversi decenni. Peccato che si è concentrato solo sul lato del consumismo e del benessere. Mai si è pensato di importare, con adeguato adattamento al territorio, alla storia, alla cultura e alla società italiana, la capacità degli americani di produrre ricchezza, di produrre reddito.

Se anche l’incontro Renzi Obama si fosse perso tra le pieghe del cerimoniale, c’è in ballo intanto l’Expo 2015, che potrebbe attirare tantissimi americani secondo i sospetti dello stesso presidente americano, ma soprattutto si potrebbero sbloccare i negoziati – e qui entra in gioco il premier italiano – del Transatlantic Trade and Investment Partnership che porterebbe alla creazione di una zona di libero scambio tra le due coste dell’Atlantico. Per entrambe il 2015 potrebbe essere l’anno della svolta.

 

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