Renzi a Mosca incontra Putin e si lancia in politica internazionale

 

Il premier italiano Matteo Renzi esordisce in politica internazionale. A Mosca, nella conferenza stampa congiunta con Vladimir Putin, in cui sono state affrontate diverse questioni internazionali, che vanno dal dossier libico fino alla crisi in Ucraina, Matteo Renzi, forse contro ogni aspettativa, di fronte ad un Putin dipinto molto spesso come uno “zar”, porta a casa due importanti risultati per gli italiani: l’appoggio di Putin nella lotta al terrorismo in Libia e la partecipazione del leader del Cremlino all’Expo 2015, nel giorno del Padiglione russo, il prossimo 10 giugno.

La questione Libica, con la sua instabilità è particolarmente pericolosa per l’Italia, sia per la questione dei migranti, che potrebbero riversarsi in massa sulle nostre coste in un numero spaventoso (si stimano in 200mila i migranti in Libia pronti a partire per l’Italia) con possibili infiltrazioni di terroristi dell’ ISIS, sia per le relazioni economiche ed energetiche che legano l’Italia alla Libia. Forse anche per questo che nessuno abbia da obiettare alle azioni militari egiziane verso la Libia. E la Russia, che fornisca Il Cairo di armi, da quando gli americani non sono più disponibili come nel passato, non disturba. Non solo. Ma il presidente russo Putin e la federazione russa possono giocare nel Consiglio di sicurezza dell’ONU, dove hanno diritto di veto, e come chiesto dal premier Matteo Renzi, un ruolo decisivo nella crisi libica, anche per i legami storici che sussistono con Il Cairo, che ha evidenti interessi sulla questione. Soprattutto nel momento in cui l’esercito libico ha annunciato un cessate il fuoco di tre giorni per “dare una chance al dialogo” negoziale sotto l’egida dell’Onu. Su questo punto il presidente Putin, che si è detto disponibile “per una soluzione pacifica” e di “appoggiare gli sforzi dell’ONU”.

Nessuno può confermare se nel colloquio si sia parlato di un argomento economico che riguarda la Saipem, una società italiana a partecipazione pubblica che, in seguito alla decisione unilaterale russa di annullare il gasdotto South Stream, ha subito gravi perdite. Quindi è probabile che Matteo Renzi avrà chiesto rassicurazioni sull’alternativo e annunciato gasdotto Turkish Stream, sempre che la Russia nelle sue attuali condizioni economiche, e sotto la pressioni delle sanzioni UE, sia in grado di procedere nel progetto.

La questione Ucraina. Matteo Renzi sulla crisi ucraina ha espresso la sua posizione: Solo soluzione politica, sottolineando i passi in avanti fatti con gli accordi di Minsk2. Di fronte alla quale Putin si è detto fiducioso nel vedere un miglioramento in uno scenario in cui non ci sono più combattimenti né morti.

Era d’obbligo per Matteo Renzi affrontare la tregua in Ucraina. Primo: l’Italia doveva riacquistare un ruolo da protagonista che non aveva avuto a Minsk2, dove era stato esercitato solo da Francia e Germania, che cercano comunque di escludere altri paesi. Secondo: un incontro a Mosca senza affrontare un tema di tale riverbero internazionale oltre che geopolitico, avrebbe creato non pochi problemi all’Italia a Bruxelles, dove sarebbe stata tacciata di essere anti ucraina e filorussa, da un lato, e avrebbe creato, dall’altro lato, contrasti con chi vuole inasprire le sanzioni economiche contro la Russia che continua a esercitare concrete influenze nel conflitto in corso. Anche se c’è solo da immaginare l’imbarazzo che ha provato il premier Matteo Renzi nel trattare con Putin la questione Ucraina. Proprio la crisi Ucraina ha spinto l’UE, di cui l’Italia è parte integrante, a infliggere alla Russia le sanzioni che tanto pesano a Putin. Quindi Matteo Renzi ha avuto difficoltà a differenziarsi dalla posizione dell’UE. Ma poiché sa benissimo che l’Italia a differenza magari della Germania, non ha alcuna mira espansionistica verso paesi ritenuti strategici per la Russia, e dovendo salvaguardare i rapporti commerciali tra l’Italia e la Russia (considerato l’ottavo mercato di esportazione al mondo), ha evidenziato uno spazio di collaborazione per una soluzione pacifica della crisi in atto. Per dirla in poche parole il premier italiano ha ribadito il sostegno alla posizione russa nei tavoli europei, in cambio di una soluzione diplomatica e non più bellica della regione del Donbass.

Matteo Renzi scongiurerà lo spettro di nuove sanzioni firmate UE per la Russia di Putin ?

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