Raffaele Fitto lascia Forza Italia e Ppe. Berlusconi ormai fuori dalla politica.

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Berlusconi-Fitto capitolo chiuso

Fitto lascia FI: “Capitolo chiuso”

Epilogo del burrascoso rapporto tra Raffaele Fitto – per molti il rottamatore del centro destra – e Silvio Berlusconi. Rapporto già incrinato dopo la scelta del Cav del Patto del Nazareno con Matteo Renzi, e definitivamente lacerato con il sostegno a due diversi candidati alle elezioni regionali in Puglia.

In questi ultimi mesi Fitto ha tentato di accelerare il declino della leadership berlusconiana, presentandosi come l’uomo nuovo del partito e affermando ai quattro venti comunque di non voler lasciare il partito. Ma il suo tentativo è caduto nel vuoto. A differenza del Pd in cui ci sono le primarie, che hanno permesso in passato a Matteo Renzi di prendersi il partito, in Forza Italia, non esiste tale meccanismo e tutto deve passare per Re Silvio. E così l’europarlamentare, nonché ex-presidente della regione Puglia, Raffaele Fitto, sfiancato dalla sua battaglia, annuncia durante l’intervista a ”In mezz’ora” su Raitre, che lascerà Forza Italia ed anche il Ppe al quale ha scritto una lettera per spiegare le ragioni per cui ha deciso di uscire dal partito e aderire ai Riformisti europei. Anche se per ora nessuna risposta è arrivata dal partito conservatore inglese. Fitto aggiunge ancora –ciò che adira Berlusconi ancor di più – che il partito Forza Italia non esiste più. Fi è un capitolo chiuso. Occorre secondo l’europarlamentare mettere in campo una nuova prospettiva politica per un centro destra moderno, diverso, che sia l’alternativa a Renzi e non il suo soccorso. Inoltre contesta a Berlusconi che non si può scegliere una persona senza meriti e riconoscimenti e metterla sopra tutti gli altri, senza regole. E questo nella convinzione che tanta gente la pensa come lui.

Così dicendo Fitto lascia intendere che Fi è fuori dai tempi e dalle nuove logiche politiche che mutano continuamente, soprattutto di fronte ad uno scaltro Matteo Renzi che finora destreggia bene con le sue promesse il popolo italiano, ma soprattutto che si sa avvalere dell’appoggio diretto e sommerso di coloro che dovrebbero fargli nel loro ruolo vera opposizione come Fi e Ncd.

Berlusconi replica a Fitto, e oggi a Saronno dice: “Sono fuori dalla politica”

“In passato – dice – qualcuno se n’è andato da Forza Italia e non è mai finito molto bene. Chi se ne va ci toglie un peso, siamo felici”. In questa affermazione c’è del vero. Ricordate Gianfranco Fini e la sua disfatta con Futuro e Libertà ? Per non parlare di Angelino Alfano che nonostante si dichiari di centrodestra fa da stampella a Renzi pur di garantirsi qualche Ministero ?

Oggi invece da Saronno (Varese) l’ex premier, durante un comizio, dove finge felicità per l’addio di Fitto, torna a ventilare l’ipotesi di un suo disimpegno dalla politica. «Ormai sono fuori dalla politica, sono soltanto qualcuno con un grande senso di responsabilità nei confronti del mio Paese…» Rispondendo a una domanda, Berlusconi aggiunge che se dovesse fallire l’obiettivo di riunire i moderati in una unica formazione politica «l’Italia andrebbe avanti così, come un Paese difficilmente governabile e senza quella possibilità di modernizzazione che invece è assolutamente indispensabile».  

Lo scenario che si apre

Potrebbero essere una trentina di parlamentari tra Montecitorio e Palazzo Madama che lasciano Forza Italia per iniziare una nuova avventura sotto la leadership di Raffaele Fitto. Il nome che circola in queste ore dei nuovi gruppi parlamentari è: Conservatori e riformisti. Il modello a cui probabilmente prenderà spunto è quello del partito conservatore, dei Tories di David Cameron, che dopo il successo ottenuto alle recenti elezioni, sembra essere la ricetta giusta per chi in Europa voglia portare avanti idee e i principi di una destra non populista.

A questo punto, a distanza di due sole settimane, c’è l’attesa del test delle regionali in Puglia, dove Fitto sponsorizza il candidato Schitulli, e successivamente il lancio di un nuovo partito. Che ruolo e peso avrà Raffaele Fitto (che alle scorse europee ha fatto il pienone di voti) in ambito nazionale è prematuro dirlo.

Una cosa è certa: il pugliese Fitto si era illuso che Berlusconi vedesse in lui il suo delfino, il suo successore. Si era sbagliato, come è avvenuto in passato per Angelino Alfano e Gianfranco Fini. Nessuno dei tre ha saputo leggere le reali intenzioni di Berlusconi, imprenditore, prima che politico. Lo scettro del partito era destinato a uno dei suoi figli. Ma poiché nessuno sembra essere interessato, è difficile trovare per Silvio persone che abbiamo quel Dna di famiglia.

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