Quirinale: Mattarella riceve Forza Italia e Sel.

Mattarella prima prova
Mattarella prima prova

Le opposizioni stamattina sono salite al Quirinale, per esporre le proteste dopo le fortissime tensioni in parlamento alimentate in occasione delle votazioni sulla riforma costituzionale imposta dal governo a tappe forzate, scavalcando ogni dialettica e confronto in Aula. Mattarella, che ha inaugurato il suo primo atto politico, ha incontrato per prima Renato Brunetta, il capogruppo di Forza Italia alla Camera, che durante la partita delle riforme si era messo in contatto con l’ex-segretario generale Donato Marra per chiedere che il Presidente incontrasse le opposizioni. Al termine del colloquio Renato Brunetta ha detto: “Il presidente Mattarella ha auspicato che il dialogo sulle riforme possa riprendere. Conoscendolo, userà tutti gli strumenti previsti dalla Costituzione per ripristinare un clima di dialogo. Le Costituzioni devono unire, non possono dividere – prosegue Brunetta -. Forza Italia conferma la coesione nazionale sulla crisi libica. Ma questo deve trovare un clima positivo. Il presidente della Repubblica ha ascoltato ed ha molto apprezzato. Noi auspichiamo che la riforma costituzionale e la legge elettorale trovino un alveo di ampia condivisione. Non si può pensare di chiedere la coesione nazionale di giorno e procedere a colpi di maggioranza di notte per approvare 40 articoli della Costituzione”, conclude l’esponente di Forza Italia.

Dopo l’esponente azzurro al Colle è toccato alla delegazione di Sel composta da Nichi Vendola, leader di Sel, e capigruppo di Camera e Senato, Arturo Scotto e Loredana De Petris. “Vogliamo serietà da parte del Governo – ha detto dopo l’incontro Nichi Vendola – e lo abbiamo detto anche al capo dello Stato”“Il mix di decretazione d’urgenza e voti di fiducia – ha aggiunto – è una rappresentazione del Parlamento umiliato. Se la modalità diventa ordinaria e riguarda la Costituzione siamo di fronte ad un vulnus . Non siamo abituati a tirarlo per la giacca o a gettarlo nell’agone politico ma è nostro dovere morale rivolgersi al garante della Costituzione. La situazione è così grave ed incandescente che merita da parte del Governo un atteggiamento più responsabile”.

E sul rischio di una guerra in Libia, contro l’Isis, il leader di Sel ha detto: “L’Isis è una minaccia assoluta alla convivenza democratica» ma «sono state imbarazzanti le improvvide dichiarazioni sulla guerra lampo”.

Assente Silvio Berlusconi, che indiscrezioni di lunedì davano come possibile ospite “a sorpresa” di Mattarella

In settimana è attesa anche una delegazione del Movimento cinque stelle. E il leader Beppe Grillo fa sapere dal suo blog che salirà al Colle.

Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog la lettera che il presidente della repubblica gli ha inviato in risposta alla missiva mandata dal leader del M5S in occasione dell’elezione di Mattarella al Quirinale. . “Il 3 febbraio ho scritto questa lettera di auguri al Presidente della Repubblica“, scrive Grillo riportando il testo da lui inviato. “Ieri sera il Presidente ha cortesemente risposto”, aggiunge riportando il testo di Mattarella. “La ringrazio vivamente – scrive il presidente – per le cortesi espressioni di augurio che ha voluto inviarmi in occasione della mia elezione a Presidente della Repubblica. Nella Sua lettera auspica anche di potermi incontrare al Quirinale e desidero assicurarLe che sarò lieto di riceverla prossimamente, in una data che i nostri uffici potranno concordare”. Il leader del M5s conclude così: “La ringrazio Presidente. Ci vediamo al Quirinale”.

In particolare Beppe Grillo sollecita il capo dello Stato ad intervenire nel dibattito sulla nuova legge elettorale, in quello sulla Rai e per “ripristinare la centralità del Parlamento”.

Il segretario Leghista, Matteo Salvini, da Radio Padania ha commentato gli incontri che si sono tenuti stamattina al Colle tra Mattarella e i rappresentanti delle opposizioni: “Io ci devo andare? Cosa devo chiedere a Mattarella? Chiedergli il numero di telefono del parrucchiere?”. Salvini ha concluso dicendo che saranno i suoi sostenitori a suggerirgli se debba andare anche lui dal capo dello Stato o meno.

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