Qatar. Ristabilite le relazioni diplomatiche con l’Iran

Il ministro degli esteri del Qatar ha annunciato la restaurazione delle relazioni diplomatiche con l’Iran dopo più di un anno e mezzo di interruzione

Lo scorso 24 agosto il governo del Qatar ha reso noto di aver ristabilito le relazioni diplomatiche con la Repubblica Islamica dell’Iran, dopo una rottura di 20 mesi iniziata nel gennaio 2016 a seguito di un attacco da parte di un gruppo di iraniani all’ambasciata saudita a Teheran e al consolato saudita a Mashhad.
La scelta del governo qatariota si inserisce nel contesto della crisi iniziata tre mesi fa nella regione del Golfo Persico, quando il cosiddetto “Quartetto arabo”, costituito da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Bahrein, decise di isolare il Qatar con l’accusa di finanziare i terroristi e di aver sviluppato legami troppo stretti con l’Iran.
L’Iran, Paese a maggioranza sciita, rappresenta il principale nemico dell’Arabia saudita nella lotta all’affermazione di un’egemonia nella regione del Golfo Persico. Temendo uno sbilanciamento degli equilibri geopolitici a favore del governo di Teheran, lo scorso 3 giugno Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti ed Egitto (Paesi a maggioranza sunnita), sostenuti in un secondo momento dal Bahrein (Paese a maggioranza sciita ma governato da sunniti), imposero infatti al governo di Doha un blocco delle rotte aeree e marittime e la chiusura dell’unica frontiera terrestre con l’Arabia Saudita. Nell’ottica del governo saudita, tale misura avrebbe dovuto avere come obiettivo quello di persuadere il governo qatariota a allinearsi nuovamente alle posizioni del quartetto sunnita.
In realtà, il blocco imposto dai quattro Paesi arabi ha finito per esacerbare le rivalità interne alla regione, minacciando la stabilità degli stessi Paesi del Golfo. Le limitazioni dello spazio aereo e delle rotte terrestri per il passaggio di cibo e altri beni hanno infatti creato una situazione tale da permettere al Qatar di optare per un rafforzamento dei propri collegamenti con l’Iran, esplorando così percorsi aerei e terrestri alternativi.
Secondo alcuni analisti, la decisione del Qatar di riaprire i propri rapporti diplomatici con l’Iran sarebbe inoltre stata accelerata da un incontro avvenuto circa un mese fa tra un membro della famiglia qatariota, Abdullah al Thani, e il re saudita Salman, nei pressi di Tangeri, in Marocco, nella villa dove il re saudita è solito trascorrere le sue vacanze estive. Abdullah al Thani vive a Londra e proviene da un ramo della famiglia reale qatariota che fu estromesso dal potere in un colpo di stato nel 1972. L’Arabia Saudita non ha dato spiegazioni sulle ragioni dell’incontro, ma i giornali sauditi hanno parlato molto della visita di Abdullah al Thani, presentandola come un’occasione per lavorare ad un cambio di leadership in Qatar, ai danni dell’attuale emiro, Tamim bin Hamad al Thani.

Le relazioni diplomatiche tra Qatar e Iran

Nonostante un’interruzione ufficiale delle relazioni diplomatiche tra Iran e Qatar e la solo recente riapertura dei rapporti, la collaborazione tra i due Stati non è mai venuta meno. Il Qatar ha sempre rivendicato il proprio diritto di mantenere relazioni cordiali con la Repubblica Islamica dell’Iran, per preservare i propri interessi economici (il Qatar è un Paese che dipende fortemente dall’importazione di diversi beni) e slegarsi in una certa misura dalle direzioni imposte dagli Stati membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG). A partire dagli anni del suo sviluppo economico e geopolitico, il governo di Doha ha infatti sempre mantenuto una politica estera pragmatica, non ideologica e altamente flessibile.

Inoltre, il Qatar condivide con l’Iran il controllo del più grande bacino di gas naturale al mondo. Questo bacino, che il governo di Teheran chiama South Pars e quello di Doha chiama North Dome Field, si estende per circa 9700 chilometri quadrati, di cui 6000 sotto la sovranità qatariota, e 3700 sotto quella iraniana. A ciò bisogna aggiungere che la minoranza sciita presente in Qatar è profondamente integrata nell’establishment politico ed economico dell’emirato. Per tutti questi motivi, il governo di Doha ha sempre lavorato a stretto contatto con l’Iran e non ha mai visto quest’ultimo come una minaccia, a differenza degli altri Stati arabi del Golfo Persico. Proprio questa diversa percezione della minaccia rappresentata da Teheran è ormai da molto tempo la causa principale delle controversie tra gli Stati membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo.

La recente decisione del Qatar di riportare il suo ambasciatore in Iran illustra ulteriormente il fallimento dei tentativi del Quartetto arabo di esercitare pressione sul governo di Doha al fine di costringerlo a cambiare la sua politica estera particolarmente flessibile e aperta ai legami con Teheran. Tale mossa rafforza, al contrario, la percezione agli occhi del Quartetto arabo, in particolare di Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, che il governo di Doha non solo non è pienamente impegnato nella gestione della sicurezza collettiva del Consiglio di Cooperazione del Golfo, ma che addirittura è disposto a mantenere e rafforzare legami con attori statali e non statali che minacciano l’egemonia saudita nella regione del Golfo Persico.

La rivalità tra Iran e Arabia Saudita per l’egemonia del Golfo Persico

Dall’altro canto, il blocco imposto dal Quartetto arabo al governo di Doha e il conseguente sostengo iraniano al Qatar hanno permesso al governo di Teheran di dimostrare al mondo arabo sunnita che il vero nemico degli arabi è l’Arabia Saudita e che quest’ultima è disposta a minacciare la sovranità degli Stati medio-orientali sulla base dei propri interessi geopolitici. La crisi tra il Qatar e gli altri Paesi arabi del Golfo ha inoltre aiutato il governo di Teheran a sfidare la narrazione che la politica estera iraniana è settaria e orientata solo verso i governi e gli attori ideologicamente affini.
Al contrario, l‘Iran è attualmente impegnato nel rafforzamento dei propri rapporti con il mondo arabo sunnita, come dimostrano i recenti avvicinamenti al governo di Doha e al Movimento islamico palestinese Hamas. Il governo di Teheran sta inoltre mostrando aperture nei confronti della Turchia, nonostante le divergenze in merito alla crisi siriana.

In conclusione, la rottura dei rapporti tra il Qatar e gli altri membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo e il rilancio ufficiale delle relazioni diplomatiche tra il Qatar e l’Iran potrebbero giocare a favore del governo di Teheran, che avrebbe l’occasione non solo di promuovere un dialogo più stretto tra sunniti e sciiti all’interno dell‘intera regione medio-orientale, ma anche e soprattutto di alterare gli equilibri geopolitici verso l’affermazione di un’egemonia iraniana nella regione del Golfo, ai danni del suo rivale storico, l’Arabia Saudita.

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Luigi Limone

Mi chiamo Luigi Limone. Sono laureato in Relazioni e Istituzioni dell'Asia e dell'Africa presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Specializzato in geopolitica e relazioni internazionali del Medio Oriente, nutro un interesse particolare per le dinamiche geopolitiche e socio-culturali che riguardano la regione euro-mediterranea.

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