Perù. Martha Huatay, leader terrorista, liberata

Il Perù, con la liberazione della terrorista Mary, leader di Sendero Luminoso, ricorda una delle pagine più buie della sua storia

Mataste a mi padre”, “Ni perdono di olvido”, “Martha assassina”, “Mataste a mi esposo”, sono solo alcuni dei cartelli e degli slogan che accolgono l’avvocato Martha Huatay all’uscita della prigione di Ancòn II, a nord di Lima. Considerata uno dei leader di Sendero Luminoso (SL) e dell’organizzazione Socorro Popular (SOPO), la Huatay ha scontato 25 anni in carcere e solo oggi, all’età di settantaquattro anni, torna in libertà. Seduta sul sedile anteriore di un’auto nera si copre il viso con una stola viola e stringe tra le mani una borsetta colorata, mentre il suo autista cerca di portarla lontano dalla folla di protestanti che si accalcano sui lati della macchina. Davanti al carcere di Ancòn c’è anche un membro della FENAVIT – Federacion Nacional de Victimas del Terrorismo che dichiara così la sua indignazione: “smettano di rilasciare questi miserabili, rovinarono la vita a migliaia di persone che non c’entravano niente”. Martha non poteva certo aspettarsi un benvenuto.

Sendero Luminoso è un’organizzazione terrorista d’ispirazione maoista che venne fondata in Perù tra il 1969 e il 1970 da Abimael Guzmàn Reinoso con lo scopo di sovvertire le istituzioni pubbliche e di installare il socialismo attraverso la lotta armata. Le idee di Guzman vennero raccolte sotto il nome di Pensamiento Gonzalo e definite incompatibili con il “vecchio regime”. La nascita di questa organizzazione seguì lo smembramento del Partido Comunista del Perú – Bandera Roja, e nacque con il nome di Partito Comunista del Perú sul Sentiero Luminoso di Mariàtegui (PCP-SL), in onore del fondatore del Partito Comunista Peruviano José Carlos Mariátegui. L’organizzazione operò con maggiore intensità tra il 1980 e il 1999 grazie all’aiuto di Socorro Popular che si occupava di raccogliere i fondi, fornire supporto logistico, curare i combattenti feriti e di pianificare, eseguire e valutare alcune delle azioni terroriste predisposte da Sendero Luminoso. Nello specifico SOPO pianificò il 95% degli attacchi organizzati da SL nella città di Lima.

Martha Huatay, detta anche “Camarada Rosa” o “Mary”, nata nel 1943 a La Liberdad, era stata arrestata e incarcerata un mese dopo Abimael Guzmàn, nell’ottobre del 1992, e accusata di omicidio, reclutamento di bambini e pianificazione di attacchi terroristici, tra i quali l’attentato al distretto di Miraflores a Lima “l’ Atentado en Tarata” del 1992, che costò la vita a 25 persone e provocò più di 200 feriti. Questa strage è considerata uno degli episodi più tragici della storia peruviana. Dopo una serie di piccole esplosioni per le strade di Miraflores vennero fatte detonare due auto-bomba, mezza tonnellata di dinamite, a fianco della Banca di Credito del Perù. Nonostante la Commissione per la Verità e la Riconciliazione attribuisca l’attentato al Distaccamento dodici di Lima di Sendero Luminoso, esso non fu mai rivendicato da SL e, anzi, Guzmàn negò qualsiasi coinvolgimento. Secondo il giornalista e avvocato Umberto Jara, autore di “Abimael. El sendero del terror” Mary fu anche autrice, o quanto meno partecipe, dell’esecuzione di diversi attentati, tra i quali: la morte dell’ammiraglio della marina Alberto Poce, del direttore dell’ENCI Rodrigo Franco Montes e dell’ex ministro del lavoro Orestes Rodriguez.

Al momento del suo rilascio la “Camarada Rosa” oltre a riacquisire la sua libertà acquisisce anche un debito verso la comunità di 3,7 milioni di soles da spartire con il gruppo terrorista come riparazione. Mary torna in un mondo in cui anche l’ultimo campo prigionia di SL è stato smantellato. Nel luglio-agosto 2015, infatti, 54 persone tra cui donne e bambini sono state liberate dal cosiddetto “Settore 5” gestito dagli ultimi membri di Sendero Luminoso. Lo scopo di questo campo di prigionia era quello di sostenere e produrre scorte di cibo per i combattenti dell’organizzazione. L’ex prigioniero Walter Castro racconta che durante gli anni di prigionia veniva svegliato alle quattro del mattino e non mangiava altro che minestra di manioca. Egli racconta che si moriva per averne, che su quella montagna suo padre, i suoi fratelli e suo cognato sono morti di fame. Un secondo testimone racconta che i prigionieri lavoravano alla “produzione di massa”, ovvero coltivavano fagioli, canna da zucchero, arachidi, banane e riso per i guerriglieri. Coloro che non lavoravano abbastanza bene non venivano nutriti. Quelli che non riuscivano più a svolgere il loro dovere venivano ammazzati. Egli racconta altresì di come il SL esercitava il suo potere sui prigionieri attraverso la “politica dello smembramenti dei nuclei familiari”, non solo separando le famiglie ma anche minacciando di uccidere i cari di chi avesse provato a fuggire.

La Commissione per la Verità e la Riconciliazione (CVR) stima che il numero delle vittime della guerra civile tra il 1980 e il 2000, tra morti e desparecidos, ammonti a 69.280 persone; il 79% di queste proveniva da zone rurali, costituivano la popolazione contadina e poco istruita. I più colpiti furono gli indigeni che costituivano solo il 16% della popolazione peruviana ma addirittura il 75% delle vittime. La vastità dell’espansione del conflitto, l’accanimento sulle zone andine e forestali, le perdite sia economiche che in termini di vite umani, le disparità e i vecchi conflitti che ne sono emersi lo rendono il più grave conflitto della storia del Perù. La Commissione per la Verità e la Riconciliazione ritiene inoltre che la causa immediata e fondamentale dello scoppio della guerra sia da attribuire alla lotta armata lanciata da Sendero Luminoso: il principale autore di crimini e violazioni dei diritti umani, fece sistematicamente uso di tortura, punizioni corporee e sevizie contro la popolazione con l’unico scopo di mantenerne il controllo. Secondo la CVR, Sendero Luminoso è responsabile del 52% del totale delle vittime, il 12% delle quali mietute tra le autorità appartenenti allo Stato democratico che, secondo il pensiero di Guzman doveva essere distrutto dalle fondamenta. Sendero era un’organizzazione fondamentalista, violenta, totalitaria, fortemente gerarchica, impregnata dal culto della personalità del leader, che combatteva senza divise e razzista nei confronti della popolazione indigena. Un’organizzazione nella quale la Camarada Rosa era considerata un leader e della quale in quanto avvocato aveva difeso legalmente i membri. No, Martha non poteva certo aspettarsi un benvenuto.

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Annalisa Tonello

25 anni, ho recentemente completato il corso post-laurea presso l’università Luiss Guido Carli in relazioni diplomatiche internazionali dopo aver conseguito la laurea in scienze internazionali e diplomatiche presso l’università degli studi di Trieste. Possiedo uno spiccato interesse per l'attualità, le lingue, il diritto e la storia. In particolare mi interesso di sostenibilità ambientale e di protezione dei diritti umani. Fin da bambina le mie passioni sono state la danza, i musical, gli scacchi e oggi come ieri adoro viaggiare e scoprire posti nuovi.

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