Nucleare Iran, trovata intesa sui parametri chiave

Dichiarazione congiunta del capo della diplomazia Ue Federica Mogherini e del ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif: “Trovata l’intesa sui parametri chiave.

Oggi, dopo che il ministro degli esteri iraniano, Javad Zarif, che menzionava solo la possibilità di siglare entro la mezzanotte, tra le parti impegnate, una dichiarazione congiunta “formale e pubblica”, si è giunti finalmente ad un accordo sui parametri chiave per arrivare a un accordo quadro sul nucleare iraniano.

L’accordo sul nucleare prevede “la revoca di tutte le sanzioni” ma in funzione dell’impegno assunto da Teheran.

“Quando sarà raggiunta l’intesa finale, entro il 30 giugno, l’accordo sarà sancito da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Non ci saranno altre strutture di arricchimento dell’uranio oltre a Natanz. L’impianto di Fordow” sarà convertito in un sito per la ricerca in Fisica e non ci sarà all’interno più materiale fissile. Il reattore ad acqua pesante di Arak sarà modificato e il plutonio prodotto sarà trasferito all’estero. Le potenze mondiali aiuteranno l’Iran a ridisegnare e costruire un nuovo reattore ad acqua pesante ad Arak”. Queste le affermazioni della Megherini

Otto giorni di colloqui che hanno visto impegnati a Losanna le delegazioni dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU (Usa, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna) più la Germania in una dura trattativa con Teheran per arrivare ad un’intesa sul programma nucleare in Iran.

La scadenza iniziale era il 31 marzo, ma gli USA si sono spinti oltre, lasciando il segretario di Stato John Kerry fino ad oggi, aggrappati alla speranza che potesse confezionarsi quel tanto atteso accordo. Lo stesso presidente USA, Barack Obama, nella notte scorsa, per essere informato sui progressi del negoziato, è stato collegato in videoconferenza con la delegazione americana..

Aspetti chiave dell’intesa.

Timing della revoca delle sanzioni, le capacità dell’Iran di arricchimento dell’uranio e gli anni di validità dell’intesa.

Da un lato l’Iran insisteva sulla revoca immediata delle sanzioni economiche internazionali che gli sono state imposte nei settori del credito, del petrolio e della finanza. Gli Stati Uniti e i partner europei, invece, premevano perché restassero in vigore almeno per un anno, con particolare riferimento al divieto ai Paesi europei di vendere a Teheran materiale che può essere utilizzato nel suo programma nucleare.

Dall’altro lato, i 5+1, pur di garantirsi la natura pacifica del programma nucleare iraniano, volevano che Teheran accettasse una serie di misure restrittive alle proprie ricerche sul nucleare, richiesta che sembra essere stata già rispedita al mittente.

Le delegazioni hanno cercato, anche nei giorni scorsi, con segnali a volte contrastanti, di rassicurare, sbandierando, bozze di intese sugli elementi chiave. La quadra è stata trovata.

Barack Obama in vista dell’accordo definitivo fissato al 30 giugno, dovrà presentare la dichiarazione politica congiunta ai suoi alleati, tra cui Israele, il cui primo ministro Benjamin Netanyahu, si è detto contrario ad un accordo con l’Iran, perché rappresenterebbe un pericolo non solo per Israele, ma per il Medio Oriente e la pace nel mondo, e sia al Congresso che, nella sua interezza (repubblicani e democratici), si è sempre opposta all’intesa sul nucleare con Teheran.

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