Nozze gay in Irlanda: la Chiesa reagisce ma è divisa

 

Chiesa reagisce a referendum nozze gay Irlanda
Chiesa reagisce a referendum nozze gay Irlanda

Segretario di Stato Parolin su nozze gay in Irlanda: “Sconfitta dell’umanità”. Papa Francesco lascerà al sinodo dei vescovi ogni decisione sul tema dei gay

L’esito del referendum in Irlanda sulle nozze gay ha scatenato dopo qualche giorno la dura reazione della Chiesa. È intervenuto il cardinale Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin dialogando con i giornalisti nel palazzo della Cancelleria al termine della conferenza internazionale della Fondazione Centesimus Annus, e poi il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Angelo Bagnasco, in un’intervista apparsa stamattina su La Repubblica.

“Sono rimasto molto triste – così il card. Pietro Parolin – di questo risultato, la Chiesa deve tener conto di questa realtà ma nel senso di rafforzare il suo impegno per l’evangelizzazione“. “Credo che non si può parlare solo di una sconfitta dei principi cristiani ma di una sconfitta dell’umanità“.

Rispondendo a una domanda sul Sinodo dei vescovi sulla famiglia che in questi giorni ha messo a punto il nuovo ‘Instrumentum laboris’, Parolin ha detto: «Per noi la famiglia rimane il centro, e dobbiamo veramente fare di tutto per difendere, tutelare e promuovere la famiglia perché ogni futuro dell’umanità e della Chiesa, direi anche di fronte a certi avvenimenti di questi giorni – riferendosi al voto irlandese – dipende dalla famiglia. Non appoggiare la famiglia è come togliere la base di quello che dovrebbe essere l’edificio del futuro».

Parole che appaiono in controtendenza con le aperture manifestate più volte da Papa Francesco, nei primi due anni del suo pontificato, in favore dei divorziati risposati e dei gay. Come la frase “Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla?” pronunciata sul volo di ritorno dal Brasile, suo primo viaggio internazionale, per la Giornata mondiale della gioventù, destinata ad alimentare un acceso dibattito nella Chiesa soprattutto tra i vertici ecclesiastici.

In più occasioni Papa Francesco aveva invitato a percepire “l’odore” degli uomini di oggi, di cogliere i cambiamenti del tempo per adeguare quanto possibile la Chiesa. E anche quando è stato attaccato, durante il dibattito a porte chiuse con i vescovi italiani, da alcuni presuli sulle sue aperture in favore di risposati e dei gay, ha rassicurato che su questi delicati temi lascerà al Sinodo dei vescovi, in programma nel prossimo ottobre, ogni tipo di decisione.

Già nell’ottobre 2014, in occasione del Sinodo dei vescovi straordinario sulla famiglia, la Chiesa sul tema dei diritti degli omosessuali si era spaccata. E oggi il cardinal Parolin arriva con una chiusura totale che sembra lontana da quella espressa in più occasioni da Papa Francesco, come a voler tirare fuori dal dibattito sinodale il tema degli omosessuali.

Non manca chi, commentando le dichiarazioni del Segretario di Stato vaticano Parolin, tira fuori qualche scheletro nell’armadio della Chiesa: “Le nozze gay sono peggio della pedofilia che ha rovinato la società irlandese?”.

Angelo Bagnasco: “Sì al dialogo no alle unioni civili”

Anche il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, sull’esito del referendum sulle nozze gay in Irlanda si chiede cosa è necessario correggere e migliorare nel dialogo con la cultura occidentale nel trasmettere alle nuove generazioni i valori della Chiesa. Rimarcando, in un quadro di un dialogo sereno, innervato di sentimenti ma anche di ragioni, l’importanza della famiglia che nasce dall’unione stabile tra un uomo e una donna, potenzialmente aperta alla vita. Un unione che costituisce un bene essenziale per la società e che – come tale – non è equiparabile ad altre forme di convivenza. Sulla situazione degli omosessuali il cardinale riafferma il pieno rispetto per la dignità di ciascuno, quale che sia il suo orientamento, e quell’accoglienza che favorisce la partecipazione alla vita della comunità ecclesiale.

Il presidente della Cei critica infine la proposta di legge sulle unioni civili presentata dalla senatrice Cirinnà (in forza Pd), sul fatto che equipara la condizione giuridica degli omosessuali a quella della famiglia fondata tra un uomo e una donna.

Al prossimo sinodo dei vescovi sapremo se e quale posizione prenderà la Chiesa, che non potrà non tener conto di significative aperture verso gli omosessuali espresse da numerosi cattolici nel mondo e da diverse chiese locali che sono in sintonia con il messaggio di Bergoglio.

 

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