L’Onu stila un nuovo piano anti-terrorismo

Rivolgendosi al Consiglio di Sicurezza, il capo dell’Ufficio Antiterrorismo dell’Onu ha esposto un nuovo piano diviso in sei punti a supporto degli Stati Membri

Dobbiamo riconoscere che ci sono quattro importanti sfere dell’attività dell’ONU che devono essere allineate, se vogliamo sviluppare in modo efficace un quadro coerente e ben coordinato per i nostri sforzi futuri contro il terrorismo“, ha detto Vladimir Voronkov, Sottosegretario generale dell’Ufficio Antiterrorismo delle Nazioni Unite alla riunione dei 15 paesi membri del Consiglio di Sicurezza, parlando dei rischi alla pace internazionale e alla sicurezza causati dai recenti atti di terrorismo.
Attualmente, il Consiglio di Sicurezza è composto, oltre che dai cinque membri permanenti: Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito e Francia, da: Bolivia, Egitto, Etiopia, Giappone, Kazakistan, Senegal, Svezia, Ucraina, Urugay e Italia.

Le “sfere” a cui Voronkov si è riferito sono:

  • il Consiglio di Sicurezza e i suoi corpi sussidiari:
  • l’Assemblea Generale
  • il Segretariato Onu
  • Le 38 agenzie Onu che direttamente o indirettamente contribuiscono allo sforzo contro il terrorismo

L’incontro marcava il sedicesimo anniversario della Risoluzione 1373 del Consiglio di Sicurezza, che fu adottata nel 2001 a seguito degli attacchi alle Torri Gemelle. La Risoluzione 1373 fa appello affinché gli stati membri si adoperino per prevenire e contrastare ogni possibile atto terroristico. In Italia, la risoluzione venne applicata col Disegno di legge n. 369 del 12 Ottobre 2001 dal titolo “Misure urgenti per reprimere e contrastare il finanziamento del terrorismo internazionale“.

Il nuovo programma antiterrorismo è sviluppato su cinque punti chiave:

  1. Rafforzamento della cooperazione Internazionale
  2. Prevenzione dell’estremismo
  3. Moderazione e controllo dell’utilizzo di internet da parte di organizzazioni estremiste
  4. Controllo maggiore del fenomeno “foreign fighters”
  5. Condivisione delle informazioni e delle pratiche fra i vari organi di sicurezza

David Scharia durante il suo intervento (UN Photo/Ariana Lindquist)

Alla riunione ha partecipato anche David Scharia, direttore della Commissione Esecutiva Antiterrorismo.  “Insieme, abbiamo raggiunto grandi obbiettivi dall’adozione della risoluzione 1373 nel 2001. Il fenomeno terroristico continua comunque ad evolversi ad una velocità allarmante“, ha detto Scharia.

dati raccolti da Wikipedia dimostrano che nel 2016 si sono registrati attentati ogni mese e in tutte le parti del mondo, principalmente di stampo islamico estremista. L’Iraq, in particolare, ha registrato l’anno peggiore della sua storia recente, segnato da 7351 vittime e 8939 tra feriti e rapiti. Numeri oltre 7 volte superiori rispetto a quelli di Afghanistan e Pakistan, dove agiscono principalmente i talebani. In Turchia si registrano 480 vittime. L’Isis si riconferma il gruppo terroristico maggiormente attivo perché in grado di muoversi trasversalmente su cinque diversi continenti (Medio Oriente, Africa, Indonesia e Europa) sfruttando una straordinaria capacità di reclutamento a distanza tramite internet.
Numerose fonti dimostrano che negli ultimi anni, in Europa, anche le organizzazioni estremiste di destra sono cresciute fino a rappresentare una minaccia alla sicurezza in molti paesi. Il 27 Settembre sono state arrestate in Regno Unito 11 persone perché sospettate di reati terroristici nell’ambito di un’indagine sul gruppo neonazista, antisemita e suprematista “National Action”. La stessa cosa è avvenuta in Germania il 22 Giugno scorso, quando 13 persone appartenenti a diverse nazionalità europee sono state arrestate con accuse legate al terrorismo. Nel blitz la polizia tedesca ha trovato armi da fuoco ed esplosivi. La polizia tedesca ha inoltre spiegato che “è stata sgominata un’organizzazione terroristica internazionale sospettata di istituire campi di addestramento paramilitare” nelle foreste della regione. Nel 2016 la Fondazione Amedeu-Antonio di Berlino, ha registrato 23 mila reati di stampo neonazista. Per i servizi di sicurezza i neonazisti possono contare su circa 22 mila militanti, 7 mila dei quali appartengono a piccoli gruppi armati o cellule clandestine. I servizi segreti tengono attualmente sotto osservazione 25 «lupi solitari», considerati come potenzialmente pericolosi e sospettati di voler organizzare attentati terroristici.
L’Ufficio Esecutivo Anti-terrorismo delle Nazioni Unite ha recentemente diffuso una guida tecnica, disponibile online, che implementa le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza in materia di terrorismo.

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Lorenzo Pedullà

Ho 21 anni, vivo a Parma, e sono uno studente di Scienze Politiche, Sociali e Internazionali all'Università di Bologna con la passione per il giornalismo e la politica. Ho già pubblicato articoli per alcune riviste e blog online. Scrivere mi permette di condividere le mie idee e le mie passioni.

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