Marocco: nessuna soluzione alla questione del Sahara occidentale al di fuori della sovranità marocchina

Il re del Marocco Muhammad VI ha ribadito con fermezza la posizione del suo Paese sulla necessità di esercitare una piena sovranità sul Sahara occidentale, sottolineando che nessuna soluzione è possibile al di fuori del controllo del Marocco sull’area

Il 6 novembre di ogni anno il Marocco celebra, in un clima di orgoglio e di mobilitazione generale, l’anniversario della Marcia Verde, una manifestazione con la quale nel 1975 venne oltrepassato il confine tra il Regno del Marocco e il territorio del Sahara occidentale e quest’ultimo, al tempo territorio autonomo spagnolo, passò sotto il controllo del governo marocchino.
La Marcia Verde segna dunque l’inizio dell’occupazione del Sahara occidentale e rappresenta, di conseguenza, un passo importante nella lotta per l’indipendenza e per il completamento dell’integrità territoriale marocchina, come dovere religioso, nazionale e morale.

Il territorio del Sahara occidentale è oggi conteso tra il Marocco e il Fronte Polisario. Quest’ultimo, sostenuto dall’Algeria, ne ha dichiarato l’indipendenza proclamando, nel 1976, la Repubblica Araba Democratica dei Sahrawi (RASD), riconosciuta solo parzialmente a livello internazionale. Dal canto suo, il Marocco considera il Sahara occidentale come parte integrante del proprio territorio, definendo quest’area come “le province meridionali del Regno”.
In un discorso alla Nazione tenuto lo scorso 6 novembre per commemorare il 42° anniversario della Marcia Verde, il re del Marocco Muhammad VI ha sottolineato l’impegno del suo Paese ad attuare l’iniziativa di autonomia del Sahara occidentale, una soluzione politica di compromesso sostenuta dagli Stati Uniti e da altri membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Muhammad VI ha ribadito così il suo sostegno alla soluzione proposta dalle Nazioni Unite, ma ha tenuto a precisare che tale impegno è subordinato al rispetto dei quattro principi fondamentali su cui si basa la posizione del Marocco nei confronti del Sahara occidentale.
Il primo principio afferma che non esiste alcuna soluzione alla questione del Sahara al di fuori tanto della piena sovranità del Marocco sul territorio in questione quanto dell’iniziativa di autonomia, la cui realizzazione è stata riconosciuta di fondamentale importanza dalla comunità internazionale.
Il secondo principio richiama la necessità di prendere in considerazione gli eventi passati e riconoscere, dunque, che il problema non sta nel trovare una soluzione alla questione dei Sahrawi, quanto piuttosto nel definire il percorso più adeguato per raggiungere tale soluzione. A questo proposito, Muhammad VI ha dichiarato che “spetta alle parti all’origine storica di tale conflitto di assumersi pienamente le proprie responsabilità nella ricerca di una risoluzione definitiva”, il che sembrerebbe escludere la Repubblica Araba Democratica dei Sahrawi (RASD) dai negoziati per il futuro status del Sahara occidentale.
Il terzo punto riguarda il pieno rispetto dei principi e dei fondamenti definiti dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in merito alla gestione e risoluzione di questo conflitto. Conflitto che il re del Marocco ha più volte definito come “conflitto regionale artificiale”. Stando alle sue parole, le Nazioni Unite rappresentano, di fatto, il solo organismo internazionale incaricato di monitorare il processo di risoluzione della questione del Sahara occidentale.
Infine, il quarto principio concerne il rifiuto categorico di qualsiasi tentativo di pregiudicare i diritti legittimi e gli interessi superiori del Regno del Marocco, così come il diniego di qualsiasi proposta obsoleta che si discosti dai parametri di riferimento stabiliti.
Al termine del suo discorso, Muhammad VI ha inoltre annunciato che, in attesa della realizzazione della soluzione desiderata, il governo di Rabat continuerà a stimolare lo sviluppo delle province meridionali del Regno e a garantire agli abitanti di queste province tutte le condizioni necessarie per condurre una vita libera e dignitosa. In questo contesto, il re ha dichiarato che il Marocco procederà alla realizzazione di un modello di regionalizzazione avanzata nel sud del Paese, al fine di permettere agli abitanti di queste province di assicurare la gestione democratica delle loro attività e di contribuire allo sviluppo della propria regione.

In conclusione, dal discorso di Muhammad VI emerge con chiarezza che il Regno del Marocco continuerà a supportare la proposta di iniziativa di autonomia del Sahara occidentale avanzata dalle Nazioni Unite, a patto che ciò avvenga nel quadro di un’autonomia sottoposta alla piena sovranità del Marocco e nel rispetto dei diritti legittimi e degli interessi superiori dello Stato marocchino. In questo senso, il sovrano del Marocco ribadisce la necessità di fare leva sui legami storici esistenti tra il Regno e le province del sud e, confermando di voler mantenere un ruolo di primo piano nella definizione del futuro del Sahara occidentale in nome di tale legittimità storica, non lascia di fatto alcuna possibilità di risolvere la lunga questione del Sahara occidentale, se non nelle modalità e alle condizioni delineate dal governo di Rabat.

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Luigi Limone

Mi chiamo Luigi Limone. Sono laureato in Relazioni e Istituzioni dell'Asia e dell'Africa presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Specializzato in geopolitica e relazioni internazionali del Medio Oriente, nutro un interesse particolare per le dinamiche geopolitiche e socio-culturali che riguardano la regione euro-mediterranea.

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