Mafia Capitale, secondo atto. Trema Renzi e il suo Pd

Luca Gramazio volto di Mafia Capitale
Luca Gramazio volto di Mafia Capitale

Coinvolti nell’inchiesta sinistra e destra, il sottosegretario Castiglione (Ncd) e le coop cattoliche e rosse. Sullo sfondo il business dei migranti

La corruzione sta mangiando Roma e il sistema politico

Mafia Capitale, secondo atto. 48 indagati nell’ordinanza di 428 pagine firmata dal Gip di Roma Flavia Costantini di cui 44 arrestati il 4 giugno 2015 dai carabinieri del Ros (blitz scattato nelle province di Roma, Rieti, Frosinone, L’Aquila, Catania ed Enna ) perché accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni e trasferimento fraudolento di valori, con l’aggravante delle modalità mafiose.

Tra gli arrestati ci sono 19 persone in carcere e 25 ai domiciliari tra consiglieri regionali, comunali e funzionari pubblici. Sono chiamati in causa esponenti delle istituzioni, di sinistra e di destra (al Comune e alla Regione Lazio) risultati, dalle indagini, al servizio dell’associazione criminosa Carminati-Buzzi che a Roma faceva affari di ogni tipo e si aggiudicava i migliori appalti. Sullo sfondo il business legato ai flussi migratori e alla gestione dei campi di accoglienza per migranti.

Tra gli arrestati c’è Luca Gramazio, volto istituzionale di Mafia Capitale, ex capogruppo Pdl al Consiglio di Roma Capitale e in seguito capogruppo Pdl (poi Forza Italia) presso il Consiglio Regionale. È lui che avrebbe, secondo gli inquirenti, elaborato «le strategie di penetrazione nella pubblica amministrazione» ricevendo in cambio 98 mila euro in contanti in tre tranche, 15mila di bonifico per il finanziamento al suo comitato, l’assunzione di 10 persone, cui veniva garantito uno stipendio.  E ancora Mirko Coratti, ex presidente del consiglio comunale in forza Pd, già dimessosi a dicembre nella prima ondata di arresti, e il suo capo segreteria, Franco Figurelli. Daniele Ozzimo, ex assessore Pd alla Casa, Angelo Scozzafava, ex capo del quinto dipartimento Promozione dei Servizi Sociali e della salute di Roma, e Pierpaolo Pedetti, presidente della Commissione Patrimonio e consigliere comunale nel 2013 in forza Pd. Massimo Caprari, capogruppo di Centro Democratico, che per sé avrebbe preteso al mese 1000 euro oltre all’assunzione di un conoscente. Giordano Tredicine (finito ai domiciliari) consigliere comunale e vicecoordinatore regionale di Forza Italia, il costruttore Daniele Pulcini, e l’ex presidente del Municipio X Andrea Tassone. Spunta anche il nome di Gianni Alemanno che secondo gli inquirenti, per le elezioni Europee 2014, avrebbe chiesto appoggio a Salvatore Buzzi, il quale si sarebbe rivolto per il sostegno alla candidatura alla cosca ‘ndranghetista dei Mancuso di Limbadi.

Un tsunami che ha indotto l’Assemblea capitolina, dopo la notifica della misura cautelare, a procedere alla surroga temporanea dei 4 consiglieri coinvolti nella vicenda di Mafia Capitale. Nel frattempo il prefetto di Roma Franco Gabrielli è in attesa di ricevere – entro il 15 giugno – il risultato dell’accesso agli atti svolto dalla commissione d’inchiesta insediata sei mesi fa, per decidere di chiedere o meno, entro il 30 luglio, lo scioglimento del Consiglio comunale di Roma, che è un atto che spetta al Consiglio dei Ministri.

Nell’inchiesta che sta deteriorando l’immagine della capitale e dell’Italia a livello internazionale, non c’è solo la politica ma anche il mondo imprenditoriale e quello delle coop, sia cattoliche che rosse. Sono infatti coinvolti, tra l’altro, – i manager al servizio della cooperativa “La Cascina” vicina al mondo cattolico, che erano partecipi degli accordi corruttivi di Luca Odevaine, – e il Cara (centro di accoglienza richiedenti asilo) di Mineo in Sicilia, che rischia di essere commissariato dal presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone. Sul Cara di Mineo ad essere indagato per turbativa d’asta sull’appalto per la gestione del centro, secondo le carte dell’inchiesta, è il sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe Castiglione (Ncd). Mentre le intercettazioni svelerebbero il sistema di corruzione e le mazzette sui migranti : “Facciamo un euro a persona” diceva Odevaine. Lo stesso Odevaine avrebbe tra l’altro orientato le scelte del Tavolo di Coordinamento Nazionale sull’accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale, in modo da creare le condizioni per l’assegnazione dei flussi di immigrati alle strutture gestite dal gruppo La Cascina, tra cui il Cara di Mineo. Luca Odevaine sarebbe il ‘raccordo’ tra la cooperativa La Cascina e il Viminale.

Oggi ci saranno i primi interrogatori. Il Pd, che ha in mano il governo e quasi tutte le regioni italiane, rischia di collassare. Le opposizioni chiedono le dimissioni del sindaco Ignazio Marino e del Presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, il Pd prova a fare quadrato sottolineando che un passo indietro di entrambi sarebbe un favore ai corrotti.

Don Luigi Ciotti, presidente di Libera su quanto avvenuto a Roma ha così commentato “E’molto inquietante e dobbiamo tutti provare molto dolore e vergogna: non si può giocare sulla pelle delle persone più deboli e fragili. Non deve passare l’idea che il mondo del sociale sia tutto così, perché ci sono migliaia di realtà che lavorano in modo pulito”. Ad ogni modo “alcuni mesi fa avevo detto, fra lo stupore di qualcuno, che ne avremo viste delle belle. Non è un atto di accusa a nessuno ma chi come noi opera all’interno di certi settori aveva già percepito alcune cose. Ma non ci siamo mai sottratti quando abbiamo avuto elementi dal consegnarli agli inquirenti”.

La lista degli arresti e dei domiciliari

In carcere

1) Claudio BOLLA, nato a Buenos Aires (Argentina), il 15.05.1962

2) Salvatore BUZZI, nato a Roma, il 15.11.1955

3) Claudio CALDARELLI, nato a Roma, il 22.01.1951

4) Massimo CAPRARI, nato a Roma, il 28.10.1969

5) Massimo CARMINATI, nato a Milano, il 31.5.1958

6) Nadia CERRITO, nata a Roma l’11.09.1965

7) Mirko CORATTI, nato a Roma, il 20.06.1973

8) Paolo DI NINNO, nato a Roma, il 06.09.1962

9) Antonio ESPOSITO, nato a Roma, l’1.02.1965

10) Francesco FERRARA, nato a Roma, il 22.12.1969

11) Franco FIGURELLI, nato a Roma, il 07.01.1956

12) Emilio GAMMUTO, nato ad Acri (CS), il 10.04.1954

13) Luca GRAMAZIO, nato a Roma, il 22.12.1980

14) Carlo Maria GUARANY, nato a Cutro (KR), il 19.09.1959

15) Michele NACAMULLI, nato a Roma, il 03.04.1980

16) Daniele OZZIMO, nato a Roma, il 15.06.1972

17) Pierpaolo PEDETTI, nato a Roma, il 20.01.1973

18) Angelo SCOZZAFAVA, nato a Roma, il 10.06.1967

19) Fabrizio Franco TESTA, nato a Roma, il 27.12.1965

Ai domiciliari

1) Gerardo ADDEO, nato a ad Avellino, il 01.09.1980

2) Tommaso ADDEO, nato a Nola (NA), il 02.04.1977

3) Gaetano ALTAMURA, nato a Roma, il 02.11.1973

4) Stefano BRAVO, nato a Roma, il 26.12.1960

5) Marco BRUERA, nato a Roma, il 28.12.1992

6) Emanela BUGITTI, nata a Udine, il 22.11.1953, residente a Roma

7) Pierina CHIARAVALLE detta “Piera”, nata ad Avezzano (AQ), il 21.10.1984

8) Mario COLA, nato a Roma (RM), il 21.7.1955

9) Sandro COLTELLACCI, nato a Monterotondo (RM), il 09.07.1964

10) Domenico CAMMISSA, nato a Noci (BA), il 07.01.1968

11) Santino DEI GIUDICI, nato a Roma, il 19.8.1948

12) Guido MAGRINI, nato a Roma, il 24.07.1950

13) Alessandra GARRONE, nata a Roma, il 22.07.1974

14) Angelo MARINELLI, nato a Roma, il 30.6.1963

15) Salvatore MENOLASCINA, nato a Bari, il 23.11.1967

16) Mario MONGE, nato a nato a Scarnafigi (CN), l’11.12.1959

17) Brigidina PAONE, detta “Dina”, nata a Roma, il 20.04.1951

18) Daniele PULCINI, nato a Roma, il 12.12.1972

19) Stefano VENDITTI, nato a Ripi (FR), il 23/2/1963

20) Paolo SOLVI, nato a Roma, il 02.05.1946

21) Fabio STEFONI, nato a Roma il 31.08.1960

22) Andrea TASSONE, nato a Roma, il 10.10.1971

23) Giordano TREDICINE, nato a Roma, il 03.02.1982

24) Tiziano ZUCCOLO, nato a Roma, il 03.01.1971

25) Carmelo PARABITA, nato a Taranto, il 20.02.1974

La richiesta di misura cautelare nei confronti di Fabrizio AMORE, Gabriella ERRICO, Luca ODEVAINE e Giovanni FISCON, è stata rigettata.

 

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