L’Unione Europea rinnova le sanzioni contro gli oppositori alla pace in Libia

L’Unione Europea rinnova le sanzioni contro tre individui accusati di intralciare il processo di pace in Libia

Dal 2011 a oggi, l’Unione Europea ha fatto molti sforzi in Libia per assistere il paese nel processo di democratizzazione, e per supportare il processo di mediazione guidato dalle Nazioni Unite. Notando però la continua instabilità e la gravità della situazione nel paese, il 28 Settembre scorso, il Concilio Europeo ha esteso la durata delle sanzioni in Libia, contro tre individui specifici per un periodo di tre mesi.

Il primo Aprile del 2016 il Consiglio aveva imposto misure restrittive in Libia contro tre individui: Aglia Saleh, Presidente della Camera dei deputati Libica; Khalifa Ghweil, Primo Ministro e Ministro della Difesa del General National Congress (autorità non riconosciuta a livello internazionale); e Nuri Abu Sahmain, anch’esso membro del General National Congress. Il Consiglio Europeo ritiene che le azioni di questi individui ostacolino la messa in atto del Libyan Political Agreement (LPA) e la formazione di un governo di unità nazionale.

  • Il General National Congress (GNC) è un parlamento indipendente fondato nel 2014 da un gruppo di ex-politici Libici con il supporto di alcune milizie armate. Quest’autorità non è stata eletta democraticamente e per questo non è riconosciuta dalla comunità internazionale. Il presidente è Mohammed Al-Ghwail.
  • La Libyan House of Representatives (HoR) è il parlamento riconosciuto dalla comunità internazionale, nato dopo le elezioni del 25 Giugno 2014. Il parlamento è situato a Tobruk e il primo ministro è Fayez Sarraj.
  • Il Libyan Political Agreement (LPA) è un accordo promosso dalle Nazioni Unite firmato il 18 Dicembre 2015 da molti degli attori coinvolti nella crisi Libica. L’accordo chiarisce l’organizzazione istituzionale del paese e la distribuzione del potere. Dopo due anni dalla firma, l’accordo prevede l’indizione di elezioni democratiche. Il GNC ha rifiutato di firmare l’accordo.

Le ultime Conclusioni sulla Libia erano state adottate dal Consiglio Europeo il 17 Luglio scorso, con il rinnovo del supporto al Governo di Unità Nazionale guidato dal Primo Ministro Fayez Sarraj, considerato dalla comunità internazionale come unica autorità legittima nel paese. 
Con questa decisione, l’Europa riafferma il suo impegno nei confronti delle sanzioni già esistenti e ribadisce la sua prontezza all’abrogazione se le condizioni per la loro applicazione dovessero cessare, e per introdurre nuove misure contro gli individui che minacciano la pace, la sicurezza, o la stabilità del paese, impedendo od ostacolando il completamento della transizione politica in Libia.
Le sanzioni comprendono il congelamento dei beni all’estero, il divieto di transito nei paesi dell’Unione Europea e la revoca dello status diplomatico.
L’Unione Europea richiama tutti i gruppi armati coinvolti affinché rinuncino all’uso della forza e affinché riconoscano le autorità nominate dal Libyan Political Agreement come le sole autorità con diritto di controllo sulle forze di sicurezza Libiche. La lotta armata minaccia la stabilità della nazione, e l’Unione Europea crede fermamente che la crisi Libica non possa essere risolta tramite l’uso della forza.

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Lorenzo Pedullà

Ho 21 anni, vivo a Parma, e sono uno studente di Scienze Politiche, Sociali e Internazionali all'Università di Bologna con la passione per il giornalismo e la politica. Ho già pubblicato articoli per alcune riviste e blog online. Scrivere mi permette di condividere le mie idee e le mie passioni.

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