L’Italicum è legge. Renzi vince di nuovo. Mattarella firmerà

Italicum-Mattarella-Renzi
Italicum-Mattarella-Renzi

 

L’Italicum ormai è legge. Si attende ( è una questione di ore) solo l’autografo del presidente della repubblica Mattarella per la promulgazione.

Qualcuno si chiede se il presidente firmerà. Certo che firmerà, in fondo è stato voluto e votato da Matteo Renzi (e Giorgio Napolitano), anche a costo di rompere il Patto del Nazareno stretto con Berlusconi, e ora è chiamato a dare sostegno incondizionato al premier per il suo destino politico.
E lo avrà. Il presidente Mattarella dal canto suo ha già motivato tecnicamente la sua firma: “Il Consultellum, ovvero la norma uscita dalla Consulta in seguito alla bocciatura della legge Calderoli, era frutto del lavoro dei giudici della Consulta, l’Italicum invece è un prodotto del Parlamento”. Dunque valutazione prettamente costituzionale, non certo nel merito o nell’opportunità politica.
Non mancano gli appelli fatti al presidente della Repubblica per consentire un ulteriore passaggio parlamentare secondo l’art. 74 della Costituzione, ma cadranno nel vuoto.
Intanto il presidente del consiglio ammantato di giovanilismo e a colpi di tweet l’ha spuntata, mentre le opposizioni e le minoranze Pd ne sono uscite con le ossa rotte, divise e confuse.
Le minoranze Pd si erano già sbriciolate nelle votazioni palesi di fiducia che sono servite per blindare il testo, e ora all’appuntamento finale con lo scrutinio segreto non hanno fatto meglio. Le opposizioni avevano in serbo non tanto la bocciatura della legge, che consideravano ormai passata, ma quanto la sua approvazione con una maggioranza inferiore a quella assoluta di 316 voti. La loro diserzione, o Aventino, non ha fatto altro che far scendere la maggioranza richiesta per l’approvazione che è stata di 198 voti, ossia la metà più uno dei presenti e votanti. I voti favorevoli all’Italicum sono stati 334, che meno i 198 necessari, hanno creato uno scarto di 136 voti che hanno consentito a Renzi di vincere di nuovo. Mentre il Pd ha confermato il suo scricchiolio interno visto che una cinquantina dei 61 voti contrari registrati sono targati Pd.
Ora che l’ Italicum è realtà, occorre guardare alla sua applicabilità (riferita alla disciplina della sola Camera), che va necessariamente proiettata all’estate del prossimo anno, quando, almeno i sostenitori di Renzi, sperano che il suo governo riesca a far approvare in via definitiva, con la ratifica referendaria, anche la riforma costituzionale del Senato, ferma per ora a Palazzo Madama. Questo perché in caso di crisi di governo, anche dopo l’entrata in vigore della nuova disciplina, si tornerebbe a votare oltre per la Camera anche per il Senato, ma per quest’ultimo con il vecchio Porcellum. E il governo dovrebbe chiedere e ottenere comunque la fiducia dal Senato così eletto.
Non dobbiamo dimenticare che nel 2005 si criticò duramente Berlusconi per come si arrivò al Porcellum, gli si rimproverava che una legge elettorale non si può fare a colpi di maggioranza ed oggi, con l’Italicum, Renzi ha fatto una cosa simile nel percorso e nel metodo. Cambiato l’uomo, il sistema potere è rimasto immutato. Non ha importanza che abbia questa o quella sigla.
Il primo effetto dell’Italicum sarà l’annullamento delle opposizioni. Renzi, che inizia a sentire i brividi dell’uomo solo al comando, sta gradualmente incassando l’inchino dei tanti che chiedono la garanzia di restare incollati ai loro scranni a Montecitorio.
La strada di fronte a Renzi è spianata: – la sinistra per ora è a pezzi, non ancora in grado di creare una vera scissione con il premier che vuole “tenere tutti dentro”, anzi ha avviato una campagna acquisti a Palazzo Madama, per la riforma dello stesso Senato; -il centro-destra è in agonia da quando Berlusconi ha allentando le briglie e non ancora trova il suo successore; il M5S è un tantino sfumato, e nessuno sa se Beppe Grillo, che negli ultimi tempi sembra un “po’ stanchino”, sia in grado di reagire all’urto renziano.
L’unico a opporsi era Mattarella, ma questo non avverrà, e la democrazia in Italia si scioglierà come neve al sole.

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