Libia. Leon (ONU): C’è intesa su governo di unità nazionale

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Libia. Intesa raggiunta questa notte dalle delegazioni di Tobruk e Tripoli sul governo di unità nazionale che dovrebbe far ripartire il processo di pace

Presentato, questa notte, a Skirat, in Marocco, da Bernardo Leon, inviato speciale ONU per la Libia, un governo di unità nazionale con a capo Fayez el-Sarraj, come premier, dopo un anno di difficili negoziati tra il governo di Tobruk (riconosciuto dalla comunità internazionale) e il governo di Tripoli, che si contendono il Paese dal 2014.

A questo punto la lista dei nomi dei candidati alla guida della Libia passerà al vaglio di Tobruk e Tripoli, i due governi rivali.

Lista del nuovo esecutivo

Il premier proposto è Fayez Serraj (originario di Tripoli), ex ministro della Casa in uno dei governi del dopo-Gheddafi, e membro del Parlamento di Tobruk, ma non nella lista dei designati da Tobruk. Sarà affiancato da tre vice: Ahmed Maetiq (Misurata, ‘Parlamento’ di Tripoli), Moussa Kony (Sud, indipendente), Fathi Majbari (Est, sostenuto da Tobruk ma anche da Ajdabia e dall’Esercito libico), mentre tra i ministri figurano Mohamed Ammari (Tripoli) e Omar Al Assuad (Zintan).

Il Consiglio di Presidenza sarà formato anche da alcuni “ministri di Stato”, e le decisioni potranno essere prese a maggioranza, ma con l’assenso necessario del premier e di due vice-premier.

Plauso da UE, ONU, Italia

Il capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini, con soddisfazione ha annunciato che “l’Ue è pronta ad offrire un immediato e concreto sostegno politico e finanziario, pari a 100 milioni di euro, al nuovo governo“. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha esortato i leader libici a “non sprecare questa opportunità“.

Anche “L’Italia, nel riconoscere l’incessante sforzo compiuto dall’inviato delle Nazioni Unite, Bernardino Leon – ha detto Gentiloni, ministro degli esteri del governo italiano – continuerà a dare il suo sostegno alle prossime tappe verso la pace e la stabilità della Libia”

Critiche al nuovo governo

Non mancano critiche come quella di Abdulsalam Bilashair, del General National Congress (Gnc) di Tripoli che sostiene, perché non interpellato, di non sentirsi parte di questo governo. Mentre Ibrahim Alzaghiat, del Parlamento di Tobruk sostiene che questo governo non porterà altro che alla divisione della Libia.

Resta ferma la posizione dell’inviato speciale ONU, Leon, il quale ritiene che questo governo può farcela se i libici decideranno di cogliere questa opportunità storica di salvare la Libia. “Troppi libici – afferma Leon– hanno perso la vita, troppi bambini e troppe madri sofferto ” e che “oggi quasi 2,4 milioni di libici, secondo le agenzie Onu, hanno bisogno di assistenza umanitaria”.

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