Lega: regionali in Veneto. Tensione tra Tosi e Salvini

TOSI-E-ZAIA-LEGA-NORD
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Caos nella Lega: il sindaco di Verona, Flavio Tosi, pronto a candidarsi in Veneto contro Zaia, collega di partito e attuale governatore. Immediate le reazioni di Matteo Salvini: “ Su Zaia non si discute. Chi lo mette in discussione si mette fuori gioco”. Non tarda ad arrivare la replica di Tosi: “Salvini vuole espellermi? Spetta al consiglio federale deciderlo. In ogni caso ognuno si assume le proprie responsabilità”. Salvini in un controreplica “Non espello nessuno, casomai si autoesclude. Mentre Zaia, parlando della possibile candidatura ventilata da Tosi ha detto: “E’ un’ipotesi che i veneti saprebbero valutare come assolutamente abominevole che va al di là di ogni pessima aspettativa”. “Penso – ha aggiunto – che il segretario della Liga Veneta sappia benissimo che non può candidarsi contro il suo candidato, dopodiché ognuno farà quello che vorrà”. Inoltre, Salvini rimprovera a Tosi il fatto che non abbia assicurato la sua presenza alla manifestazione del 28 febbraio a Roma in Piazza del Popolo, in cui la Lega, cavalcando l’onda dei consensi di questi ultimi mesi, spingerà per rimarcare una politica diversa da quella messa in atto dall’altro Matteo, presidente del Consiglio. Ma Tosi assicura, che nonostante gli impegni da sindaco, ci sarà.

Veniamo al punto centrale della questione in cui Zaia e Tosi minacciano di candidarsi in competizione l’uno contro l’altro.

Intanto la Lega, diversamente da quanto avrebbe voluto far credere negli ultimi tempi il ciclone di Matteo Salvini che sta facendo il pienone di consensi, nell’impianto di partito non è dissimile da Forza Italia e PD. FI ha all’interno Fitto che scalpita per imprimere un diverso corso al partito, rivendicando in silenzio, anche se non l’ha mai detto chiaramente, il timone del partito; nel PD, invece, la c’è minoranza Dem, che si stanno mettendo di traverso sul percorso del premier e segretario Matteo Renzi, quasi a mostrare le intenzioni di sfilarsi e costituire un nuovo movimento politico che abbia un sapore più di sinistra, diversa dal progressismo-liberale renziano. La Lega di Salvini ha all’interno Tosi, segretario della Liga Veneta, sindaco di Verona, che esprime senza peli sulla lingua una linea più moderata del partito. Chi l’ha seguito in qualche convegno ha udito dalle sue oratorie che in fondo non bisognerebbe uscire dall’euro. Cosa che stride certamente con gli slogan contro l’euro riportati sulle chiassose felpe che puntualmente Matteo Salvini indossa in ogni occasione: nei suoi tour nel Mezzogiorno d’Italia, all’Arena di Giletti, o quando è ospite in Francia da Marie Le Pen.

Dunque sono entrate in collisione in questa prova di forza targata Lega posizioni diverse sulla linea del partito: l’euro, le alleanze, l’Europa. Se torniamo alla questione uscita dall’euro, sicuramente non troverebbe il consenso di molti veneti. Quindi ci sono in ballo questioni di principi, poteri collegati e distribuiti sul territorio e proiezioni nel futuro del partito.

La scintilla della disputa, che sta creando una spaccatura nella Lega, che non esclude, nell’ipotesi più drastica, addirittura un commissariamento del partito in Veneto, sembra che sia legata ad un problema di alleanze e di liste, che secondo statuto sarebbe toccato a Tosi chiudere in virtù del suo ruolo di segretario. Da un lato Tosi vorrebbero allargare le alleanze , anche a NCD, mostrando contrarietà alla presenza nelle liste di Zaia di tanti ex appartenenti al cerchio magico, ricomparsi quasi d’incanto. Zaia, invece, consapevole del sostegno quasi incondizionato di Salvini, non ne vuole sapere di allargare alleanze, vuole liste civiche sì, ma solo le sue.

Il caos che regna nella Lega, arrivato a ciel sereno , mentre Salvini sogna la leadership del centrodestra, incarico che in precedenza Roberti Maroni, attuale governatore della Lombardia, aveva promesso a Tosi, potrebbe avere già nella prossima settimana il suo epilogo.

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