Lega nord nel caos. Salvini blinda Zaia. Tosi fuori dagli schemi

 

Le tensioni tra Matteo Salvini e Flavio Tosi sembrano non finire. Già da qualche settimana fa, quando il sindaco di Verona aveva annunciato di essere pronto a candidarsi per le elezioni regionali in Veneto, aveva trovato un muro da parte di Salvini, spalleggiato da Maroni, governatore della Lombardia, che insieme difendevano a spada tratta l’attuale governatore Zaia. La Lega nord, che nel frattempo tra luci e ombre sta riprendendo quota, anche se stenta a ricoprire un ruolo di leadership all’intero del centro destra, doveva decidere se continuare a seguire il suo “matador” Matteo o optare per una linea più moderata targata Tosi.

Ieri il tanto atteso consiglio federale della Lega nord si è pronunciato, e ha abbracciato l’onda di Salvini, ratificando la candidatura di Zaia per le elezioni in Veneto e nominando – cosa ancor più grave almeno per Tosi, che ricopriva la carica anche di segretario regionale del partito – Giampaolo Dozzo commissario ad acta della Liga Veneta. Dozzo, 61 anni, trevigiano, ex parlamentare, già sottosegretario all’Agricoltura con Luca Zaia ministro, pur essendo sulla carta (e nella realtà) il commissario, viene definito dallo stesso Salvini – evidentemente per sminuire la crepa all’interno della Lega – un semplice mediatore… che avrà l’ultima parola (dovrebbe aiutare Tosi, Zaia e Salvini a trovare una soluzione). Dozzo, nel frattempo, si è già espresso nel senso che è convinto che si troverà una soluzione e Tosi non uscirà dalla Lega.

E come se non bastasse, il consiglio, sancendo l’incompatibilità tra l’appartenenza alla Lega e la creazione di un’associazione politica che vuole presentare delle sue liste, ha disarmato e messo all’angolo Tosi definitivamente, che di fatto è come se fosse stato epurato, almeno, nelle sue visioni e mire espansionistiche. Il consiglio, infatti, gli ha chiesto di decidere, in tempi brevi, una settimana al massimo, tra il movimento e la Fondazione che fa capo a lui.

Tosi esce sconfitto, e ora deve decidere se sottostare alla decisione (imposizione) di Salvini, o pensare ad uno strappo. Non gli mancano di certo amicizie politiche. In queste ultime settimane ha avuto una fitta rete di incontri con molti esponenti di Forza Italia, Ncd, e Italia Unica. La sua convinzione resta quella secondo cui la Lega alle regionali dovrebbe andare da sola insieme a delle liste civiche e non con Ncd e Berlusconi. Ncd è al governo con Renzi, ma dovrebbe stare all’opposizione, mentre Berlusconi, pur stando all’opposizione sta con Renzi per via del patto del Nazareno, con il risultato che i veneti percepiscono sia Berlusconi che Alfano, alla stessa stregua.

Zaia in effetti, con la presentazione di una lista Tosi contro di lui, rischiava parecchio. Ora, con il campo sgomberato, e forte dei sondaggi favorevoli rispetto alla sua sfidante, Alessandra Moretti, in forza Pd, può ricominciare a sperare di doppiare la poltrona di governatore. Lo stesso Berlusconi, alle prese con la fronda interna al partito capeggiata da Fitto, sa benissimo che alleandosi con la Lega nord in Veneto, il centro destra potrà vincere.

Escludere Tosi, e puntare tutte le energie su Zaia: mossa politica intelligente ? Nessuno può azzardarsi a esprimere giudizi. Solo all’indomani degli spogli elettorali in Veneto si avrà il responso. Se vince Zaia, Tosi dovrebbe trovare qualche altro porto dove attraccare. Ma se Zaia dovesse perdere, per Salvini sarebbe l’epilogo della sua lunga ilitanza leghista, e Tosi con la sua linea moderata – sempre se continuerà a restare nella Lega nord – tornerebbe più forte che mai in campo.

Ai risultati elettorali del Veneto, bisognerà analizzare anche quelli che si registreranno in Umbria, Marche e Toscana. Solo se il “matador” Matteo, supererà il 10% dei consensi, allora, e solo allora, avrà vinto la sua battaglia.

Pesano su Salvini amicizie particolari: Marie Le Pen, lo “zar” Vladimir Putin, e l’estrema destra italiana di Casa Pound che ha preso parte alla manifestazione di sabato scorso in piazza del popolo a Roma.

Gli italiani, notoriamente moderati, con quale spirito vedono queste ultime amicizie della Lega nord ?

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