La Russia di Putin fra passato e presente

Vladimir Putin, un presidente, stratega, soldato, padre di famiglia e convinto credente…

La Russia è un paese da sempre in perenne cambiamento. Sono poche le nazioni che negli ultimi due secoli hanno visto susseguirsi così tante forme di governo diverse. Conseguenza di tutti questi cambiamenti, diversi e radicali fra loro, è una certa confusione sull’identità del paese. I Russi faticano a giudicare la propria storia, che ondeggia fra totalitarismi tirannici e momenti di ispirazione per il mondo intero.
Già da qualche anno, nel paese si è assiste ad una vera e propria opera di revisionismo storico, con il preciso obiettivo di creare una continuità fra i vari strappi e sobbalzi della storia Russa negli ultimi due secoli.
Nel 2014 a Mosca, alla presenza di Putin, è stato inaugurato un monumento dedicato allo Zar Alessandro I. In una città che per più di 70 anni è stata la capitale del comunismo anti-monarchico, un evento del genere ha incuriosito molte persone. Questo evento, tuttavia, non è l’unico che ha fatto discutere i Moscoviti, poco dopo infatti, un busto commemorativo di a Stalin è stato inaugurato sempre nella capitale Russa.

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Questi due eventi, sebbene a primo impatto possano sembrare privi di importanza, si collocano all’interno della “battaglia Russa per la storia”. In una società come quella Russa, dove non viene dato molto spazio al libero dibattito politico, la discussione si è spostata su temi storici. «Ogni società ha bisogno di una conversazione» ha scritto nel suo blog l’analista Maxim Trudolyubov. «E nelle menti di molti russi la storia della Russia moderna, specialmente del XX secolo, ha preso il posto della politica. In Russia non sei di sinistra o di destra, ma anti-Stalin o pro-Stalin, con decine di sfumature nel mezzo». E’ evidente che Putin stia cercando di ricostruire l’identità della Russia facendo leva sui due grandi momenti della storia contemporanea che hanno reso grande il suo paese: la vittoria Sovietica sul Nazifascismo – ricordata ancora oggi dai Russi come “La Grande Guerra Patriottica” – e l’egemonia Zarista che allargava le mani sull’Europa e sul Medio oriente. 

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Putin è un leader carismatico che viene criticato in Europa ma amato dal suo popolo tramite un velato culto della personalità. Nel clima di mobilitazione patriottica eccitato dalla guerra in Ucraina e dalla crescita economica e demografica, quattro russi su cinque dichiarano di apprezzare il presidente. La Russia contemporanea è un regime autoritario non del tutto dittatoriale; un paese con una costituzione, dei partiti, delle elezioni, ma dove da quasi vent’anni la stessa persona è al potere. Alcuni politologi hanno definito questa situazione come “democratura”, ovvero una dittatura mascherata da democrazia. 
Quella di Putin è un ideologia che è difficile inquadrare perché lontana dal precedente universalismo Sovietico, e allo stesso tempo oppositrice del moderno individualismo occidentale: il leader non crede nella necessità di imporre a livello mondiale un’unica regola, crede invece nel diritto dei popoli e delle civiltà di preservare le loro diversità e le loro tradizioni. La Russia contemporanea è diventata un baluardo identitario, sia esso nazionalista, sia esso cristiano, contro la secolarizzazione dei costumi, contro l’arroganza del laicismo progressista, contro la globalizzazione dei popoli e delle religioni. 

Putin è un ottimo oratore, un individuo che è in grado di individuare e sfruttare lo Zeitgeist, lo spirito del suo tempo, e che per questo è riuscito a costruirsi un’immagine di leader a 360° gradi; presidente, stratega, soldato, padre di famiglia e convinto credente. Un leader che ha saputo interpretare lo spirito antico e le rivalse contemporanee del popolo russo.

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Lorenzo Pedullà

Ho 21 anni, vivo a Parma, e sono uno studente di Scienze Politiche, Sociali e Internazionali all'Università di Bologna con la passione per il giornalismo e la politica. Ho già pubblicato articoli per alcune riviste e blog online. Scrivere mi permette di condividere le mie idee e le mie passioni.

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