La Destra e la Sinistra negli Stati Uniti d’America e in Italia

Dalle origini dei termini alla confusa situazione attuale

Era il 1789 quando i rivoluzionari francesi si riunirono con gli esponenti di nobiltà e clero per decidere le sorti del Paese in crisi. Non potendo accedere alle sale di riunione solite, si spostarono nel campo in cui si giocava un tipico sport del tempo, firmando il Giuramento della Pallacorda. A sinistra erano disposti gli esponenti rivoluzionari, a destra i conservatori filo monarchici, al centro i membri della “palude”, quindi coloro che ancora non avevano una posizione netta. Negli anni i termini “destra” e “sinistra” si arricchiscono di significati. Nel 1948 Marx, con il suo Manifesto del Partito Comunista dà una definizione ben precisa degli ideali di Sinistra e, di riflesso, a quelli della corrente politica opposta. È il Novecento, secolo in cui si susseguono avvenimenti di una portata storica rilevante, come la Rivoluzione Russa del 1917, i regimi totalitari, fascista in Italia e nazista in Germania, che determina la necessità popolare di scegliere individualmente e liberamente il proprio partito di rifermento e l’ideologia da seguire. Dopo la Seconda Guerra Mondiale e la caduta dei regimi di stampo fascista, nasce l’era delle grandi ideologie: il capitalismo americano e il comunismo sovietico. Quest’ultimo spesso definito come finto socialismo e capitalismo di Stato. Fino alla caduta del muro di Berlino, Destra e Sinistra sono parole ricche di significato e contrapposte. A caratterizzare gli esponenti di Sinistra sono una ricerca continua di progresso, rivoluzione, giustizia sociale ed emancipazione delle minoranze. La Destra, invece, ha come ideali fondamentali la meritocrazia, il conservatorismo, il pragmatismo e l’adesione alla tradizione. Nonostante gli scontri accademici tra esponenti delle due fazioni e un’accettazione da parte dei Liberali di una partecipazione, seppur minima, dello Stato nell’economia del Paese, resta invariata la dicotomia tra meritocrazia ed egualitarismo. Le più grandi dispute hanno riguardato la diseguaglianza sociale e naturale (“Sull’origine e sui fondamenti dell’ineguaglianza tra gli uomini” Russeau). La prima consiste nella differenza in compensi, privilegi e risorse, considerata pregiudizievole e ingiusta da un gruppo sociale, la seconda riguarda esclusivamente le minime differenze fisiche. Se la diseguaglianza naturale è inevitabile, secondo gli esponenti di Sinistra, la diseguaglianza sociale pregiudica le potenzialità individuali e influisce, quindi, negativamente sulla collettività.
A caratterizzare la Destra storica è l’idea risolutiva del “fare”, a caratterizzare la Sinistra, invece, la “progettualità.”
In quanto retoriche e antiquate, le idee sono le vere assenti in politica. Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un vero ed esponenziale sviluppo di movimenti trasversali a-politici o pre-politici.

Cosa accade oggi negli Stati Uniti d’America e nel nostro Paese?

Nel 1854 nasce il GOP (Grand Old Party), meglio conosciuto come Republican Party con lo scopo di limitare la schiavitù del sud del Paese ed ha come simbolo l’elefantino repubblicano. È l’asinello democratico a simboleggiare, invece, il più antico partito del mondo, costituito nel 1792 dagli anti-federalisti, fra cui spiccò il nome di Thomas Jefferson. Progressista e ispirato al liberalismo americano, il Partito democratico è, per certi versi, come ad esempio la salvaguardia delle esigenze dei “deboli” e l’uguaglianza a livello sociale, paragonabile alla Sinistra italiana. Il Partito repubblicano, di centro-destra, difensore della tradizione e della famiglia tradizionale, è conservatore e contrario alla Mano Invisibile, che, secondo Adam Smith, rappresenta la Provvidenza immanente e porterebbe ad un equilibrio economico generale, grazie alla trasformazione di ciò che costituiscono i “vizi privati” in “virtù pubbliche” e tramite la quale la ricerca egoistica del proprio interesse gioverebbe all’interesse dell’intera società nel libero mercato.

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Nel 1912 arriva il momento dello scioglimento del partito d’origine in Repubblicani e Democratici. I primi conservatori, i secondi progressisti. Differenze importanti che causano divisioni interne, portando quindi ad una scissione definitiva. Da allora, i due partiti sono protagonisti di aspri scontri politici. Ultimo dei quali, nel 2016 tra Donald Trump e Hilary Clinton, ha messo il popolo americano e il mondo intero in condizioni di assistere ad una campagna elettorale feroce e, sotto alcuni aspetti, scandalosa.
L’Italia intanto continua a dividersi tra idee di entrambe le fazioni, senza trovare una vera identità politica nei partiti esistenti. Fu la Destra storica la prima classe di Governo, subito dopo l’unità del 1861, periodo in cui la distanza tra “Paese legale” e “Paese reale” era molto forte.

Arriviamo al presente. Non esiste più una netta distinzione tra le due correnti. Si parla di centro-destra, che spende più del centro sinistra nei settori della cultura, della scuola pubblica e del sociale ed è lo stesso il centro-destra a richiedere più imposte e tributi locali. Il centro-sinistra ricorre maggiormente all’indebitamento. I punti comuni alla Destra e Sinistra italiane sono un’approvazione del federalismo fiscale. Viene preferita un’imposizione fiscale autonoma ai trasferimenti statali. Sono gli amministratori locali che dettano le nuove regole della giungla politica, superando i classici e vecchi schemi di Destra e Sinistra, proposti nei secoli scorsi.
Per quanto concerne la nascita di movimenti trasversali, a riunire molti sostenitori delle diverse classi politiche passate, trovando un vasto appoggio dalla popolazione, è il Movimento Cinque Stelle fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio nell’ottobre del 2009. Giovani con diversi credi politici, chiamati dai fondatori a costituire una nuova classe politica, che ha lo scopo di migliorare lo stato economico in cui versa il Paese, garantire un reddito minimo, chiamato reddito di cittadinanza, ai cittadini meno abbienti, ringiovanire la casta e occuparsi con metodi tecnologici all’avanguardia della salvaguardia dell’ambiente.

“Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…” cantava Giorgio Gaber. “L’ideologia, malgrado tutto credo che ancora ci sia.” Continuava il cantautore nato a Milano nella prima metà del Novecento. Questo è un testo scritto e prodotto nel 1995/1996, anni in cui l’identità politica era già messa in discussione nel nostro Paese. Sembra che, negli ultimi decenni, la vera perdita risieda nel sentimento forte che guidava i Liberali di un tempo. Anche partiti che si professano di destra, come la Lega, Forza Italia etc., sono in realtà promotori di politiche sempre più attente a materie e ideali, precedentemente denunciati e sostenuti dalla sinistra. Lo Stato ha una forte influenza sulle politiche economiche. I sindacati e il Governo stesso si preoccupano giustamente del bene dei dipendenti, senza però salvaguardare gli imprenditori, sempre più tassati sulla produzione e sul costo del lavoro, al punto tale che molti di loro hanno scelto soluzioni drastiche, tra cui il suicidio, per uscire da problematiche legate alla loro attività, diventate sempre più difficilmente risolvibili.
Il cantautore Gaber definisce l’ideologia come “l’ossessione della tua diversità”. Al momento assistiamo ad un notevole stravolgimento degli ideali classici e ad un abbattimento delle solide barriere che prima determinavano due fazioni ben distinte e contrapposte. La diversità politica cos’è o, meglio, dov’è? Pare che nel nostro paese non sia più esistente.

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