Israele: Netanyahu vince le elezioni 2015

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Netanyahu, leader del Likud, con 29 seggi sui 120 della Knesset, vince le elezioni 2015 in Israele. 24 seggi al fronte Sionista, e 14 ai partiti arabi coalizzati. Fallita l’ascesa della sinistra. All’orizzonte una coalizione di partiti di destra e religiosi con 67-68 deputati.

Beniamjn Netanyahu spiazza tutti e vince le elezioni israeliane 2015.

Contro ogni pronostico, tra sondaggi di opinioni e exit poll, che parlavano di un testa a testa con Herzog, “Bibi” ottiene un successo strabiliante. Con la conta dei voti elettorali in definitiva il Likud ha ottenuto 29 seggi dei 120 della Knesset (potrebbe salire a 30 con la conta dei voti dei soldati), mentre l’Unione Sionista (Isaac Herzog e Tzipi Livni) ne ha conquistato 24. Successo inaspettato per la lista araba che ha ottenuto 14 seggi, anche se resterà all’opposizione.

A seguire

–         i laici (centristi) di “Yesh Atid” di Yair Lapid con 11 seggi (in forte calo contro i 19 di due anni fa)

–         la novità di “Kulanu” di Moshe Kachlon con 10 seggi (movimento sempre centrista, fondato solo lo scorso novembre e che potrebbe diventare l’ago della bilancia)

–         la “Casa Ebraica” (destra nazionale) di Naftali Bennett con 8 seggi,

–         il partito religioso di “Shas” (destra ultraortodossa) con 7 seggi (ne aveva 11)

–         partito religioso dell’“Unione della Torà” con 6 seggi (conferma quelli che aveva),

–         la destra “Israel Beitenu” del ministro degli Esteri Avigdor Lieberman con 6 seggi contro i 13 della precedente Knesset

–          il “Meretz” (sinistra) con 4 seggi (due in meno). 

Netanyahu, che ha avuto la capacità di recuperare negli ultimissimi giorni di campagna elettorale uno svantaggio (presunto) che aveva di fronte a Herzog, si è aggiudicato la conferma alla carica di primo ministro, per la quarta volta. I rivali Herzog e Livni in un comunicato scritto promettono di continuare  a battersi alla Knesset assieme ai loro alleati per i valori in cui credono. La sconfitta del fronte delle sinistre porta Zahava Galon, leader del partito “Meretz”, a dimettersi dalla carica.  

Netanyahu resterà al governo, e promette che formerà entro due tre settimane, il suo nuovo governo per “garantire sicurezza e welfare a tutti i cittadini di Israele” non appena riceverà l’incarico dal presidente Reuven Rivlin. D’altronde il presidente non potrebbe fare diversamente visto che il premier uscente è il leader della coalizione che ha preso più voti. Se Metanyahu riuscirà, come sembra scontato, nella sua impresa, diventerà il primo ministro israeliano più longevo visto che ha ricoperto tale carica dal 1996 al 1999 e poi dal 2009 ad oggi.

L’impianto del nuovo governo, diversamente da quanto auspicato dal presidente Reuven Rivlin che avrebbe voluto un governo di unità nazionale, sarà una coalizione di partiti di destra  e religiosi, con una chiara impronta di  “centro destra”  dove “Bibi”, intende includere anche Moshe Kachlon, leader del partito centrista Kulanu che si batte per l’emancipazione delle masse popolari e che ha ottenuto 10 seggi.  Grazie a questi seggi Netanyahu potrebbe così ottenere una coalizione di 67-68 deputati su 120 e garantirsi il controllo della Knesset per l’intera legislatura.

Le scelte vincenti di Netanyahu.

I temi sui quali “Bibi” ha blindato la sua vittoria e che hanno fatto breccia nelle menti degli israeliani, nonostante l’insoddisfazione economica che regna in Israele negli ultimi tempi, sono: la sua contrarietà ad ogni ipotesi di Stato palestinese, e le minacce alla sicurezza di Israele rappresentate dall’Iran e il suo nucleare, e dall’avanzata dello Stato islamico e di tutte le forme di terrorismo di matrice islamica.

Nubi oscure si addensano sul riconoscimento dello Stato palestinese: ci sarà mai la soluzione due popoli, due stati ?

Con la vittoria di Netanyahu, come saranno i rapporti tra Israele e USA ?  E tra Israele e UE ?

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