Israele, Netanyahu: “Olocausto spinto da Gran Muftì di Gerusalemme”

Israele-premier-Benjamin-Netanyahu
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21/10/2015  ore 11,40

Netanyahu: Hitler non voleva sterminio degli ebrei ma l’espulsione

Israele. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu in occasione del 37esimo Congresso sionista mondiale ha dichiarato “Hitler all’epoca non voleva sterminare gli ebrei ma espellerli. Il Muftì di Gerusalemme Haj Amin Al-Husseini andò e gli disse ‘se li espelli, verranno in Palestina. ‘Cosa dovrei fare?’ chiese e il Muftì rispose ‘Bruciali'”.

In buona sostanza, secondo Netanyahu, all’epoca della seconda guerra mondiale, il Führer non voleva “sterminare” gli ebrei, voleva solo espellerli, ma fu convinto a commettere l’ Olocausto, con l’idea per la Soluzione finale, da un religioso palestinese, l’allora Gran Mufti di Gerusalemme, Haj Amin al-Husseini scappato a Berlino, che temeva che se avesse espulso gli ebrei, sarebbero andati tutti in Palestina.

Polemiche scatenate

Le parole pronunciate dal premier di Israele hanno sollevato valanghe di polemiche. Dai social e ai media. Il quotidiano israeliano Haaretz ha scritto che la dichiarazione di Netanyahu “è stata scansata dai più accreditati esperti di Olocausto”, e che già nel 2012 Netanyahu, aveva definito, in un discorso alla Knesset, Al-Husseini “uno dei più importanti architetti dell’Olocausto

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