Israele, continua l”Intifada’ dei coltelli

Giovani-palestinesi-sfidano-Israele
Giovani-palestinesi-sfidano-Israele

13/10/2015   ore 23:50

Giornata della rabbia. 3 morti e oltre 20 feriti

La giornata, che diverse fazioni palestinesi hanno battezzato nuova “giornata della rabbia”, è stata bagnata dal sangue da nuovi attacchi terroristici che hanno seminato il terrore a Gerusalemme e in altre zone di Israele. I giovani palestinesi sono tornati a sfidare i soldati israeliani per protestare contro l’aumento delle visite di ebrei alla Spianata delle Moschee, considerate una vera e propria provocazione di Israele che tenta di cambiare lo status quo.

Due palestinesi hanno assaltano un autobus a Gerusalemme Est, un altro ha lanciato la sua auto contro la gente alla fermata dell’autobus nella parte Ovest della città. Il bilancio è di 3 morti e di oltre 20 feriti. Tra le vittime anche il rabbino Yeshaye Krishevsky, 59 anni morto nell’attentato compiuto alla fermata dell’autobus. Uccisi dalla polizia due attentatori.

Mentre a nord di Tel Aviv c’è stato un accoltellamento in strada. L’attentatore palestinese è stato poi bloccato dai passanti.

Nel pomeriggio è morto un palestinese negli scontri con l’esercito israeliano a Betlemme, a sud di Gerusalemme nella Cisgiordania occupata.

Le cifre degli attentati sono state salutate con giubilo da Hamas, che si è felicitato per la nuova puntata della “Intifada dei coltelli” scritta a Gerusalemme e a Raanana. Mentre sul web è apparso un poster in cui le Brigate al-Qassam, (ala militare del movimento di Hamas), si sono dette pronte “a scacciare gli occupanti”.

Provvedimenti adottati

La polizia, dopo che è stato riunito il gabinetto di sicurezza convocato dal premier israeliano Natanyahu, ha preannunciato un piano di contenimento delle violenze. Il sindaco di Gerusalemme, Nir Barkat, ha imposto il blocco dei quartieri arabi e dei villaggi circostanti. Nella Striscia di Gaza, l’esercito israeliano ha chiuso il valico di frontiera di Erez.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu oggi ha avvertito che utilizzerà qualsiasi mezzo a sua disposizione e ricorrerà a delle “misure forti” contro l’escalation delle violenze con i palestinesi. E riterrà responsabile il presidente palestinese Abu Mazen in caso di nuovo deterioramento della situazione, esortandolo a far cessare le “incitazioni all’odio” contro gli israeliani da parte palestinese.

Il segretario generale dell’OLP, Saeb Erekat, parlando della morte di alcuni adolescenti palestinesi in prossimità di attentati, ha preannunciato che si rivolgerà al rappresentante della Commissione diritti umani ONU, Christoph Heyns, affinché apra una inchiesta su “esecuzioni sommarie ed extragiudiziarie”.

 

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *