ISIS in Iraq verrà bombardata dall’ Italia

Tornado-Sesto-Stormo-a-Ghedi
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Svolta del premier Renzi contro l’ISIS

L’Italia ha deciso di assumersi maggiori responsabilità e di contare sui tavoli internazionali, per questo scenderà in guerra contro l’ISIS. I Tornado del sesto stormo di Ghedi, che sono in azione da un anno in Iraq, per semplici operazioni di ricognizione, nelle prossime ore avranno il compito di bombardare postazioni dello Stato Islamico in Iraq, sulla base di informazioni condivise con il comando degli Stati Uniti. In Iraq, l’ISIS occupa buona parte dell’ex confine con la Siria e la provincia di Anbar.

Il governo di Baghdad, in difficoltà contro l’avanzata dei jihadisti, ha lanciato una richiesta di aiuto concedendo il proprio spazio aereo ai Paesi dell’alleanza internazionale. Il governo Renzi ha risposto alla richiesta di aiuto con la coalizione internazionale. L’intervento militare italiano non riguarderà la Siria (almeno per ora), dove il presidente Bashar Assad ha chiesto aiuto a Vladimir Putin e non a Europa e USA.

La notizia si è diffusa poche ore dopo la visita nella base di Sigonella e poi a Roma del Segretario alla Difesa Statunitense Ashton Carter.

Unica incognita per l’Italia è capire nelle prossime ore se, i bombardamenti contro le postazioni ISIS in Iraq, debbano essere autorizzati con un voto in Parlamento.

L’Italia era entrata in guerra già un anno fa

Va ricordato che l’Italia, già un anno fa – nel silenzio dei media – era entrata in guerra, quando, nel partecipare alla coalizione internazionale, aveva inviato prima quattro Tornado del Sesto stormo di Ghedi in Kuwait, un aereo-cisterna KC767 e alcuni droni Predator privi di armamento. Complessivamente un impegno di 140 uomini. Poi ha fornito una consistente quantità di armi ai Peshmerga curdi, uniche forze a combattere efficacemente l’ISIS dopo la caduta di Mosul e la proclamazione del Califfato Islamico di al-Baghdadi, e avviato un apprezzato programma di addestramento ancora in corso.

 

 

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