“I mille volti del Clan del Golfo”

La realtà criminale colombiana all’indomani dell’accordo con la FARC

Giusto un mese fa, alla vigilia della visita ufficiale del Papa, il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha annunciato che il Governo stava negoziando con il Clan del Golfo per giungere ad un armistizio. La notizia era in circolazione da più di un anno e sembrerebbe finalmente presupporre, soprattutto dopo il secondo annuncio di un cessate il fuoco bilaterale e di una transitoria interruzione delle ostilità con l’ELN (l’Esercito di Liberazione Nazionale), il raggiungimento di una “paz completa” per il popolo colombiano. Tuttavia, data la natura della più grande banda criminale del paese, ci sono almeno due ottime ragioni per non essere ottimisti: uno, è che ‘Otoniel’, il leader del Clan ha solo il controllo su una parte della struttura criminale, il resto è subappaltato a realtà criminali locali; l’altra è che fintanto che i traffici illegali persisteranno, a partire dal traffico di stupefacenti, è molto difficile che coloro che decideranno di consegnarsi alle autorità non vengano rapidamente sostituiti da altri delinquenti. Soprattutto dopo che il governo di Bogotà ha dimostrato di essere così inefficace nel garantire il controllo dei territori abbandonati dalla FARC.
Il Clan del Golfo – che oggi il governo colombiano ritiene essere la più grande minaccia per la sicurezza del Paese – ha tanti volti quanti nomi. Gaitanistas, Úsugas, Urabeños, Héroes de Castaño o Clan del Golfo, non sono altro che sigle formali di un’unica organizzazione composta da exparamilitari,ex guerriglieri, criminali comuni e addirittura ex soldati dell’esercito, riciclati per lo più da processi di smobilitazione abbandonati a metà strada e che sono dietro la gestione delle attività illegali del paese.
Nel momento in cui si apriranno le negoziazioni fra il governo e il clan, sarà perciò molto difficile che il comandante Otoniel possa effettivamente garantire un disarmo totale dei suoi uomini e la cessazione di tutte le attività illegali. Attività che il Clan del Golfo subappalta regione per regione e che ci mostra chiaramente come questa banda sia in realtà composta da una miriade di microrealtà criminali che saranno impossibili da sottomettere interamente al rispetto degli accordi.

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Lorenzo Daniele

30 anni, stagista presso l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. Dopo la Laurea in Giurisprudenza all'Università La Sapienza di Roma ho collaborato con alcune ONG a Buenos Aires che mi hanno permesso di vedere con i miei occhi la profonda disuguaglianza sociale che colpisce moltissimi paesi dell'America Latina. Un Master in Relazioni Internazionali alla SIOI di Roma e uno in Cooperazione Internazionale all'ISPI di Milano mi hanno inoltre dato l'opportunità di approfondire le più importanti tematiche della geopolitica attuale e delle relazioni internazionali in generale. Appassionato di America Latina e di Medio Oriente!

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