Hillary Clinton, sì a nozze gay con legge federale

Hillary-Clinton-sì-a-nozze-gay-con-legge-federale
Hillary Clinton: sì a nozze gay

Per la Clinton sì al matrimonio per le coppie gay e lesbiche

Hillary Clinton, ex first lady ed ex Segretario di Stato, a distanza di pochi giorni dall’annuncio della sua candidatura per la Casa Bianca nel 2016, ha dichiarato di appoggiare una legge a livello nazionale sui matrimoni gay.

Diversamente dal passato, in cui il suo sostegno al matrimonio gay era stato manifestato stato per stato, oggi, la Clinton, che ha di fronte una lunga e ardua campagna elettorale che riparte dall’ Iowa, dove sette anni fa, subì una lacerante sconfitta dal giovane senatore di nome Barack Obama, ha uno sguardo necessariamente proiettato verso tutti gli States. La sua speranza, nel sostenere l’uguaglianza del matrimonio, è rivolta tutta sulla Corte Suprema, affinché riconosca alle coppie dello stesso sesso gli stessi diritti costituzionali delle coppie etero.

Non a caso nel suo primo spot, una clip della sua candidatura elettorale postato sui social network, dedicato alle famiglie e alla classe media multiculturale, come a voler dire che l’America di oggi poggia su diseguaglianze ed è lontana dall’immagine tradizionale dell’American Dream, dove la Clinton dichiara :”Ogni giorno gli americani hanno bisogno di un campione. Io voglio essere quel campione“, si vedono, dopo una serie di personaggi, per quattro secondi una coppia gay felice che cammina.

Il video, che ha suscitato non poche critiche – ad esempio in Russia, dove vige il divieto di mostrare immagini che possano sponsorizzare lo stile di vita omosessuale, è stato vietato ai minori di 18 anni perché i due gay si tengono per mano – ha rappresentato per Hillary solo l’ultima delle sue prese di posizione che negli ultimi anni ha assunto nei confronti dell’Universo gay, americano e non solo.

Anche se l’ex first lady, come è avvenuto per Barack Obama, ha subito un’evoluzione sulla questione del matrimonio gay. Nel 1996 ha sostenuto il Defense of Marriage Act del Presidente Bill Clinton, che precludeva il matrimonio alle coppie dello stesso sesso. Solo nel marzo del 2013 ha sostenuto chiaramente il matrimonio per le coppie gay e lesbiche, inserendosi così in quella linea secondo cui il matrimonio non è un’unione potenzialmente feconda di un uomo e una donna, ma riguarda solo il riconoscimento dell’amore di una coppia a prescindere dal sesso dei suoi componenti.

Per ora la corsa alle presidenziali è ancora lunga, lunghissima. Tra i democratici e anche tra i repubblicani non c’è al momento un vero cavallo di razza che gli possa fare concorrenza. Hillary  Clinton potrebbe fare davvero la storia. Una donna presidente, la prima donna a tentare l’ardua impresa di diventare presidente degli Stati Uniti

Inoltre la storia americana insegna che gli elettori per votare un candidato dello stesso partito del presidente uscente dopo due mandati, devono essere molto soddisfatti di quest’ultimo, per dare così una prosecuzione di quelle politiche. Avvenne per Truman che fu rieletto, ed era il successore di Roosevelt: grande presidente sia contro la Grande Depressione sia contro i nazifascisti. E avvenne per Bush padre, dopo i due mandati di Ronald Regan.  

Dunque più popolarità a Barack Obama, significherà più chance per Hillary Clinton soprattutto in un momento in cui la Bill, Hillary e Chelsea Foundation ha deciso – di cui tratta il Wall Street Journal – che continuerà ad accettare donazioni dai governi di sei Paesi selezionati: Australia, Canada, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Regno Unito, che hanno sostenuto i programmi su sanità, povertà e cambiamento climatico della fondazione, mentre gli altri Paesi potranno finanziare una sussidiaria con i gettoni di presenza (a ogni evento 20.000 dollari).

Niente più polemiche per Hillary Clinton e la sua Fondazione, come quelle dell’anno scorso legate alle donazioni di milioni di dollari ricevute da governi di Arabia Saudita, Oman ed Emirati Arabi che potrebbero, secondo l’opinione pubblica, “acquistare” influenza negli Stati Uniti con le donazioni.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *