Guerra in Siria. Putin: strategie e obiettivi

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Putin in Medio Oriente appoggia gli sciiti

Putin, con la guerra in Siria, ricompare nello scacchiere del Medio Oriente. Politicamente in Siria si è schierato come alleato degli sciiti e contro i sunniti*. In particolare appoggia la minoranza alawita, (ramo dello sciismo) a cui appartiene il presidente al potere Bashar al-Assad. Mentre la maggioranza della popolazione siriana (oltre il 60 %) è sunnita. Le proteste contro il governo in Siria sono cominciate nel marzo 2011 e sono state represse sempre con la violenza. La guerra civile ha contribuito a esasperare i sentimenti di odio e rancore tra sciiti e sunniti.

In più Putin si è alleato con l’Iran, emblema dello sciismo e protettore di Assad, e si sta avvicinando silenzioso all’Iraq, un Paese a maggioranza sciita. Inevitabilmente si schiera contro i Paesi sunniti. Tra questi Paesi spicca in particolare l’ Arabia Saudita, che è in costante competizione con l’Iran sciita, che teme possa creare disordini all’interno delle comunità sciite dei Paesi del Golfo. E in più sia l’Iran che l’Arabia Saudita aspirano infatti a diventare la principale potenza nella regione. L’Arabia Saudita ha condannato, non a caso, insieme alla Turchia, i raid aerei russi sulla Siria.

Tale tattica politica ha portato come riflesso Putin, nella sua strategia militare in Siria, ad attaccare i movimenti dell’opposizione armata contro Bashar al-Assad, per aiutarlo a riprendere il controllo del territorio siriano. Infatti i raid aerei russi si sono concentrati in particolare su tre province, Homs, Hama e Latakia, dove non è presente l’Isis, bensì gruppi ribelli ostili al dittatore siriano. Indiscrezioni pubblicate da alcuni media Usa – Wall Street Journal su tutti – i raid russi in Siria “hanno colpito dei ribelli addestrati dalla Cia”. Non solo. Il dispositivo militare russo installato in Siria dispone di sofisticati sistemi missilistici di difesa aerea Sa 15 e Sa 22, che di fronte alla mancanza di forze aeree dell’Isis, fanno pensare al loro utilizzo per possibili tensioni militari con la coalizione e la Turchia.

Mentre l’alleanza con gli sciiti iraniani porterà a breve, come già annunciato dai media, un’ offensiva terrestre con l’appoggio dell’Iran e della potente organizzazione politico-militare sciita Hezbollah.

Putin con le sue strategie politiche e militari quali obiettivi intende raggiungere ?

  • Dimostrare che è un partner fondamentale per ogni crisi internazionale
  • Assicurarsi una volta per tutte lo sbocco sul Mediterraneo
  • Sta approfittando della scarsa politica estera di Barack Obama per sminuire il ruolo di Washington in Medio Oriente, anche se la sua entrata in guerra getta altra benzina sul fuoco siriano
  • Sta cercando di dimostrarsi affidabile agli occhi europei e americani, per distogliere l’attenzione dall’Ucraina, “congelare” il conflitto di Kiev. Per poi chiedere la revoca delle sanzioni. Senza contare che anche Mosca teme che l’ Isis possa diffondersi nel Caucaso.

 

*I sunniti costituiscono tra l’87 e il 90 per cento della popolazione complessiva di musulmani nel mondo ( circa 1,3 miliardi). Gli sciiti costituiscono il restante della popolazione musulmana: tra il 10 e il 13 per cento.

La maggior parte degli sciiti – tra il 68 e l’80 per cento – vive in quattro Paesi: Iran, Pakistan, India e Iraq. L’Iran da solo ne ospita quasi 70 milioni, circa il 40 per cento della popolazione totale degli sciiti nel mondo.

Secondo il Pew Research Center, i Paesi a maggioranza musulmana sono 49, di cui Iran, Iraq, Azerbaijan e Bahrain sono gli unici a maggioranza sciita, e il Libano l’unico a non avere una netta maggioranza tra le due scuole di pensiero.

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