Grecia: Tsipras rivince, nuovo governo con i nazionalisti

Tsipras dopo la vittoria in Grecia 20.9.2015
Tsipras dopo la vittoria in Grecia 20.9.2015

Grecia: Tsipras di nuovo premier

Con il 99,55% delle schede scrutinate i risultati sono i seguenti:

Syriza 35,47 % (145 seggi) Nea Dimokratia 28,09 % (75) Alba Dorata 6,99 % (18) Pasok 6,28 % (17) KKE 5,55 % (15) Potami 4,09 % (11) Greci Indipendenti 3,69 % (10) Unione centristi 3,43 % (9).

L’affluenza con il 56,55 % è andata giù, complice la disillusione di molti elettori e l’incertezza economica.

Tsipras, ha di fronte un mandato di quattro anni, e potrà contare sull’appoggio degli ex alleati di governo nazionalisti ‘Greci indipendenti’ con i quali riproporre la stessa alleanza nata a gennaio, e che gli garantiranno di raggiungere così una maggioranza di 155 seggi su 300.

Considerato il crollo dei consensi di Tsipras registrati appena dopo le sue dimissioni in agosto, che lo davano già perdente e verso il tramonto politico – non manca chi lo considera un debole , o peggio un traditore – il risultato ottenuto è di tutto rispetto. I greci, almeno quelli che sono andati a votare, hanno creduto all’uomo Tsipras che ha lottato fino all’ultimo per strappare a Bruxelles e soprattutto a Berlino il migliore accordo per la Grecia. E’ vero che la promessa su cui Tsipras era stato eletto a gennaio era mantenere la Grecia nell’euro e nell’Unione rinegoziando il pagamento del debito e le condizioni del salvataggio imposte dagli altri stati europei e dal Fondo monetario internazionale. E’ altrettanto vero che solo una parte di questi obiettivi, di fronte allo strapotere dei banchieri che ti chiedono indietro grosse somme di denaro, è riuscito a ottenere. Ma non per questo il suo lavoro e le sue battaglie sono stati inutili. I greci che l’hanno votato, gli hanno riconosciuto il merito del lavoro che ha svolto finora, inoltre i loro interessi restano all’interno dell’UE, e in più sono convinti che Tsipras in questa seconda fase di governo sia l’uomo giusto per mitigare l’austerità contenuta nel memorandum per le classi meno abbienti, e grazie a lui la Grecia potrà scaglionare in modo più vantaggioso il pagamento del debito, che ostacolerà meno la possibilità di investire e di fare le riforme necessarie.

Se poi si affronta un discorso più ampio, la Grecia di Tsipras risulta un nuovo laboratorio politico, non solo per le nuove sinistre, ma per tutte le democrazie europee, per elaborare e sperimentare battaglie per la crescita e la giustizia sociale che siano in grado di mobilitare elettori provenienti da contesti profondamente diversi.

Da un punto di vista geopolitico Tsipras avrà un ruolo, nei prossimi anni, strategico in tutta l’area del Mediterraneo e del Medio Oriente. Troppe sono le questioni urgenti e significative su cui la comunità internazionale dovrà esprimersi. Una su tutte: la marea di migranti siriani che spinge alle porte dell’UE.

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