Gran Bretagna: misure contro lo Stato Islamico

Gran Bretagna contro il terrorismo
Gran Bretagna contro il terrorismo

La Gran Bretagna si mobilita contro lo Stato Islamico. Due i personaggi: il premier David Cameron e il sindaco di Londra Boris Johnson.

David Cameron, messo sotto pressione anche dalle elezioni politiche in programma il prossimo 7 maggio, per contrastare il terrorismo islamico, intende assegnare poteri forti all’intelligence e alle agenzie di sicurezza, e formula una proposta per salvaguardare la sicurezza nazionale: bloccare o comunque vietare tutti gli strumenti di comunicazione  via internet che criptano i contenuti, se non sarà garantito in qualsiasi momento l’accesso diretto ai servizi segreti, ovviamente dietro mandato. La preoccupazione del premier  è che possono esser utilizzati in modo indisturbato dai terroristi. Ad essere coinvolti in queste nuove restrizioni, sarebbe WhatsApp in primis, che ha iniziato a proteggere i contenuti a partire dallo scorso novembre, ma anche Snapchat, Skype, Google Hangouts, Telegram e molti altri. Pur se molti di queste”app”, nonostante criptano i messaggi in transito, non garantiscono la massima sicurezza. Gli stessi provider potrebbero accedere ad esempio ai messaggi.

Ma l’idea complessiva è di imporre agli operatori telefonici e agli internet provider a memorizzare un maggior numero di informazioni e dati sulle attività in rete dei cittadini, inclusi i messaggi via social network (Facebook, Twitter, Google plus,..), che consentano sistematici e veloci accessi governativi.

Se così fosse, pur di combattere l’estremismo di matrice islamica, i cittadini dovrebbero cedere una parte significativa della loro privacy.

Il primo cittadino di Londra  Boris Johnson, che nel sottolineare la sua discendenza turca musulmana (lo era il bisnonno), attacca a muso duro i leader delle comunità musulmane, responsabili – a suo dire  – di non essersi pronunciati con la giusta dose di durezza e persuasione contro gli attentati terroristici di matrice islamica come quelli accaduti a Parigi contro la sede del giornale satirico “Charlie Hebdo”. Nel fare tali considerazioni, il sindaco di Londra, è consapevole di quanto sia importante contrastare l’islamico radicale all’interno delle stesse comunità musulmane, da parte dei religiosi moderati.

Ma ciò che ha meravigliato del biondissimo sindaco di Londra è stata, durante una visita in to Kurdistan, la citazione riguardante un’indagine Mi5 (il servizio di intelligence britannico) secondo la quale i cosiddetti “foreign fighter” dello Stato Islamico sarebbero sessualmente frustrati. Per questo – secondo Johnson – il gruppo terroristico deve essere “demistificato” e le sue reclute smascherate e mostrare per ciò che sono, dei “perdenti tormentati”. “Sono persone che vivono malissimo le loro relazioni con le donne, ossessionati dalla pornografia, sintomo questo del loro fallimento e della sensazione che hanno di avere il mondo contro” “Sono solo giovani che non hanno una missione nella vita, si sentono perdenti  e cercano disperatamente un’autostima che credono di trovare nell’islam radicale scegliendo di unirsi allo Stato Islamico”.

Una provocazione e un affronto forte e determinato quello del sindaco di Londra, che annuncia una battaglia senza quartiere per colpire sul nascere l’intenzione di quei cittadini britannici che intendono unirsi, in nome della guerra santa, ai jihadisti.

 

 

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Un pensiero riguardo “Gran Bretagna: misure contro lo Stato Islamico

  • 6 febbraio 2015 in 7:56
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