Giordania, l’abrogazione dell’articolo 308 del codice penale segnerà una svolta nella vita delle donne arabe?

In Giordania, la camera bassa del Parlamento ha abolito l’articolo 308 del codice penale giordano che consentiva allo stupratore di ovviare la pena sposando la vittima


Lo scorso 1 agosto la camera bassa in Parlamento ha votato a favore dell’abrogazione del famigerato articolo 308 del codice penale che per decenni ha consentito allo stupratore di ovviare il processo, sposando la vittima per almeno tre anni. Adesso, si attenderà la decisione della camera alta e la controfirma del Re Abdullah II.

Questa clausola ha diviso l’opinione pubblica giordana per decenni tra coloro che ritenevano fosse una soluzione adatta per preservare l’onore delle donne e coloro che invece vi vedevano esclusivamente una grossa violazione dei diritti umani. Lo scorso martedì, numerosi attivisti hanno organizzato un sit-in fuori dal Parlamento, richiedendo la completa abolizione della clausola.

Salma Nims, segretario generale della Commissione Nazionale Giordana per le donne ha affermato: “È un momento storico non solo per la Giordania ma per l’intera regione. Questa conquista è il risultato di un importante impegno da parte della società civile e delle organizzazioni per i diritti umani e per i diritti delle donne in Giordania.” “Eravamo molto preoccupati ma il nostro impegno non è stato vano” ha aggiunto Nims. “Dobbiamo emendare tutte quelle leggi che influiscono sullo status delle donne in Giordania, specie per quanto riguarda i loro diritti in termini di eguaglianza”.

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Rothna Begum, ricercatrice sui diritti delle donne per Human Rights Watch considera l’articolo 308 una forma di violenza di genere la quale, prevedendo l’immunità per lo stupratore, punisce la vittima obbligandola ad accettare un matrimonio riparatore contro la sua volontà. Questo tipo di norme pro-stupratori continuano ad esistere in Algeria, Bahrain, Iraq, Kuwait, Libano, Libia, Palestina e Siria così come in molti stati dell’America Latina e dell’Asia. Negli ultimi 30 anni, diversi Paesi nel mondo hanno abolito leggi simili: l’Italia nel 1981, la Francia nel 1994, il Perù nel 1998, la Romania nel 2000, l’Uruguay nel 2006 e il Costa Rica nel 2007.

Se la Giordania abrogherà definitivamente questa clausola dal codice penale locale, si aggiungerà ad altri tre Paesi del MENA (Medio Oriente e Nord Africa) che hanno già adottato riforme in tal senso: Egitto nel 1999, il Marocco nel 2014 e la Tunisia lo scorso luglio. Il medesimo dibattito è in corso anche in Libano dove in Parlamento si discute dell’abrogazione dell’articolo 522 del codice penale analogo a quello giordano. In Medio Oriente, le donne hanno sperato che la Primavera Araba portasse con sé dei cambiamenti in termini di maggiori libertà e diritti, ma hanno dovuto assistere al suo fallimento e alla trasformazione di questa in continue guerre. L’aumento della percentuale di stupri è dovuto allo scontro tra le parti in guerra che, come mostrano i rapporti, se ne servono come strumento di minaccia.

Nonostante l’importanza di eliminare l’articolo 308 si può dunque affermare che, il cammino delle donne arabe e giordane in questo caso verso l’eguaglianza e il riconoscimento di pieni diritti, sia ancora molto lungo.

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Eleonora Cambedda

25 anni studentessa in Relazioni Internazionali presso l'Università di Cagliari. Appassionata di Medio Oriente, della lingua e della cultura araba. Negli ultimi anni ha affiancato allo studio accademico, la ricerca personale mirata a conoscere e ad approfondire le dinamiche e gli eventi nel Medio Oriente. In particolare, la sua ricerca si é focalizzata di recente sull'evoluzione dei diritti delle donne musulmane nell'ultimo secolo. Un altro tema a lei caro, é quello della prevenzione e risoluzione dei conflitti, che spera di poter approfondire frequentando un master all'estero nei prossimi anni.

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